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Bersani "intimidatorio" verso Di Pietro. La parola passa a Vendola

Antonio Di Pietro osa criticare la manovra Monti, che comincia ad apparire sempre meno equa, e avverte che così com'è non voterà la fiducia. Pier Luigi Bersani dice che se fa così "andrà per la sua strada". E ora la parola spetta a Nichi Vendola.

Quello che era prevedibile sembra che stia accadendo. L'opposizione al governo Monti non è possibile (e nonostante questo, con il 90% del Parlamento, come sottolinea Nichi Vendola, il premier intende mettere anche la fiducia sulla manovra), e chi si mette di traverso rischia di essere oggetto di "atteggiamento intimidatorio e ricattatorio", come quello che sta utilizzando, per usare le parole di Antonio Di Pietro, Pier Luigi Bersani verso il leader dell'Italia dei Valori. Antonio Di Pietro è l'unico (forse per mero scopo elettorale, forse no) a criticare a viso aperto la manovra di Monti, che penalizza e grava in particolare, come dal suo partito più volte denunciato, specialmente sui ceti medio-bassi, quelli cioè già maggiormente colpiti dalla crisi. Sul suo blog continua a sottolineare che "questa manovra è durissima, lo dicono per primi quelli che la hanno decisa. Però, ci fanno sapere, bisogna approvarla per forza perché non c'è alternativa", precisando però che se "s'intende che non ci sono alternative a queste misure noi dell'Italia dei Valori rispondiamo che non è vero e che i soldi che servono possono essere presi in altri modi". Antonio Di Pietro fa due esempi su tutti, quelli "più scandalosi", ricordando: "Quest'anno, mentre chiediamo alla gente di andare in pensione non qualche mese ma molti anni più tardi, prevediamo una spesa militare di oltre 20 miliardi. A cosa ci servono tutte queste armi e perché, in un momento di crisi, sono più importanti dell'assistenza ai malati e ai bambini o delle pensioni di chi ha lavorato tutta la vita? - e ancora - Le frequenze televisive erano gratuite quando il padrone di Mediaset era presidente del Consiglio e lo sono rimaste, nonostante l'emergenza, anche adesso che se ne è andato. Fare cassa a spese dei poveracci sì, ma un'asta per far pagare i diritti televisivi, che per Mediaset sono gratuiti, no. E sì che qualche soldino sarebbe entrato! In Germania l'asta ha portato allo Stato 4,4 miliardi di euro, negli USA 20 miliardi di dollari". "L'alternativa c'è e i soldi si possono trovare senza far piangere i pensionati e tanti altri cittadini già in grande difficoltà", conclude quindi Di Pietro, precisando che questa è quindi solo "una scelta politica" che l'IdV non intende "approvare e, conseguentemente, per una fiducia che a queste condizioni non vogliamo dare". Ma questa scelta politica di Antonio Di Pietro non va giù al democratico Bersani, che dal TG3 tuona: "Finora da Vendola e Di Pietro avevo sentito parole ragionevoli ma ora da Di Pietro sono venute parole che non condivido e dico che se fa così andrà per la sua strada". Il leader dell'Italia dei Valori replica dicendosi, appunto, "stupito dell'atteggiamento intimidatorio e ricattatorio dell'amico Bersani, lontano anni luce dal paese reale che soffre", ricordando che "dal governo Monti gli italiani si aspettavano misure eque, giuste e non norme dettate da banchieri, speculatori e proprietari dell'industria bellica". Di Pietro infine conclude avvertendo: "Invece di attaccare noi, che difendiamo le fasce sociali più deboli e gli onesti lavoratori, provi a interpellare i suoi elettori e vedrà che è lui a rischiare l'isolamento dall'Italia reale che piange e soffre". Questo, infatti, a detta di molti osservatori, è il tempo delle scelte. E' oggi infatti essenziale tracciare quello "spartiacque" necessario per far comprendere, anche alla storia, da che parte si voglia giocare questa partita, che rischia di concludersi con la vittoria di quel neoliberismo e con quella "politica del 20:80" descritta bene nel 1996 dai redattori del Der Spiegel Hans-Peter Martin e Harald Schumann (leggi "BCE detta all'Italia le regole del gioco. Il requiem della democrazia" http://is.gd/gI7HVN). Poiché, quindi, è stato "tirato in ballo" anche Nichi Vendola, in molti ora attendono di capire se il leader di Sel continuerà solo a far sentire parole "ragionevoli" per Bersani, cioè "innocue" come potrebbe forse interpretare tra le righe qualcuno.
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