le notizie che fanno testo, dal 2010

Parkinson, farmaci e gioco d'azzardo: malato querela casa farmaceutica

Un pensionato di Torino querela una casa farmaceutica perche il farmaco prescritto per il morbo di Parkinson di cui è affetto gli avrebbe provocato una sindrome da gioco d'azzardo compulsivo. Il principio attivo del medicinale, il pramipexolo, è già noto per questo (ed altri) effetti collaterali che coinvolgono comportamenti compulsivi. Ma in una ristretta minoranza dei pazienti, spiegano gli esperti.

Il gioco d'azzardo è diventato purtroppo una mania per l'italiano medio che, sovente, si "rovina" davanti a slot machine e videopoker. Quando però la mania diventa una "patologia", le cose diventano serie. La via per diventare un "giocatore d'azzardo patologico" non è però sempre la stessa, dato che, anche se raramente, statisticamente si presentano dei casi in cui è stato un farmaco a cambiare la personalità, rendendola "attratta" morbosamente e in modo compulsivo dal gioco d'azzardo. Un pensionato di Torino ha querelato negli scorsi giorni una casa farmaceutica produttrice del farmaco che assumeva regolarmente per curare il morbo di Parkinson di cui è affetto. Il farmaco, secondo l'uomo di 70 anni, lo avrebbe portato a dilapidare il suo patrimonio (circa 300mila euro) ai "tavoli da gioco". La querela verso la casa farmaceutica è arrivata sul tavolo del pm Raffaele Guariniello che ha aperto un' indagine per "lesioni colpose". Il principio attivo che avrebbe scatenato nell'uomo quella che si chiama "sindrome da gioco d'azzardo compulsivo" sarebbe il pramipexolo ("un agonista non ergolinico della dopamina utilizzato principalmente nel trattamento del morbo di Parkinson", come lo definisce Wikipedia). Il legame tra pramipexolo e gioco d'azzardo sarebbe noto dal 2000 e nel marzo del 2005 l'Unione europea aveva segnalato come questo effetto collaterale del principio attivo dovesse essere segnalato nei foglietti illustrativi dei farmaci. Il sito di farmacovigilanza della Società Italiana di Farmacologia riporta un Bollettino del novembre 2005 in cui si legge: "Il 'gioco d'azzardo patologico' è un raro disturbo comportamentale caratterizzato da incapacità a resistere al gioco d'azzardo, nonostante le possibili gravi conseguenze personali e familiari, ed è compreso fra i disordini del controllo degli impulsi. I pazienti affetti da questa sindrome sviluppano una sorta di vera e propria dipendenza dal gioco. Le cause di questo disturbo non sono chiarite, ma vi sono evidenze di possibili alterazioni della funzionalità dopaminergica (J Neurosc 2004; 24:4105-12)".

Citando poi uno studio che riguarda proprio il pramipexolo, sul bollettino si legge: "In un recente articolo pubblicato su Archives of Neurology (2005; 62:1377-81) gli Autori esaminano la relazione fra trattamento antiparkinson e gioco d'azzardo patologico. Nella pratica di routine dei disordini psicologici presso la Mayo Clinic (periodo 2002-2004) sono stati riscontrati 11 pazienti con morbo di Parkinson idiopatico che avevano recentemente sviluppato la passione incontrollabile per il gioco d'azzardo. Tali pazienti hanno cominciato a sviluppare la patologia dopo assunzione di un agonista dopaminergico a dosi elevate: pramipexolo in 9 casi e ropinirolo in 2 casi. In 7 pazienti il gioco d'azzardo patologico si è sviluppato dopo 3 mesi dall'inizio della terapia o dall'aumento progressivo della dose di farmaco; negli altri 4 la latenza è stata più lunga. L'atteggiamento patologico si è risolto dopo l'interruzione dell'assunzione dell'agonista". Alberto Priori, dirigente medico presso l'unità operativa di Neurologia del Policlinico di Milano su Avvenire rassicura però sul fatto che il pramipexolo possa indurre a comportamenti compulsivi: "Ma non capita sempre, anzi. Succede in un numero limitato di casi. Solo il cinque per cento dei pazienti va incontro a questo effetto collaterale, presentando modificazioni nell'atteggiamento verso il rischio economico o comportamenti compulsivi".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: