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Padoan ammette: 2,6% rapporto deficit/PIL è obiettivo non raggiungibile

Dopo che la BCE rivela che l'Italia rischia di non conseguire l'obiettivo di disavanzo pubblico per il 2014 al 2,6% del rapporto deficit/PIL, Pier Carlo Padoan ammette che quella stima ormai non è più raggiungibile perché basata su un "quadro macroeconomico diverso" (ma evidentemente sbagliato).

Dopo che la BCE ha chiarito che per l'Italia persistono i rischi per il conseguimento dell'obiettivo di disavanzo pubblico per il 2014 al 2,6% del rapporto deficit/PIL come invece assicurato nei mesi scorsi dal governo Renzi, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ammette prima dell'inizio del lavori dell'Eurogruppo: "Il 2,6% era un obiettivo con un quadro macroeconomico diverso, ma voglio ribadire che rispetteremo i vincoli". Anche Matteo Renzi, via Twitter, precisa: "Noi rispettiamo il 3%. Siamo tra i pochi a farlo. - ed aggiunge - Da Europa dunque non ci aspettiamo lezioni, ma i 300 miliardi di investimenti", quelli annunciati dal suo nuovo presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker. Il problema principale è che molti investimenti promessi e promossi dal governo Renzi sono stati calcolati anche sulla base di un rapporto deficit/PIL al 2,6%, che invece verrà sforato. Le correzioni, quindi, dovranno essere apportate in sede di legge di stabilità, che sarà presentata a Bruxelles a metà ottobre.

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