le notizie che fanno testo, dal 2010

OPA Lactalis Parmalat: non è "ostile" ma sia "chiara" per i lavoratori

Lactalis lancia un'OPA sulle azioni Parmalat, e se Berlusconi dice di non considerare l'Offerta Pubblica di Acquisto "ostile" la CGIL e la Camusso sottolineano come "l'evoluzione 'dell'affare Parmalat' sia caratterizzato da chiari ed efficaci progetti di sviluppo".

Proprio il giorno del vertice italo-francese Berlusconi-Sarkozy "il Gruppo Lactalis ha annunciato la promozione di un Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) sulle azioni Parmalat ad un prezzo di 2,60 euro per azione", come riporta in una nota FLAI CGIL, FAI CISL e UILA UIL. La CGIL riporta invece il comunicato di Lactalis spiegando che "l'azienda francese ha dichiarato di voler attuare un progetto di crescita ed espansione, anche attraverso una marcata caratterizzazione industriale, che potrebbe portare il Gruppo di Collecchio a diventare un'azienda di riferimento per la produzione di latte confezionato a livello europeo e mondiale" e ancora "E' prospettata tra l'altro la valorizzazione della Parmalat a livello internazionale utilizzando le sinergie che si verrebbero a creare tra i due Gruppi e l'espansione verso mercati in cui entrambi i player hanno ancora una presenza limitata". Nel comunicato, sottolinea la CGIL, "viene tra l'altro espressa l'intenzione di mantenere la governance del Gruppo in Italia". Anche il premier Silvio Berlusconi affronta, durante la conferenza stampa seguita al vertice a Palazzo Madama, la questione, affermando: "Io non considero l'OPA una OPA ostile - aggiungedo - E' naturalmente singolare che venga lanciata questa mattina, il giorno stesso del nostro incontro, ma proprio per questo escludo nella maniera più sicura che ci potesse essere da parte del governo francese la consapevolezza di questa sovrapposizione della visita e dell'OPA". Forse l'OPA non sarà ostile, come dice Berlusconi, ma Susanna Camusso, segretario generale nazionale della CGIL, sottoliena come sia "indubbio che questa scelta, che rischia di essere l'unica possibile, data la situazione e data la debolezza e l'inesistenza delle cordate italiane, rischia di dare un'ennesima dimostrazione che la grande industria alimentare è sempre meno italiana". A margine di un incontro a Bologna sul prossimo sciopero generale del 6 maggio, la Camusso spiega infatti come l'OPA lanciata dai francesi di Lactalis su Parmalat rappresenti "il limite di un governo che ha negato in tutto questo periodo l'esistenza di una politica industriale e che ha pensato che sul piano della finanza si risolvessero i problemi". "Il punto fondamentale - conclude Susanna Camusso - è che Parmalat continui a produrre con quei lavoratori, quei prodotti e negli insediamenti in Italia". "Se il Governo vuole intervenire? - si chiede infine - lo faccia su questi fattori". Anche FLAI, FAI e UILA confermano in una nota "il forte interesse a che l'evoluzione 'dell'affare Parmalat' sia caratterizzato da chiari ed efficaci progetti di sviluppo del gruppo, dal mantenimento della stabilità occupazionale e dalla tutela della filiera italiana del latte" ribadendo "la loro forte attenzione agli sviluppi ed alle novità di queste ore sottolineando" e sottolineando quindi "l'importanza dell'incontro, già previsto per il 16 maggio, con la Direzione della Lactalis".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: