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Finanziamenti ai partiti: nuove regole. Rinvio dei rimborsi elettorali

La maggioranza che regge il governo tecnico di Mario Monti trova un accordo sulle nuove regole di traparenza riguardo i finanziamenti ai partiti. Bersani annuncia anche il "il rinvio dell'erogazione dei 100 milioni previsti per luglio" inerente l'ultima rata dei rimborsi elettorali 2008.

La nuova grande maggioranza che regge il governo dei tecnocrati sembra trovarsi d'accordo proprio su tutto, anche su come regolare il finanziamento ai partiti, dopo il caso Belsito che ha visto travolta la Lega Nord.
Una questione che poteva essere risolta già nel 1993, quando la maggioranza degli italiani attraverso un referendum abrogò la legge sul finanziamento pubblico ai partiti, legge però uscita dalla porta ma rientrata poco dopo dalla finestra attraverso una norma sui rimborsi elettorali, finora rifiutati solo dal MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo.
Pier Luigi Bersani annuncia per primo che l'accordo sarebbe stato presto trovato, come poi avvenuto, anticipando che si sarebbe trovato posto anche per "il rinvio dell'erogazione dei 100 milioni previsti per luglio" inerente l'ultima rata, appunto, dei rimborsi elettorali 2008.
L'intesa della maggioranza PD, Pdl e Udc arriva poco dopo. La riforma in discussione sulla trasparenza dei finanziamenti elargiti ai partiti si baserebbe sul fatto che le donazioni sopra i 5.000 euro saranno rese pubbliche mentre le donazioni sopra i 50.000 a partiti o fondazioni comporteranno l'obbligo per quest'ultimi di sottoporsi ai controlli di quella che si chiamerà Commissione per la trasparenza e il controllo dei bilanci dei partiti politici, che sarò presieduta da presidente della Corte dei Conti.
Inoltre, si è stabilito che i bilanci, una volta certificati, dei partiti saranno pubblicati sul sito della Camera e che i partiti potranno investire le liquidità in titoli emessi dallo Stato italiano.
Se invece la nuova Commissione per la trasparenza e il controllo dei bilanci riscontrerà "irregolarità, i Presidenti della Camera e del Senato provvederanno ad applicare, su proposta della Commissione, sanzioni amministrative pecuniarie pari a tre volte".
Ora il testo di legge concordato dalla grande maggioranza PD, Pdl e Udc verrà sottoposto agli altri gruppi che siedono ancora in Parlamento.

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