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Pdci: vittoria Renzi "spazza via la minoranza di sinistra dentro il PD"

Il segretario del Pdci, Cesare Procaccini, analizza i risultati delle elezioni europee 2014, sottolineando che la schiacciante vittoria di Matteo Renzi "spazza via la minoranza di sinistra dentro il PD". Per questo, Procaccini precisa che "è del tutto evidente che al di la del risultato della lista Tsipras, non vi sono alternative per il futuro dei comunisti e della sinistra che non sia la costruzione di un fronte unito di sinistra sociale e politica".

"Il 4% della lista Tsipras, che non va dimenticato aveva escluso il Pdci, è un risultato che poteva essere anche migliore se avesse dispiegato in maniera piena l'unità a sinistra in Italia e in Europa, a partire dal rafforzamento del Gue" sottolinea in una nota Cesare Procaccini, segretario nazionale del Partito dei Comunisti Italiani, commentando i risultati delle elezioni europee 2014 che hanno visto in Italia la forte affermazione del PD soprattutto per la "grande popolarità di Renzi (senza sottovalutare l'effetto 80 euro) che non ai temi propriamente europei, visto che l'Italia paga un prezzo altissimo alla politica dell'UE". Procaccini sottolinea invece che nel resto dell'Europa il voto ha premiato quei partiti che hanno fatto dell'euroscetticismo la loro bandiera, anche se ognuno in maniera completamente diversa. In Francia, infatti, primeggia il Front National di Marine Le Pen mentre in Grecia è Syriza, il partito di Alexis Tsipras, a portare a casa il maggior numero di consensi. "Buon risultato delle forze comuniste e alternative che si battono per una Europa sociale, dal Portogallo alla Spagna, a Cipro" evidenzia Procaccini, precisando invece che la vittoria al 40,8% del PD di Matteo Renzi "spazza via la minoranza di sinistra dentro quel partito". Per questo, prosegue, "è del tutto evidente che al di là del risultato della lista Tsipras, non vi sono alternative per il futuro dei comunisti e della sinistra che non sia la costruzione di un fronte unito di sinistra sociale e politica, che abbia alla base il mondo del lavoro e dei diritti, in cui i comunisti siano presenti con un loro autonomo partito più forte e strutturato degli attuali soggetti in campo". Procaccini aggiunge: "Dobbiamo in termini nuovi e inesplorati riaprire la 'questione comunista in Italia'. Serve un fronte unitario capace di rapportarsi, nella lotta, con quella parte del popolo di sinistra (ovunque siano oggi collocati), che sappia offrire ai lavoratori, ai giovani, una sponda politica che oggi non c'è e che sarebbe miope vedere risolto nel risultato della lista Tsipras".

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