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Bersani si dimette: uno su quattro nel PD ha tradito, inaccettabile

Pier Luigi Bersani si è dimesso da segretario del Partito Democratico, durante la riunione al Capranica. Le dimissioni di Bersani diverranno operative dopo l'elezione del Presidente della Repubblica.

Pier Luigi Bersani si è dimesso da segretario del Partito Democratico. Dopo essere stato sfiduciato di fatto a causa dei tanti, troppi franchi tiratori che hanno fatto saltare la candidatura di Romano Prodi, Bersani si dimette da segretario del PD. Le dimissioni di Bersani saranno "operative un minuto dopo l'elezione del Presidente della Repubblica", spiega l'ex segretario del PD. "Per me è troppo" avrebbe detto Pier Luigi Bersani nel corso della riunione di stasera al Capranica, aggiungendo: "Abbiamo prodotto una vicenda di gravità assoluta, sono saltati meccanismi di responsabilità e solidaretà, una giornata drammaticamente peggiore di quella di ieri". Bersani poi tira le somme: durante il quarto scrutinio "uno su quattro ha tradito", dicendo che ciò "è inaccettabile" e poi chiarisce: "Noi da soli il Presidente della Repubblica non lo facciamo" annunciando "contatti con altre forze politiche". Il PD ha deciso che domani mattina, per il quinto scrutinio, voteranno scheda bianca (chissà se tutti), probabilmente per capire le mosse in particolare del PDL, che potrebbe far convergere i propri voti su quelli di Anna Maria Cancellieri, candidata di Scelta Civica. Se tale ipotesi fosse confermata, il PD potrebbe optare per votare l'attuale ministro della Giustizia, visto che oggi durante la quarta votazione la Cancellieri ha ottenuto molti più voti di quelli del solo centro, e quindi quelli di alcuni elettori del Partito Democratico. Infine, Pier Luigi Bersani, lasciando l'assemblea dei grandi elettori del PD, sottolinea che quello fatto contro Romano Prodi è stato un pessimo gesto.

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