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Bersani: PD pronto a governo di transizione. Ma c'è un problema

Silvio Berlusconi torna a dire di non volrsi dimettere, mentre Pier Luigi Bersani annuncia che "il Partito Democratico è pronto a prendersi le sue responsabilità a sostegno di un governo di emergenza e di transizione". Ma sembra esserci un "solo problema".

Silvio Berlusconi ritorna puntuale con i suoi messaggi. Questa volta interviene telefonicamente ad una manifestazione del Pdl di Cuneo, ribadendo, per chi non l'avesse ancora compreso, che non si dimetterà, che "il governo andrà avanti finché avrà la fiducia del Parlamento" e che nel 2013 il Pdl "si presenterà con le carte in regola per avere di nuovo il mandato dai cittadini a governare il Paese". Il Presidente del Consiglio afferma inoltre che "la sinistra ha presentato una mozione di sfiducia al ministro Saverio Romano per portar via un voto al governo", e non quindi perché indagato per concorso esterno in associazione mafiosa dalla Procura di Palermo. Inoltre, Berlusconi precisa che bisogna "tornare ad essere un paese civile libero, perché oggi non lo siamo", promettendo che presto sarà presentata una "legge sulle intercettazioni", necessaria per liberarsi da quella "morsa dello Stato di polizia" che attanaglierebbe l'Italia. Pier Luigi Bersani, segretario del PD, non manca di commentare l'intervento del premier, e in una nota afferma che "le dichiarazioni zuccherose di Berlusconi sono a due passi dal delirio". Bersani sottolinea che "i fatti ci mettono di fronte alla verità, dopo anni di menzogne" e visto che "ci aspettano scelte difficili e sempre più difficili per ogni giorno che passa senza un cambiamento" annuncia che "il Partito democratico, nel segno dell'equità e della crescita, è pronto a prendersi le sue responsabilità a sostegno di un governo di emergenza e di transizione". Ma a Pier Luigi Bersani replica, indirettamente, Beppe Grillo in un mini post sul suo blog (http://is.gd/nvJYl8), precisando che vi sarebbe un "solo problema", e cioè che "il Paese non è pronto a Bersani e alla sua compagnia di giro, da Tedesco a Penati. Dal Fassino pro TAV, alla Finocchiaro, sette legislature sette, che ha fanculato la legge di iniziativa popolare Parlamento Pulito in commissione Affari Costituzionali, dall'appoggio allo Scudo Fiscale e agli inceneritori, dai finanziamenti pubblici intascati con destrezza, ai vitalizi a pioggia per i pdmenoellini iniziando da Uòlter Veltroni" invitando Bersani a rimanere "in panchina" visto che "non siamo mica qui a dare da mangiare ai piccioni". Tra i commenti del blog anche quello di "giorgio p., san vittore olona", che fa notare che Bersani "per il solo fatto che le prime tre lettere del suo cognome sono le stesse del nano non va bene", evidenziando una "coincidenza quantistica" non nuova nella società del XXI secolo (per fare solo qualche esempio "eccellente": Obama vs Osama, Antonio Manganelli "Capo della Polizia" e Mario Cosmo "Direttore tecnico dell'Agenzia Spaziale Italiana"), concludendo con una "sottile" perifrasi: "non siamo mica quì a farci ciurlare dai piccioni!". Per Beppe Grillo, l'unica soluzione sarebbe quella di sciogliere il governo e chiamare "alla guida della Nazione una persona super partes, svincolata dai partiti". Ma in molti si domandano legittimamente chi sarebbe questa "persona super partes" e soprattutto probabilmente si chiedono se esiste davvero.

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