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Parkinson Giornata Mondiale: Michael J. Fox peggiora ma c'è la speranza safinamide

In Europa, incredibilmente, poco si sa del Parkinson e dei suoi sintomi e conseguenze ed ecco perché anche la Giornata Mondiale del Parkinson 2016 punta all'informazione. Eppure anche i vip come Michael J. Fox, che in questo ultimo periodo sembra peggiorare, ne soffrono. Intanto la ricerca continua sia con le cellule staminali sia con un nuovo principio attivo (safinamide) per aiutare i pazienti.

L'11 aprile è la Giornata Mondiale del Parkinson, e non a caso è l'anniversario della nascita di James Parkinson (nato a Londra il 21 dicembre del 1824) che per primo descrisse una patologia che provocava una "paralisi agitante". Fu Julius Althaus in seguito ad omaggiare lo scopritore chiamando "malattia di Parkinson" questo morbo che ha come sintomo tipico dei problemi ai movimenti (che diventano lenti e difficoltosi) accompagnati da tremori e rigidità muscolare. La conseguenza della morte delle cellule che coinvolgono la produzione ed il rilascio della dopamina fanno sì che, progressivamente, la malattia di Parkinson (ancora oggi meglio nota con il suo vecchio nome di "morbo di Parkinson) sia accompagnata, nelle fasi avanzate della malattia, dalla demenza. Anche se il Parkinson è entrato nell'immaginario collettivo (e purtroppo anche in tante famiglie in cui questa malattia si è presentata) pare che una grande massa di persone non conosca ancora niente delle cause di questa malattia.

La Giornata Mondiale del Parkinson 2016 servirà quindi, ancora una volta, ad informare una popolazione europea che, pur avendo ben 1,2 milioni di persone malate di Parkinson, non comprende ancora la gravità della patologia. Parkinson Italia, la Confederazione delle Associazioni Italiane Parkinson e Parkinsonismi, osserva infatti come "a seguito di un sondaggio online nel 2009 dell'EPDA, in cui oltre 5000 persone hanno preso parte, si è riscontrato che oltre il 50% non sapeva che il Parkinson è una condizione neurologica che colpisce il movimento. Ancora più sorprendente è che oltre il 75% delle persone intervistate non sapeva che la rigidità, in cui una persona non è in grado di muovere il suo corpo (o alcune parti del corpo) è un sintomo motore fondamentale di questa malattia".
Eppure non mancano i casi famosi per sensibilizzare quelle persone che si informano (e si formano) unicamente sui programmi televisivi pomeridiani.

Uno per tutti è l'attore di "Ritorno al futuro" Michael J. Fox che dagli anni '90 lotta contro il Parkinson e che ora, a 54 anni, pare abbia ormai dei seri problemi di deabulazione tanto che l'attore potrebbe finire sulla sedia a rotelle. Il sito Radar Online scriveva addirittura come l'attore starebbe "perdendo la sua battaglia contro la malattia di Parkinson" descrivendo il coraggioso Michael J. Fox in grande fatica nei movimenti più semplici e con problemi di linguaggio. Gli amici di Fox non mancano di far notare su come ormai il Parkinson "stia prendendo il sopravvento" sulla battaglia del celebre attore che fu Marty McFly. Michael J. Fox in effetti ha da tempo rarefatto le sue apparizioni in pubblico proprio come fece Bob Hoskins, altro nome eccellente della battaglia contro il Parkinson, che poco prima di morire si ritirò a vita privata.

Intanto la ricerca contro la malattia va avanti su più fronti, e molta ricerca si fa anche nel nostro Paese, dato che il Parkinson solamente in Italia coinvolge circa 200mila persone. Mentre continua la sperimentazione con le cellule staminali, dove anche in Italia è partita una sperimentazione, ecco un altro frutto della ricerca d'eccellenza italiana affacciarsi nella terapia farmacologica contro la patologia di Parkinson. E' ora in commercio un medicinale che circa un anno fa è stato approvato dalla Commissione europea come terapia aggiuntiva alla sola L-Dopa per i pazienti affetti da Parkinson (in stadio medio avanzato) il cui principio attivo è lo safinamide.

Questo nuovo medicinale, che si chiama commercialmente Xadago interviene sulla degradazione della levodopa, in modo che questa entri nel cervello in maniera maggiore e possa essere trasformate in dopamina, il neurotrasmettitore "assente" nella malattia di Parkinson. Xadago è frutto della ricerca della Zambon che con Maurizio Castorina, amministratore di Zambon SpA sottolinea: "Il lancio di safinamide in Italia ci rende particolarmente orgogliosi perchè è il risultato di una ricerca italiana di eccellenza, frutto di un accordo di collaborazione strategica con Newron Pharmaceuticals, e rappresenta un ulteriore passo in avanti nel trattamento di questa malattia degenerativa".

Il professor Fabrizio Stocchi, dell'IRCSS San Raffaele di Roma spiega il ruolo della safinamide nel trattamento della malattia, spiegando come questo principio attivo rappresenti "un'importante opzione terapeutica per i pazienti affetti da Malattia di Parkinson già trattati con L-Dopa sola o in combinazione con altre terapie. Le sue proprietà dopaminergiche e non dopaminergiche introducono una novità tra i farmaci per il trattamento della Malattia di Parkinson". Il professor Stocchi sottolinea come "safinamide ha dimostrato un miglioramento significativo dell'ON Time senza discinesie e o discinesie problematiche -, in aggiunta ad un miglioramento delle funzioni motorie (UPDRS III). Studi condotti in pazienti trattati con L-Dopa hanno dimostrato la sua efficacia sia nel breve periodo (6 mesi) sia nel lungo (fino a 24 mesi), migliorando la qualità di vita dei pazienti".

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