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Casini: Beppe Grillo e Bersani strumentalizzano legge elettorale

Pier Ferdinando Casini mette i puntini sulle "i" sulla nuova legge elettorale in discussione, e ricorda a Beppe Grillo e Pier Luigi Bersani che "quando Berlusconi e Prodi hanno vinto hanno raggiunto quasi il 50% prendendo il 6-7% di premio", mentre non sarebbe corretto prendere il 55% dei seggi con massimo il 30% delle preferenze.

Pier Ferdinando Casini non ci sta a far passare l'Udc come una forza politica che punta all'ingovernabilità dell'Italia, come dice Pier Luigi Bersani, per arrivare ad un Monti bis, come attacca Beppe Grillo . E così, dal Palacongressi dell'Eur a Roma, afferma che è giunto il momento di "mettere le carte in tavola con serietà sulla legge elettorale". Beppe Grillo e Bersani "lo dicano chiaramente, senza paura, se vogliono tenere il Porcellum", precisa Casini, chiarendo però che il capo politico del MoVimento 5 Stelle e il segretario del PD lo devono dire davanti al Parlamento, convincendo l'Aula della correttezza di conquistare "il 55% dei seggi" con solo il 30% delle preferenze. "Io ritengo che mettere una soglia, come peraltro ha richiesto la Corte Costituzionale, sia il minimo che si possa fare, perché un conto è un premio del 7-8%, un conto è il 25%" sottolinea Casini, ricordando infatti che "quando Berlusconi e Prodi hanno vinto ed hanno raggiunto quasi il 50%, hanno preso il 6-7% di premio". I sondaggi, ad oggi, invece, fermano il PD al 30 per cento dei voti e il MoVimento 5 Stelle circa al 20 per cento, tanto che Pier Ferdinando Casini auspica maggiore serietà nella discussione. "Le sceneggiate lasciano il tempo che trovano e dimostrano solo che c'è un tasso di strumentalità preoccupante", invitando almeno il PD che "è una forza seria" a comportarsi "da forza seria".

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