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Bersani: prove tecniche di federalismo con la Lega, dopo Berlusconi

Bersani apre al federalismo e alla Lega con una intervista alla Padania che non lascia spazio a dubbi, soprattutto sul patto politico che ne conseguirebbe: federalismo in cambio della caduta di Berlusconi. Un baratto per cui la base del PD sembra storcere il naso. E la Lega?

Il 6 aprile Silvio Berlusconi andrà a processo e questo, per i suoi oppositori, segna una pietra miliare verso "la fine del film" che ha visto Berlusconi (e il berlusconismo) dominare la scena politica italiana e orientare, volente o nolente, il popolo italiano verso uno "sviluppo" (o una pesante decadenza) di cui la storia sarà testimone.
Ma dopo il "crollo" di Berlusconi, che prima o poi ci sarà (anche per ovvi motivi anagrafici), da chi sarà governato il Paese? Anche l'opposizione "tradizionale" sa bene che bisognerà scendere a patti con qualcuno, a meno che non si faccia davvero una "primavera italiana" alla Grillo (cioè tutti a casa e tutta gente nuova in Parlamento). Così Pier Luigi Bersani ha fatto ciò che la base del PD di certo non si aspettava, avvicinarsi (un po' cinicamente) alla Lega con il cavallo di battaglia del PD "federalista". Quanto il cavallo sia di Troia, solo Bersani lo sa.
Bersani a sorpresa difatti si fa intervistare da "La Padania" e dice che il processo federalista "deve andare avanti e giungere a compimento: garantisco personalmente per me e per il mio partito, con tutta la credibilità della quale dispongo". Per Bersani infatti il federalismo è una "riforma storica, epocale per la democrazia italiana".
Ovviamente non potevano mancare le risposte immediate da parte del PDL che stigmatizzano l'"apertura federalista" di Bersani come "tatticismo puro" come afferma Fabrizio Cicchitto (capogruppo PDL alla Camera) e Mario Mantovani (coordinatore regionale del Popolo della Libertà) che commenta così l'intervista di Bersani a "La Padania": "Si tratta di posizioni strumentali e non veritiere, al solo scopo di dividere la maggioranza di governo e di attaccare il PdL ed il Presidente del Consiglio".
Il "Bersani pensiero" dalle pagine del quotidiano leghista è forte e chiaro ("magari fosse così anche per altri temi" mormora un pezzo di base): "Noi siamo per un federalismo che unisce - dice il leader del PD - Abbiamo un nostro progetto. Ci interessa. Ma la Lega si accontenta della bandierina facendo approvare norme che con il federalismo non hanno niente a che fare, più tasse che federalismo mentre a Berlusconi interessa solo tener agganciata la propria maggioranza e il proceso breve. Il federalismo così va a carte quarantotto".
Il leader del PD poi sottolinea che il premier è "culturalmente e politicamente del tutto disinteressato al federalismo".
Ovviamente anche i leghisti conoscono il vecchio detto latino "Timeo Danaos et dona ferentes" (Temo i Greci anche quando portano doni) e sanno bene che l'offerta di Bersani è legata ad un'unica "condicio sine qua non": che la Lega faccia cadere Berlusconi.

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