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Elezioni 2013, Bersani: 5 punti PD per rilancio lavoro e economia

Anche Pier Luigi Bersani espone in maniera più chiara i suoi 5 punti per rilanciare l'economia ed il lavoro, non abbandonando però l'idea di patrimoniali e abolizione del contante.

Anche Pier Luigi Bersani cerca di arrivare più direttamente al proprio elettorato pubblicando i 5 punti che serviranno a rilanciare l'economia ed il lavoro in Italia, secondo il PD. Niente riforma fiscale come vuole il PDL, con Angelino Alfano che ribadisce la necessità di "scomputare gli scontrini e le fatture dall'imponibile" per combattere definitivamente l'evasione fiscale. Niente riforma di Equitalia, come annuncia Silvio Berlusconi lanciando le sue "8 proposte per un fisco che non sia più nemico del contribuente". Niente sospensione dalla tasse per gli imprenditori che assumono ed i giovani che vogliono mettersi in proprio , come promesso dal leader del PDL per diminuire la disoccupazione. E niente abolizione dell'IMU (figurarsi la restituzione, poi).

Pier Luigi Bersani trova infatti "allucinante" che la campagna elettorale sia caratterizzata da quelli che lui definisce "cabaret e politicismi", e per questo espone i suoi 5 punti per il lavoro e l'economia reale:
1) Al primo punto la liquidità. Serve un rafforzamento finanziario delle imprese e per questo il leader PD lancia la proposta di emissione di titoli del Tesoro sul modello di Btp Italia per pagare i crediti arretrati delle piccole e medie imprese nei confronti della pubblica amministrazione;
2) Secondo punto un grande piano di piccole opere che realizzino gli enti locali con una deroga al Patto di stabilità interno, che possano partire subito rivitalizzando l'economia e riguardino soprattutto la riqualificazione di scuole e ospedali;
3) Terzo punto un rilancio dell'economia verde, di progetti per l'efficienza energetica e riqualificazione degli edifici a fini ambientali;
4) Quarto, lo sviluppo della banda larga perché il nostro Paese si adegui finalmente alle altre realtà europee;
5) Infine un piano che si potrà chiamare Industria 2020 e che preveda aiuti alle imprese, anche attraverso il credito di imposta per la ricerca, per rilanciare l'innovazione.

Ma non solo. Per rilanciare l'economia Bersani propone anche "di far pagare di più un'ora di lavoro precario rispetto ad un'ora di lavoro stabile, in modo da creare meccanismi di convenienza per le imprese che stabilizzano i lavoratori" e annuncia che bisogna "cambiare l'impianto del nostro sistema fiscale, facendo pagare di più le rendite immobiliari e alleggerendo il lavoro". Infine, Bersani non dimentica il problema della fedeltà fiscale, ribadendo la linea del PD sulla necessità di aumentare i "meccanismi di tracciabilità e trasparenza", cioè abolizione (totale o quasi) del contante.

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