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Papa: acqua abbia un accesso equo, sicuro e adeguato per tutti

Papa Benedetto XVI invita tutti a "confessare il proprio peccato, perché il perdono di Dio, già donato sulla Croce, possa avere effetto nel suo cuore e nella sua vita". Dopo l'Angelus auspica che l'acqua sia preso un diritto accessibile per tutti "a beneficio delle generazioni presenti e future".

Papa Benedetto XVI, in questa quarta domenica di Quaresima, esorta tutti a "smascherare le tentazioni che parlano dentro di noi". Gesù sta attraversando il "deserto", all'orizzonte del quale c'è la Croce, cioè "il culmine della sua missione" perché "la Croce di Cristo è il vertice dell'amore, che ci dona la salvezza", sottolinea il Santo Padre prima dell'Angelus.
Il Papa spiega infatti che "come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna (Gv 3,14-15)", come recita il Vangelo di oggi, passo che fa "riferimento è all'episodio in cui, durante l'esodo dall'Egitto, gli ebrei furono attaccati da serpenti velenosi, e molti morirono; allora Dio comandò a Mosè di fare un serpente di bronzo e metterlo sopra un'asta: se uno veniva morso dai serpenti, guardando il serpente di bronzo, veniva guarito (cfr Nm 21,4-9)".
Papa Benedetto ricorda quindi che "anche Gesù sarà innalzato sulla Croce, perché chiunque è in pericolo di morte a causa del peccato, rivolgendosi con fede a Lui, che è morto per noi, sia salvato".
Papa Ratzinger prende quindi in prestito alcune parole di Sant'Agostino, quando dice che "il medico, per quanto dipende da lui, viene per guarire il malato. Se uno non sta alle prescrizioni del medico, si rovina da solo. Il Salvatore è venuto nel mondo... Se tu non vuoi essere salvato da lui, ti giudicherai da te stesso (Sul Vangelo di Giovanni, 12, 12: PL 35, 1190)", per rammentare che "se infinito è l'amore misericordioso di Dio, che è arrivato al punto di dare il suo unico Figlio in riscatto della nostra vita, grande è anche la nostra responsabilità".
Il Santo Padre invita quindi tutti a riconoscere di essere malati, per poter essere guariti, aggiungendo "ciascuno deve confessare il proprio peccato, perché il perdono di Dio, già donato sulla Croce, possa avere effetto nel suo cuore e nella sua vita. Scrive ancora sant'Agostino: 'Dio condanna i tuoi peccati; e se anche tu li condanni, ti unisci a Dio... Quando comincia a dispiacerti ciò che hai fatto, allora cominciano le tue opere buone, perché condanni le tue opere cattive. Le opere buone cominciano con il riconoscimento delle opere cattive' (ibid., 13: PL 35, 1191)".
Il Papa sa che "a volte l'uomo ama più le tenebre che la luce, perché è attaccato ai suoi peccati" ma chiarisce che "solo aprendosi alla luce, è solo confessando sinceramente le proprie colpe a Dio, che si trova la vera pace e la vera gioia", invitando i cristiani ad "accostarsi con regolarità al Sacramento della Penitenza, in particolare in Quaresima, per ricevere il perdono del Signore e intensificare il nostro cammino di conversione".
Infine Papa Ratzinger ricorda che domani, 19 marzo, si celebrerà la festa di San Giuseppe, ringraziando quindi "di cuore tutti coloro che avranno per me un ricordo nella preghiera, nel giorno del mio onomastico". L'Osservatore Romano dedica infatti al Papa una raffigurazione popolare (http://is.gd/z2DJ3V) di san Giuseppe che "porta tra le sue braccia il piccolo Gesù. A sua volta il bambino lo accarezza e lo sostiene, con la croce in mano e sotto lo sguardo amoroso e protettivo della Vergine".
Infine, il Santo Padre chiede a tutti i fedeli di pregare, in particolare, per il viaggio apostolico in Messico e Cuba, che inizierà venerdì prossimo, e di affidare questo cammino "all'intercessione della Beata Vergine Maria, tanto amata e venerata in questi due Paesi che mi accingo a visitare".
Dopo l'Angelus, invece, Papa Benedetto XVI ricorda che si è appena concluso a Marsiglia il VI Forum mondiale dell'acqua (http://is.gd/GMaTBC) mentre giovedì prossimo si celebrerà la Giornata mondiale dell'acqua, a sottolineare "il fondamentale legame di tale preziosa e limitata risorsa con la sicurezza alimentare". Per questo il Santo Padre auspica "che queste iniziative contribuiscano a garantire per tutti un accesso equo, sicuro e adeguato all'acqua, promuovendo così i diritti alla vita e alla nutrizione di ogni essere umano e un uso responsabile e solidale dei beni della terra, a beneficio delle generazioni presenti e future".
Come scrive sempre l'Osservatore Romano (Luci e ombre sull'acqua - http://is.gd/J6eWEF), purtroppo però "nonostante importanti dichiarazioni di principio, anche questa edizione (VI Forum mondiale dell'acqua, ndr) ha confermato la lentezza del cammino verso la piena affermazione del diritto all'acqua potabile come diritto umano fondamentale, uno dei più importanti obiettivi da tempo indicati dalle Nazioni Unite. Non c'è stata, cioè, l'accelerazione da molti auspicata dell'impegno a rendere concreto e applicato il principio, sancito dalle Nazioni Unite stesse nel 2010, che l'acqua appartiene ai beni collettivi la cui salvaguardia non può essere affidata ai meccanismi di mercato".

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