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Morbo di Parkinson: sarà smartwatches dell'Intel a scovare cure e cause?

Dopo Simband di Samsung, HealthKit di Apple e Google Fit, nel prossimo futuro i malati con il morbo di Parkinson potranno registrare le loro variazioni fisiologiche attraverso uno smartwatches dell'Intel, creato in collaborazione con la Michael J. Fox Foundation. Lo smart watches registrerà tutti i dati del paziente affetto da Parkinson, che potranno a sua volta essere analizzati dai ricercatori in cerca di cause e cure della malattia.

Dopo le conversazioni telefoniche e le navigazioni internet, c'è il rischio che in futuro ad essere "monitorate" da sistemi di sorveglianza come PRISM e Tempora siano anche dati ben più sensibili, come quelli relativi alla salute. Nel mese di maggio, Samsung ha presentato Simband, un prototipo di braccialetto "della salute" che può essere dotato di sensori in grado di raccogliere una serie di dati di chi lo indossa, da condividere poi in una piattaforma denominata Sami (Samsung Architecture Multimodal Interactions). Nel mese di giugno, è stata Apple ha presentare invece HealthKit, una app per il suo futuro sistema operativo iOS 8 ideata per raccogliere dati "vitali" da una vasta gamma di sensori e in grado anche di contattare gli operatori sanitari se si accorge di irregolarità nello stato di salute dell'utente-paziente. Sempre a giugno, Google ha invece lanciato Google Fit, un software di monitoraggio sanitario e fitness, che unisce i dati da applicazioni e dispositivi multipli. Finora i partner confermati di Google Fit sono Nike, HTC, LG, Withings, Motorola, Noom, Runtastic, RunKeeper e Polar. Ora, è Intel ad aver creato, in collaborazione con la Michael J. Fox Foundation, uno smartwatches che registra 24 ore su 24 i dati di persone affette dal morbo di Parkinson, con l'obiettivo di monitorarne i sintomi. L'attore Michael J. Fox ha creato la sua fondazione con sede a New York nel 2000, dopo che gli era stata diagnosticata tale malattia neurologica degenerativa. Lo studio del Parkinson attraverso questi smart watches intende fornire ai ricercatori dati maggiormente accurati sulla malattia rispetto a quelli che potrebbero ottenere attraverso metodi tradizionali e soggettivi. Dopo una iniziale sperimentazione, ed accumulo di dati, la Michael J. Fox Foundation ha intenzione anche di rilasciare una app in grado di aiutare i medici a studiare gli effetti dei diversi farmaci sui pazienti. Per il momento, sono 16 i malati di Parkinson che per 4 giorni indosseranno lo smartwatches dell'Intel con i sensori in grado di catturare le variazioni fisiologiche del paziente. Intel ha già precisato che, nel caso il prodotto sarà lanciato sul mercato, le informazioni raccolte di ogni paziente saranno crittografate e anonimizzate per tutelare la loro privacy. "Tale tecnologia ci darà la possibilità di effettuare nuove scoperte riguardo il morbo di Parkinson, e ci permetterà di capire veramente come vivono le persone affette dalla malattia, come stanno rispondendo ai trattamenti e quali sono le loro esigenze" afferma entusiasta Todd Sherer, direttore generale della Michael J. Fox Foundation. Le associazioni di malati di Parkinson inglesi sottolineano però che prima di rendere disponibili al pubblico tali dispositivi, questi devono dimostrare tutta la loro efficacia. La Michael J. Fox Foundation precisa che comunque l'utilizzo di tali sensori corporei potrà essere sfruttato certamente nel giro "non di decenni ma di pochi anni".

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