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Bersani: foto su Twitter con Alfano e Casini non è nuova Vasto

Pier Ferdinando Casini (Udc) posta su Twitter una foto con Angelino Alfano (Pdl) e Pier Luigi Bersani (PD), con al centro Mario Monti. Bersani assicura che non è una nuova Vasto, mentre Antonio Di Pietro (IdV) la definisce una "maggioranza inciucista che pensa di lavarsene le mani semplicemente spargendo bromuro di dichiarazioni rassicuranti".

Mentre l'Italia cade a pezzi, la disoccupazione è alle stelle e la crisi non è di certo scongiurata (solo per fare qualche esempio), i leader dei maggiori partiti all'interno del Parlamento si divertono tutti insieme a postare fotografie su Twitter, per dimostrare che "la maggioranza c'è e non è sparita", come spiega Pier Ferdinando Casini. E' proprio il leader dell'Udc a pubblicare sul portale di microblogging la fotografia (http://is.gd/aBmrf1) che sta facendo tanto discutere, soprattutto perché questa maggioranza che non è sparita è formata appunto dall'Udc, dal Pdl di Angelino Alfano e dal PD di Pier Luigi Bersani. E proprio Bersani è stato ricorperto dalle maggiori critiche, tanto che in molti hanno pensato che la foto di ieri sera andasse a sostituire quella di Vasto con Antonio Di Pietro (IdV) e Nichi Vendola (Sel) (http://is.gd/94ddr7). Già allora, era il settembre del 2011, il PD non sembrava disdegnare l'idea di poter allargare la nuova alleanza, ribattezzata "nuovo Ulivo", all'Udc di Pier Ferdinando Casini, che però frenava spiegando che tale "prospettiva era totalmente diversa dalla sua", precisando di non condividerla affatto. Una allenza che, d'altronde, non sarebbe forse mai stata possibile finché all'interno c'era Antonio Di Pietro, che era arrivato anche a definire l'Udc una "escort della politica".
A Palazzo Chigi ieri sera Di Pietro non è stato invitato, ma Pier Luigi Bersani si affretta a spiegare che il trio immortalato in una foto che divverrà ormai storica non sostituisce Vasto, aggiungendo che oltre a vedere le immagini "bisogna ascoltare anche i sonori". "Io sto lavorando per un centrosinistra di governo molto serio per la governabilità - assicura Bersani - E per portare questo all'incontro con forze moderate per un patto di legislatura. Questa è la nostra proposta". Pier Luigi Bersani frena anche sull'idea dell'Udc di portare avanti questa maggioranza anche oltre il 2013, spiegando a Sky Tg24 che "l'Italia ha bisogno di una sua fisiologia, di correggere questo bipolarismo ma restando in un meccanismo di alternanza, andando davanti agli elettori", confermando che il PD rimane una forza politica "alternativa". Antonio Di Pietro resta invece critico di fronte a questa "maggioranza inciucista Pdl - PD - Terzo Polo", come scrive sul suo blog, che "pensa di lavarsene le mani semplicemente spargendo bromuro di dichiarazioni rassicuranti su materie fondamentali come lavoro, giustizia e informazione pubblica". Il leader dell'IdV sottolinea infatti che i tanto "asseriti accordi" stilati nessuno finora li ha potuti leggere, aggiungendo: "Si sono guardati bene dal metterli prima nero su bianco, in modo da consentire a tutti di averne cognizione e valutarne l'effettiva bontà. Accordi che soprattutto e, ancora una volta, non sono avvenuti come dovrebbero avvenire in un paese democratico ed evoluto, cioè attraverso una trasparente e partecipata discussione in Parlamento, ma di nascosto. Ossia nelle segrete stanze del Palazzo, in piena notte, fra sole quattro persone, il cui unico interesse è pensare alla propria sopravvivenza politica". "Insomma, continua la politica della presa in giro e degli annunci a reti unificate, già ampiamente utilizzata da Berlusconi, che da buon venditore, il giorno dopo smentiva ciò che aveva detto quello precedente. Ahimè! Questo Governo sta seguendo la stessa via, lo fa in modo più sobrio, più austero ma con gli stessi risultati" continua Antonio Di Pietro, che nel ricordare che "il debito pubblico sotto il Governo Monti è aumentato, sono aumentate le tasse a carico degli onesti cittadini, l'evasione fiscale, la disoccupazione è sempre più galoppante e una miriade di piccole e medie imprese sta chiudendo", conclude che "di tutta questa situazione ne beneficiano soltanto gli speculatori e il mondo della finanza, non certo le famiglie italiane che sono sempre più i veri ammortizzatori di questo Paese".

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