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Parigi: si teme nuova rivolta delle banlieue dopo stupro 22enne di colore

Le banlieue tornano ad essere in rivolta, e si teme un'escalation come nel 2005. A scatenare la rabbia del popolo che vive in questi sobborghi di Parigi l'aggressione e lo stupro subito da un 2een di colore, fermato da 4 poliziotti ora indagati.

Terzo giorno di rivolta nelle banlieue di Parigi (Francia), dopo le violenze di quattro poliziotti ai danni di un giovane di colore fermato, aggredito e sodomizzato con un manganello. Attualmente un poliziotto è stato indagato per stupro e altri tre per violenza volontaria.

I fatti risalgono a giovedì scorso, quando il 22enne Théo, dopo un controllo, si è recato con il volto tumefatto e gravi ferite in Commissariato. In ospedale, dove è stato ricoverato per le gravi lesioni, i medici hanno convenuto che le ferite sul suo corpo del ragazzo "corrispondono chiaramente a una violenza sessuale effettuata con un manganello".

Il 22enne è stato operato per le ferite all'ano, ed è rimasto in ospedale fino a lunedì, dove è stato curato anche per ferite alla testa e al volto. I medici gli hanno prescritto 60 giorni di convalescenza.

Intanto cresce la rabbia del popolo delle banlieue: circa 500 persone hanno infatti partecipato alla marcia di Aulnay-sous-Bois per manifestare la loro solidarietà a Théo. Sabato invece alcune persone hanno distrutto e incendiato auto e fermate di autobus mentre la scorsa notte almeno 26 persone sono state fermate, 5 veicoli dati alle fiamme ed un paio di ristoranti sono stati danneggiati.

Si teme quindi che questi possano essere solo i primi atti di una sommossa più grande, come avvenne nel 2005 quando ci fu la cosiddetta "rivolta delle banlieue".

Il giovane alla tv francese BFM racconta "i poliziotti non facevano che insultarmi. Sapevo che dove ci trovavamo non c'erano telecamere, sono riuscito a divincolarmi e sono arrivato dove c'erano". In Rete circola infatti un video che mostra parte dell'aggressione subita dal 22enne.

Il primo ministro Bernard Cazeneuve ha chiesto quindi "fermezza" contro i responsabili delle violenze mentre Benoit Hamon, candidato socialista alle presidenziali, ha dichiarato che si tratta di un atto "inammissibile e che va ristabilita una relazione di fiducia tra la polizia e la popolazione".

© riproduzione riservata | online: | update: 07/02/2017

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