le notizie che fanno testo, dal 2010

Bersani a Renzi: certa finanza non trasparente. Goldman Sachs vota PD

Pier Luigi Bersani attacca Matteo Renzi, reduce da una cena con rappresentanti di banche e finanza, ricordando che "certa finanza non risponde a criteri di trasparenza". Circa un mese fa, la Goldman Sachs "vota per il PD".

Dopo la notizia che Matteo Renzi, sfidante principale di Pier Luigi Bersani alle primarie del centrosinitra, ha cenato insieme a diversi rappresentanti di banche e alta finanza (finanziatori della sua campagna elettorale), il leader del PD passa al contrattacco. Bersani, da Ginevra, sottolinea "qualcuno che ha base alle Cayman non dovrebbe permettersi di dare consigli". Pier Luigi Bersani sostiene quindi che "certa finanza non è trasparente" e di non parlare solo "per Renzi ma in generale" perché "l'Italia non si compra a pezzi". Ed infatti, potrebbe pensare qualcuno maliziosamente, ultimamente l'Italia sembra che si voglia "svendere" tutta in un'unica soluzione. Bersani invita quindi i suoi avversari a "discutere sul preciso che cosa fare" e di "andare sul preciso perché di pillole generiche ne abbiamo avute già troppe", consigliando "di stare attenti da quello che viene da alcuni centri finanziari" visto che certa finanza "non risponde a criteri di trasparenza e che ha avuto in questi anni un pò troppo mano libera" e che quindi "bisogna partire dall'economia reale e la finanza deve essere a disposizione dell'economia reale e non l'inverso".

Potrebbe comunque far riflettere il fatto che solo il 21 settembre scorso lo stesso PD, nella sua rassegna stampa , dà notizia del fatto che alle "prossime elezioni Goldman Sachs scommette sul Partito Democratico", e questo, spiega il giornalista di Milano Finanza Antonio Satta, per evitare la "vittoria delle forze euroscettiche e tra queste colloca il Pdl di Silvio Berlusconi e il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo". D'altronde, viene sempre ricordato nell'articolo, "Mario Draghi (attuale presidente della BCE, ndr) è stato vicepresidente di Goldman Sachs per l'Europa dal 2002 al 2005, ma tra i consulenti della banca d'affari ci sono stati anche Gianni Letta, Romano Prodi e Mario Monti". Una notizia che ha lasciato a dir poco perplessi gli stessi elettori del PD, tanto che tra i commenti sul sito c'è per esempio quello di Arturo Pasquinelli che tra le altre cose scrive: "Io penso che ci sia proprio da preoccuparsi e mi meraviglio molto che questa notizia sia riportata sul sito del nostro partito senza che alcun dirigente abbia commentato con preoccupazione. Siamo forse diventati il PARTITO DELLA FINANZA E DEI BANCHIERI? (il maiuscolo è nell'originale, ndr)". Ma anche il commento di Venanzo Lini non è troppo differente: "C'è da rimanere basiti che esca un articolo del genere nel sito del partito democratico. Ci fate sapere cortesemente in quale porto volete attraccare. La crisi è stata causata da questi speculatori e noi ci preoccupiamo delle loro analisi di voto sulle prossime elezioni in Italia?? PD...PD..PD...".

Non si fa comunque attendere la replica di Matteo Renzi e con un cinguettio su Twitter il sindaco di Firenze invita Pier Luigi Bersani ad "un confronto pubblico su banche finanza e trasparenza", ironizzando: "Non importa andare alle Cayman: ok una casa del popolo. Ti va?". Bersani chiude quindi il discorso con Renzi, sempre tramite Twitter: "Non ho difficoltà a discutere di tutto" ricordando però: "Non ci siamo solo noi e faremo il confronto secondo le regole che diranno i garanti".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: