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CGIL, CISL, UIL, UGL a Bersani: serve subito governo. Stop pregiudizi su alleanze

Le maggiori forze sindacali, CGIL, CISL, UIL, UGL, incontrano Pier Luigi Bersani e chiariscono che serve un governo, e subito, dicendo di non capire "il pregiudizio delle forze politiche a non volersi alleare" vista la drammatica situazione economica in cui versa l'Italia.

Sembra non essere più solo il "demagogo" Silvio Berlusconi ad insistere sull'importanza dell'abolizione dell'IMU sulla prima casa ed i terreni agricoli. Con voce unanime, infatti, tutti i sindacati, che oggi hanno incontrato il leader del PD Pier Luigi Bersani, hanno insistito affiché l'IMU fosse abolita "almeno per il pagamento dsulla prima casa fino a mille euro", come sottolinea Susanna Camusso della CGIL. Ma i vertici di CGIL, CISL, UIL e UGL, riunitisi nella Sala del Cavaliere presso la Camera, hanno soprattutto spiegato a Bersani che non si può tornare subito al voto. Serve un governo, e serve subito. E' questo il monito lanciato dalla forze sindacali, preoccupate per una crisi economica che continua ad abbattersi su sempre più ampie fasce di popolazione. Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Giovanni Centrella hanno quindi chiarito a Pier Luigi Bersani che "bisogna fare un governo a tutti i costi, bisogna farlo con molta forza. C'è bisogno di un accordo, non capiamo il pregiudizio delle forze politiche a non volersi alleare". Pregiudizio che arriva principalmente dal MoVimento 5 Stelle, che rischia di far naufragare immediatamente questa 17esima legislatura, ma che resiste anche in una parte del PD, restia ad una accordo con il PDL per un governo di scopo. La nascita di un governo è essenziale anche perché TARES, IMU ed aumento IVA sono "una miccia che deve essere disinnescata" al più presto, tuona la leder della CGIL Susanna Camusso. E finalmente si comincia a capire che la logica dei tagli dei costi alla politica "va bene, ma non risolve la crisi", fa notare la Camusso. "L'emergenza economica è la priorità assoluta" insiste anche il leader della UIL Luigi Angeletti, insistendo sulla necessità di un abbassamento delle tesse, mentre Raffaele Bonanni della CISL è preoccupato anche della stabilità politica del Paese, spiegando che un non voto di fiducia creerebbe "un pregiudizio della stabilità democratica e l'estendersi del populismo che porta solo ad atteggiamenti autoritari".

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