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Parkinson: al via in Italia prima sperimentazione con cellule staminali

Si celebra oggi la Giornata Mondiale della malattia di Parkinson. In Italia è partita la prima sperimentazione, autorizzata dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e supportata dalla Fondazione Grigioni, che prevede l'impiego delle cellule staminali mesenchimali "autologhe". Gianni Pezzoli: "speriamo di ottenere dei risultati utili per offrire ai pazienti un'opzione terapeutica in completa sicurezza".

Si celebra oggi la Giornata Mondiale della malattia di Parkinson, dedicata a sensibilizzare l'opinione pubblica nei confronti di questo disturbo degenerativo del sistema nervoso centrale caratterizzato da una progressiva scomparsa delle cellule nervose, che colpisce milioni di persone nel mondo. In Italia, sono 200.000 le persone affette da malattia di Parkinson . Il 13 aprile, a Gravedona ed Uniti (Como), si terrà il 35esimo Convegno Nazionale AIP-Associazione Italiana Parkinsoniani, che affronterà tutte le tematiche associate alla malattia, dai trattamenti disponibili alle condizioni di vita dei pazienti.

La malattia di Parkinson è un disturbo del sistema nervoso centrale caratterizzato principalmente dalla degenerazione di alcune cellule nervose (neuroni) situate in una zona profonda del cervello denominata Sostanza Nera. Queste cellule producono la dopamina, una sostanza che trasmette messaggi ai neuroni in altre zone del cervello (neurotrasmettitore) e che risulta indispensabile per il controllo dei movimenti automatici di tutto il corpo. Quando, a causa della progressione della malattia, il numero di neuroni produttori di dopamina si riduce di oltre il 50%, compaiono i tipici sintomi del Parkinson: tremore a riposo, lentezza dei movimenti con rigidità muscolare, postura curva, andatura impacciata e riduzione dell'equilibrio con facilità alle cadute.

La malattia di Parkinson è diffusa in tutto il mondo e in costante incremento, soprattutto per l'aumento della vita media dell'uomo. Nei paesi occidentali si contano circa 250-500 pazienti affetti ogni 100.000 persone. In Europa l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che ne sia colpito un milione di persone, circa lo 0,5 % della popolazione totale. In Italia i malati sono circa 200.000, con circa 12.000 nuovi casi l'anno. Si stima, inoltre, un sommerso non diagnosticato del 10%. Il Parkinson si riscontra generalmente con una lieve prevalenza nel sesso maschile. I sintomi possono comparire a qualsiasi età, anche se un esordio prima dei 40 anni è insolito e prima dei 20 molto raro. Nella maggioranza dei casi i primi sintomi si notano intorno ai 60 anni.

"Le variabili della malattia di Parkinson e gli approcci terapeutici sono talvolta così differenziati che ogni paziente richiede una terapia personalizzata" sottolinea Gianni Pezzoli, Direttore del Centro Parkinson di Milano, Presidente dell'Associazione Italiana Parkinsoniani (AIP) e Presidente della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson. Pezzoli spiega che "in questo contesto si inserisce la problematica dei farmaci generici, che in un'ottica di spending review potrebbero rappresentare un apparente risparmio per il servizio sanitario nazionale. - aggiungendo - Tuttavia su questi farmaci generici, a differenza del farmaco di marca, non vengono svolti studi di efficacia. Esiste solamente una teorica bioequivalenza col farmaco originale che si può discostare fino al 40% dal farmaco generico".

Ma oggi sembrano profilarsi nuove soluzioni terapeutiche legate all'utilizzo delle cellule staminali, che potrebbero rappresentare un'importante speranza di guarigione per i pazienti malati di Parkinson. E proprio in Italia è partita la prima sperimentazione, autorizzata dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e supportata dalla Fondazione Grigioni, che prevede l'impiego delle cellule staminali mesenchimali "autologhe" (cioè provenienti dallo stesso paziente che poi le riceve) per il trattamento di un parkinsonismo chiamato Paralisi Sopranucleare Progressiva (PSP), una rara forma di parkinsonismo grave per la quale attualmente non esiste alternativa terapeutica. La PSP rappresenta meno del 3% dei parkinsonismi ma è una malattia particolarmente aggressiva, poiché statisticamente nel giro di 5 anni dall'esordio in genere il paziente è costretto alla sedia a rotelle.

Proprio ieri il Senato dava il via libera al decreto Balduzzi che "prevede che l'ulteriore utilizzazione dei medicinali a base di cellule staminali mesenchimali, già impiegati nei mesi scorsi in difformità alle disposizioni vigenti, possa avvenire per un periodo massimo di 18 mesi unicamente nell'ambito di sperimentazioni cliniche controllate".

Gianni Pezzoli spiega che "su richiesta dell'Istituto Superiore di Sanità, lo studio ha recentemente preso il via con una prima fase che prevede il coinvolgimento di 5 pazienti, che verranno trattati e monitorati per valutare eventuali effetti collaterali ed assicurare quindi la sicurezza di questa tecnica", chiarendo che poi "seguirà a breve una seconda fase in 'doppio cieco', in cui saranno reclutati venti pazienti che verranno suddivisi in due gruppi ed alternativamente trattati per sei mesi con le staminali e altri sei mesi con placebo".

"La terapia si basa sull'introduzione di queste cellule nell'organismo attraverso un catetere introdotto nell'arteria femorale e spinto fino alle arterie che portano al cervello. Ad oggi i primi due pazienti hanno già ricevuto il trattamento", conclude Pezzoli, che si augura di "ottenere dei risultati utili per offrire ai pazienti un'opzione terapeutica in completa sicurezza" anche per "frenare un certo turismo sanitario, che coinvolge pazienti affetti da parkinsonismi che si recano all'estero per sottoporsi a infusioni con cellule staminali di dubbia provenienza", precisando che "tali procedimenti si rivelano nella maggior parte dei casi non efficaci ed espongono i pazienti a rischi importanti, quali infezioni o encefalopatie, perché spesso non sono soddisfatti i minimi standard sanitari di sicurezza".

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