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Primarie PD 2012 Bene Comune, Bersani: alleanze? In modo non settario

Pier Luigi Bersani si rivolge, dai microfoni del TG1, agli ultimi elettori indecisi delle primarie del PD, che dovranno scegliere tra i candidati il leader della coalizione di centrosinistra Italia Bene Comune. Bersani promette quindi, riguardo anche a future allenze: "Non pensiamo di presentarci in modo settario".

Tra meno di 24 ore si vota per le primarie del centrsinistra. Sono già oltre un milione gli elettori che si sono iscritti sul sito Italia Bene Comune, ma il PD spera che ai seggi, domenica 25 novembre 2012, siano molti di più quelli interessati a scegliere il candidato premier del centronistra ( ecco come, dove, quando di vota, anche online ). I candidati per le primarie del PD sono ormai noti: Matteo Renzi, Nichi Vendola, Bruno Tabacci, Laura Puppato e Pier Luigi Bersani. Proprio Pier Luigi Bersani è intervenuto ieri sera al TG1, insieme a Matteo Renzi, per riassumere il programma del PD e convincere gli ultimi elettori indecisi a votare per lui.

Per prima cosa, Pier Luigi Bersani ammette che gli è piaciuta come si è svolta la competizione delle primarie del centrosinistra perché ha visto che c'è stata "una partecipazione incredibile, un entusiamo eccezionale, 100mila volontari", ammettendo che il PD è riuscita a fare "una cosa veramente inedita, anche perché c'è tanta gente che ci sta guardando anche da fuori Italia". Pier Luigi Bersani spiega di aver approfittato delle primarie "per girare anche un po' nel nostro Paese", sottolineando di aver compreso meglio "alcuni problemi di questo Paese, problemi molto seri". "Alcune volte si arriva a casa col cuore molto pesante - afferma Bersani - Anche se poi il giorno dopo, girando ancora, si vedono anche tante energie, tanta voglia di reagire". Girando l'Italia, Pier LUigi Bersani conferma che le richieste più ricorrenti del popolo del centrosinistra sono "il lavoro e il cambiamento". Per questo motivo, Bersani promette che "le parole della prossima legislatura saranno moralità e lavoro. E lì, a queste due parole, attaccheremo tutti i programmi, tutte le iniziative, tutte le nostre energie perché su queste due parole c'è l'aspettativa del Paese".

Anche Pier Luigi Bersani, come prima di lui al TG1 Matteo Renzi, spiega come potrebbe essere la futura coalizione del centrosinistra Italia Bene Comune. "Io sto dando una mano, insieme al mio partito, ad organizzare il grande campo dei progressisti - chiarisce Bersani - Dopodiché, ho chiesto e chiedo che questo grande campo dei progressisti si rivolga in modo aperto a forze moderate europeiste, costituzionali, che non vogliano rincorrere o aderire a derive populiste né di revival leghisti o berlusconiani. Dopodiché vedremo, vedremo come si conformerà questo centro che mi pare sia in fase di allestimento. Con quali posizioni programmatiche". Pier Luigi Bersani precisa quindi che "quel che è importante è avere una posizione. Noi c'è l'abbiamo chiara. Non pensiamo di presentarci in modo settario. Ci presenteremo in modo aperto. Ma non solo con le forze politiche, anche verso i civismi, i cittadini moderati, perché abbiamo bisogno di una riscossa civica, che coinvolga tanta gente anche fuori di noi. Questo è il nostro atteggiamento. E' quindi se ce ne saranno le condizioni noi siamo disposti a verificare le possibilità di un patto con queste forze".

Infine, Pier Luigi Bersani parla della nuova legge elettorale in discussione al Senato. Il segretario del PD, chiarisce: "in primo luogo" che il Partito Democratico "ha dovuto rinunciare" alla sua proposta che "è il doppio turno di collegio". Bersani quindi promette: "Sia chiaro che se avremo in futuro la maggiaranza, il PD riproporrà una legge a doppio turno di collegio perché secondo noi è l'unica che può mettere in sicurezza il sistema. Detto questo - continua il candidato delle primarie del centrosinistra - non abbiamo la maggioranza in Parlamento, e stiamo lavorando comunque per superare il Porcellum. Le probabilità ci sono. Purché dal nostro punto di vista non si vada sotto alla soglia di una credibile governabilità, e cioè vuol dire che ci vuole una ragionevole premialità per chi arriva primo così che quella sera il mondo possa capire che c'è qualcuno in grado di comporre un governo in Parlamento. Perché se diamo scontato in premessa di fare delle norme che non consentono questo, o per ragioni politiche o per ragioni aritmetiche, ne arriva un forte problema per il nostro Paese. Siamo quindi assolutamente disponibili ad arrivare ad un accordo. Se devo dire la mia, penso che ce ne siano anche le condizioni, quindi non sono pessimista".

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