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Bersani: elezioni anticipate per la nostra Magic Italy

Pier Luigi Bersani chiude la Festa democratica a Torino rivolgendosi al suo popolo con un "cari amici, cari compagni", evidenzia "che Paese magico è il nostro" e rivolge a Napolitano un "ti vogliamo bene", sottolineando che il Nuovo Ulivo vuole elezioni anticipate ma prima un governo di transizione.

Lo stesso giorno del 34esimo anniversario della scomparsa di Mao Tse Tung, Pier Luigi Bersani chiude la Festa democratica a Torino rivolgendosi al suo popolo con un "cari amici, cari compagni", forse perché nelle feste del PD, come lo stesso segretario sottolinea, "si discute anche con chi non la pensa come noi".
Prima di tutto Bersani ringrazia i volontari che hanno organizzato questa festa del PD, come tutte le altre 2.000, tenendo a precisare che il Partito Democratico sa bene cosa sia il "radicamento" sul territorio, perché non è un "partito in pantofole" ma con "scarpette e scarponi", e gli avversari politici se ne "accorgeranno".
Prima di entrare nel vivo del suo lungo lunghissimo discorso Pier Luigi Bersani spende qualche frase per evidenziare le bellezze della nostra Italia: "Che Paese magico è il nostro! Ovunque una piazza, una torre, le campane, la fontana. Luoghi diversi tutti, tutti particolari e distinti, eppure tutti così riconoscibili, tutti così italiani. Una Nazione magica, la nostra, capace di esserci prima ancora di esistere". Silvio Berlusconi probabilmente ci avrebbe messo qualche immagine in movimento dietro il palco e avrebbe chiuso con un bel "Magic Italy"! Un pensiero va anche al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con un commovente "ti vogliamo bene".
Poi il segretario del PD entra pian piano nel vivo del discorso, sottolineando che "alla politica spetta un progetto comune e il berlusconismo impedisce la riscossa del Paese". Per Bersani "quello che chiamiamo berlusconismo e che si aggira per l'Italia da quindici anni - quasi come "uno spettro si aggira per l'Europa", verrebbe da dire (vista anche la ricorrenza) - e che in un patto di ferro con la Lega ha governato per sette anni degli ultimi nove ha favorito la disarticolazione del Paese, il suo ripiegamento corporativo e oggi ne impedisce la riscossa innanzitutto deformando i codici essenziali che reggono il senso di sé di una comunità nazionale".
Bersani parla poi del Nuovo Ulivo precisando che "meccanismi di alleanza non affidabili come l'Unione non li vogliamo più" e invocando le elezioni anticipate ma prima un governo di transizione "per la nuova legge elettorale".
Elezioni che Silvio Berlusconi pare non voglia più, non prima di tre anni, come sottolinea dal palco di Atreju questa mattina. In Parlamento si voteranno comunque i cinque punti ma Berlusconi sembra sicuro del fatto che il governo non solo avrà "la maggioranza" ma che sarà "una grande maggioranza".

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