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Primarie PD risultati. Bersani: Renzi? Solo chi vince decide

Nessun vincitore, per ora alle primarie del PD, anche se i risultati danno in netto vantaggio Pier Luigi Bersani, che finirà in ballottaggio con Matteo Renzi. Il segretario del PD chiarisce che è stato votato perché sarebbe una "persona che sa cambiare, ma con l'esperienza sufficiente a non fare solo un cambiamento verbale

Sul sito Primarie Italia Bene Comune i risultati delle primarie del PD, alle ore 16:30 di oggi, sono ancora "ufficiosi", tanto che non si discostano molto dalle previsioni di ieri sera. Stando a questi risultati, il primo turno delle primarie del centrosinistra vendono in netto vantaggio Pier Luigi Bersani con il 44,9% dei voti, Matteo Renzi con il 35,5%, Nichi Vendola con il 15,6%, Laura Puppato con il 2,6% e Bruno Tabacci con l'1,4%. L'affluenza di queste primarie del PD sembra essere minore rispetto alle previsioni lanciate dal comitato di Matteo Renzi, che la dava a 4 milioni. Sempre stando a questi ultimi dati ufficiosi, i voti validi alle primarie sono infatti 3.107.568. I risultati ufficiali, quando usciranno, probabilmente non saranno troppo diversi, ed è quindi ormai certo che domenica 2 dicembre Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi si sfideranno al ballottaggio delle primarie .

"Sono stracontento, prima di tutto perché è stata una giornata magnifica, con tantissima gente, una organizzazione perfetta. Si diceva che era difficile, che era lungo, che la gente si sarebbe spazientita. No, non è vero" dichiarava ieri sera a caldo, da Piacenza, Pier Luigi Bersani, dopo l'uscita dei primi risultati delle primarie del centrosinistra, quando erano stati scrutinati poco più di 3mila seggi su oltre 9mila. Pier Luigi Bersani, intervistato in diretta dal Tg3 che ha seguito lo scrutinio in diretta, chiarisce però immediatamente che queste primarie del centrosinistra lui "le ha volute", e sottolinea: "Ho sentito adesso Renzi che diceva che io ho accettato la sua proposta di fare le primarie. Questo io non glielo consento, in amicizia ma proprio non glielo consento, perché le ho volute, le ho volute aperte e sono state bellissime ed ho avuto un risultato molto forte al quale guardo con fiducia in vista del ballottaggio".

Ballottaggio che, stando alle previsioni, dovrebbe vincere proprio il segretario del PD, visto che probabilmente incasserà almeno i voti (che non sono stati pochi) di Sel (Sinistra ecologia e libertà). "Io credo che Nichi Vendola abbia avuto un buon risultato, visto le condizioni in partenza che aveva, e credo che possa esser soddisfatto anche lui" precisa prima di tutto Bersani, aggiungendo: "Io non convincerò gli elettori di Vendola a votarmi perché non funziona così. Io dirò la mia, dirò quel che penso io, e mi rivolgerò a tutti gli elettori progressisti. Certamente nelle cose che dico io ci sono temi sensibili per l'elettorato di sinistra, come quando parlo di lavoro, di equità, ma questo fa parte delle mie corde". "Lavoro e moralità" insiste quindi Pier Luigi Bersani, ribadendo che queste saranno le parole chiave di un suo futuro governo, e spiega: "Io penso di aver raffigurato l'idea di una persona che sa cambiare, ma con l'esperienza sufficiente a non fare solo un cambiamento verbale. La gente, se mi ha votato, si sarà quindi fatta l'idea che riesca a fare anche qualche fatto".

La "stoccata" sembra diretta naturalmente a Matteo Renzi e alla sua campagna sulla "rottamazione", con Pier Luigi Bersani che quindi aggiunge: "Siamo tutti importanti. Renzi è stato ed è un protagonista di questa battaglia, ha dato anche vivacità a questa battaglia, il suo contributo, e quindi credo siamo riusciti a raffigurare l'idea che siamo una grande squadra, e quindi ognuno in una squadra ha un compito, un ruolo". Un ruolo da ministro, anche se Matteo Renzi ha sempre affermato di non volere "premi di consolazione"? Assolutamente no. Pier Luigi Bersani, su questo punto, è molto chiaro, affermando: "Non facciamo mica quei bilancini lì. Lui non li farebbe, io non li farei. Chi vince è il candidato premier dei progressisti, dopodiché decide lui". Bersani chiude poi il discorso scherzando: "Credo che tutti e 5 dovremmo fare adesso qualcosa insieme, magari gli posso affrire una birra".

Pier Luigi Bersani accenna poi ad una analisi politica sul voto di queste primarie del PD, ipotizzando di aver vinto "più al Sud che al Nord" (i risultati lo danno oltre il 50 per cento in Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania) perché "se è vero che la sofferenza c'è in tutta Italia, al Sud c'è ancora una sofferenza particolare, ed io ho molto orecchio per i problemi quando sono acuti". Di una cosa Pier Luigi Bersani sembra comunque sicuro, e cioè che le primarie del centrosinistra hanno fatto bene alla vita politica del Paese. "Io credo che, finita questa prova, noi abbiamo veramente un punto di forza difficile da scalfire - chiude Bersani - Penso che il gesto che abbiamo fatto rompe un po' quel muro che si è eretto tra cittadini ed istituzioni, altrimenti non sarebbero venute milionate di persone".

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