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Bersani su mozioni Libia: "non faremo da stampella". Al governo?

Pier Luigi Bersani, da Cagliari, chiarisce l'idea del PD sulla guerra in Libia, che vede coninvolti i caccia italiani nei bombardamenti. Per Bersani "il governo ci rende ridicoli al mondo attorno a equilibri che ruotano intorno a Radio Padania".

Oggi 3 maggio alla Camera verrà votata, oltre alla mozione della Lega Nord, anche quella presentata dal Partito Democratico che "impegna il Governo, a continuare nell'adottare ogni iniziativa necessaria ad assicurare una concreta protezione dei civili, - in coerenza con le deliberazioni adottate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e le conseguenti deliberazioni del Parlamento Italiano - mantenendo altresì costantemente aggiornate le Camere sulla quotidiana evoluzione del contesto libico". Una mozione che non sembra intralciare i piani del governo e la sua idea del conflitto libico, tanto che pare abbia scontentato anche una fascia di elettori del PD, che l'hanno commentata (http://is.gd/qd1o3r) sulla pagina del sito del partito. Ma il segretario del PD Pier Luigi Bersani ci tiene comunque a precisare da Cagliari, dove si è recato per sostenere i candidati sindaci impegnati nelle amministrative in Sardegna: "Non faremo da stampella a soluzioni che significano soltanto lo svilimento del nostro Paese". Bersani sostiene infatti che "il mondo ha sempre capito la posizione dell'Italia e qui, per questioni di cucina interna o addirittura regionale, si sta cancellando la coerenza e la credibilità italiana". Per Pier Luigi Bersani afferma quindi come "il governo ci rende ridicoli al mondo attorno a equilibri che ruotano intorno a Radio Padania" sottolineando: "Noi non ci stiamo. Non vogliamo che l'Italia appaia al mondo come un Paese che sta con un piede in 4 scarpe - e ancora - Non siamo disponibili ad essere la stampella che svilisce la dignità del Paese". Il segretario del PD spiega quindi quale deve essere "il ruolo dell'Italia" in merito al conflitto libico, cioè "alla testa di una evoluzione della questione in senso politico e diplomatico". Per questo, conclude, "intervenire sullo stretto quadro ONU significa uso della forza per fermare i massacri di Gheddafi sulla popolazione civile e immediatamente dare spazio all'iniziativa diplomatica e politica". Anche se qualcuno forse si potrebbe domandare se non era possibile dare maggior "spazio all'iniziativa diplomatica e politica" prima di intervenire con "l'uso della forza".

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