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Renzi: modello PD vecchio del '900. Bersani: idee anni '80 sono guai

Davanti alla stazione della Leopolda, dove ha avuto luogo la due giorni della convention dei 'rottamatori', dei cittadini di Firenze che protestavano contro il sindaco Matteo Renzi, il "new entry della vecchia politica", come recita un cartellone. E Da Napoli Bersani afferma: "Questa distinzione giovani-adulti è una stupidaggine di proporzioni cosmiche".

Matteo Renzi, il "new entry della vecchia politica". E' questo uno dei tanti cartelli che una parte del popolo di Firenze mostra davanti alla stazione Leopolda, come quello delle rsu dell'Ataf, che hanno indetto una manifestazione davanti l'ingresso della convention dei 'rottamatori' per protestare contro l'ipotesi di cedere ai privati l'azienda. Con loro anche i dipendenti del Maggio musicale, contrari ai tagli che Renzi, sindaco di Firenze, intende fare alla gestione dell'ente, ma anche i precari degli asili nido e i rappresentanti dei comitati No inceneritore nella Piana e NO tunnel TAV. "Sotto Firenze vogliono fare un tunnel di 7 chilometri che sventrerà, e come ha detto Renzi sbudellerà Firenze, e lui non sta facendo nulla per fermarli - spiega infatti una manifestante del NO tunnel TAV - questo sarà un 'Big Bang' per Firenze" (http://is.gd/nCngsC). Ma molti temono che questo "Big Bang" (parafrasando il nome della convention dei "rottamatori" organizzata dal sindaco di Firenze) potrebbe però allargarsi in tutta l'Italia, a partire da Roma. Molti dei contestatori, infatti, sono orami più che convinti che il vero delfino di Silvio Berlusconi non sia tanto Angelino Alfano quanto Matteo Renzi, del PD. "Renzi è un ottimo candidato per le primarie del centrodestra. Ha dei modi dannunziani che confermano l'egemonia culturale del berlusconismo" afferma anche Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, mentre per Angelo Bonelli dei Verdi "quello a cui stiamo assistendo è il contagio della personalizzazione della politica che Berlusconi ha introdotto con la sua discesa in campo". E mentre alla Leopolda proseguono i lavori della convention dei rottamatori, ormai giunta al suo secondo e ultimo giorno con una partecipazione pare di circa 7500 persone, a Napoli sale sul palco della convention "Finalmente Sud" (la scuola di formazione "politica" che intende creare nuovi quadri dirigenti nel Mezzogiorno) Pier Luigi Bersani che parla ad una "platea di giovani che credono alla politica", come spiega il segretario del PD. "Ci metteremo in compagnia sia in modo fisico sia in modo virtuale, perché la disponibilità è enorme, la volontà di trasmettere generosamente esperienze ai giovani che devono portare avanti la fiaccola è enorme - sottolinea subito Bersani, aggiungendo - ma questa distinzione giovani-adulti è una stupidaggine di proporzioni cosmiche". "Ma è chiaro che tocca ai giovani, a chi deve toccare?" ammette Bersani, precisando però: "Ma bisogna mettersi a disposizione, non si può dar l'idea che un giovane per andare avanti deve scalciare, deve insultare, deve crear una dissonanza. No, non è questo. Non è questo in una famiglia, non è questo in una squadra, noi siamo una squadra, siamo un collettivo perbacco". "E la ruota deve girare nel collettivo, e poi ci saranno le persone e le individualità che si faranno largo. Le idee e i metodi nuovi devono essere messi sulle gambe della nuova generazione - continua il segretario del PD - ma guai ad un ricambio senza cambiamento, guai ad un ricambio secondo lo slogan 'vai via tu che arrivo io che son più giovane' ". Per Pier Luigi Bersani insiste sul fatto che quindi ci può solo essere "ricambio con cambiamento - concludendo - Perché è inutile mettere il vino nuovo in otri vecchi, c'è poco da fare, quindi ci vuole l'uno e l'altra cosa, vino nuovo e otri nuovi. Se non facciamo così noi uccideremo veramente la speranza e il futuro del Mezzogiorno". Bersani non fa mai il nome di Matteo Renzi, ma il riferimento appare ai più chiaro, tanto che il sindaco di Firenze ribatte poco dopo dalla Leopolda: "Non so a chi stia parlando Bersani, ma io non sono un asino e non scalcio - per poi chiudere con un affondo - Mettersi a disposizione è una espressione molto bella se è riferita al Paese, alla città: ma se è mettersi a disposizione di un capocorrente, a uno che dà ordini, no". Durante il secondo giorno della convention "Finalmente Sud" Pier Luigi Bersani precisa subito che non intende "essere tirato per la giacca in nessuna polemica", spiegando quindi che "tutte le idee sono buone e sono amico di tutti" ma sottolineando che non bisogna "scambiare per nuove delle idee che sono un usato degli anni '80, perché con certe ricette facili e idee troppo semplici siamo finiti nei guai". Matteo Renzi, chiudendo invece la sua due giorni di "Big Bang", non risparmia critiche, spiegando che la sua più grande "paura" è che "di fronte al fallimento del governo il centrosinistra non sappia rispondere o replichi senza coraggio e solo con slogan e conservazione". Matteo Renzi rilancia quindi l'importanza delle primarie, perché "non sono solo un modo per selezionare in modo diverso la classe dirigente. Sono un ribaltamento", e spiega come sia invece "evidente" il "problema di rapporto con le vecchie ideologie dei partiti". "Lo dico con il massimo rispetto verso Pier Luigi Bersani - precisa subito il sindaco di Firenze - Il modello di PD per cui ci sono i dirigenti del PD che danno la linea agli eletti, i quali sono chiamati ad andare dagli elettori a fare volantinaggio per spiegare, andava bene nel '900", portando l'ultimo affondo: "Manteniamo il partito che abbiamo e cambiamo le facce dei politici - perché - Non è possibile che cambino continuamente i simboli dei partiti, abbiamo finito foreste e fattorie e, restano sempre le stesse facce".

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