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Stemma Papa Francesco, anello di Manfrini e pallio di Benedetto XVI

Papa Francesco ha scelto lo stemma papale, che conserva il motto di quando era cardinale "Miserando atque eligendo" e mantiene uguali a quelli di Benedetto XVI i simboli della dignità pontificia. Di Benedetto XVI Papa Francesco erediterà anche il pallio papale, mentre ha scelto come anello del pescatore il modello dell'artista Enrico Manfrini, lo "scultore dei papi", in argento dorato.

Papa Francesco, che domani celebrerà la Messa di inizio del Ministero Petrino del Vescovo di Roma, ha scelto il suo stemma Papale, e non solo. Lo stemma Papale di Papa Francesco (nella foto) rivela tratti e simbolismi ereditati dallo stemma Papale di Benedetto XVI, conservando anche il motto dello stemma cardinalizio di Jorge Mario Bergoglio. Lo stemma Papale di Francesco è uno scudo blu sormontato dai simboli della dignità pontificia, mitra collocata tra chiavi decussate d'oro e d'argento, rilegate da un cordone rosso, uguali a quelli voluti dal Predecessore Benedetto XVI. In alto, nello scudo blu, campeggia l'emblema dell'ordine di provenienza di Papa Francesco, la Compagnia di Gesù (il cui Preposto Generale, detto papa nero, Padre Adolfo Nicolás Pachón ha incontrato domenica), e cioè un sole raggiante e fiammeggiante caricato dalle lettere, in rosso, IHS, monogramma di Cristo. La lettera H è sormontata da una croce; in punta, i tre chiodi in nero. Nella parte in basso dello scudo blu si trova invece la stella e il fiore di nardo. Come spiega Radio vaticana, "la stella, secondo l'antica tradizione araldica, simboleggia la Vergine Maria, madre di Cristo e della Chiesa; mentre il fiore di nardo indica San Giuseppe, patrono della Chiesa universale. Nella tradizione iconografica ispanica, infatti, San Giuseppe è raffigurato con un ramo di nardo in mano". Viene quindi sottolineato che ponendo nel suo scudo dello stemma Papale tali immagini, Papa Francesco "ha inteso esprimere la propria particolare devozione verso la Vergine Santissima e San Giuseppe".

Nello stemma Papale, inoltre, Papa Francesco ha conservato il motto "Miserando atque eligendo" già citato nello stemma cardinalizio di Bergoglio. Il motto "Miserando atque eligendo" è tratto dalle omelie di San Beda il Venerabile, sacerdote (Om. 21; CCL 122, 149-151), il quale, commentando l'episodio evangelico della vocazione di San Matteo, scrive: "Vidit ergo lesus publicanum et quia miserando atque eligendo vidit, ait illi Sequere me" ("Vide Gesù un pubblicano e siccome lo guardò con sentimento di amore e lo scelse, gli disse: Seguimi)". Radio vaticana, nel ricordare che questa "omelia è un omaggio alla misericordia divina (citata anche nel primo Angelus di Papa Francesco) ed è riprodotta nella Liturgia delle Ore della festa di San Matteo", rivela che essa "riveste un significato particolare nella vita e nell'itinerario spirituale del Pontefice": "Infatti, nella festa di San Matteo dell'anno 1953, il giovane Jorge Bergoglio sperimentò, all'età di 17 anni, in un modo del tutto particolare, la presenza amorosa di Dio nella sua vita. In seguito ad una confessione, si sentì toccare il cuore ed avvertì la discesa della misericordia di Dio, che con sguardo di tenero amore, lo chiamava alla vita religiosa, sull'esempio di Sant'Ignazio di Loyola. Una volta eletto vescovo, mons. Bergoglio, in ricordo di tale avvenimento che segnò gli inizi della sua totale consacrazione a Dio nella Sua Chiesa, decise di scegliere, come motto e programma di vita, l'espressione di San Beda 'Miserando atque eligendo', che ha inteso riprodurre anche nel proprio stemma pontificio".

Prima della celebrazione della Messa di inizio del Ministero Petrino del Vescovo di Roma, Papa Francesco, una volta entrato nella Basilica, si recherà alla tomba di San Pietro dove troverà l'anello del pescatore e il pallio, i due segni del ministero petrino, che gli verranno consegnati. Il pallio, che verrà consegnato a Papa Francesco dal cardinale protodiacono Jean-Louis Tauran (lo stesso che ha pronunciato dalla Loggia di San Pietro l'habemus papam), è la fascia di lana bianca con le croci rosse che simboleggia il Buon Pastore. Il pallio scelto da Papa Francesco per il suo ministero petrino "è lo stesso di Benedetto XVI", come ha rivelto ai giornalisti il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. L'anello del pescatore scelto da Papa Francesco è invece in argento dorato, modello che era stato dato dall'artista Enrico Manfrini al segretario di Paolo VI, mons. Macchi. Enrico Manfrini, meglio noto come "lo scultore dei papi" perché nella sua lunga carriera ebbe occasione di ritrarre tutti i Papi succedutisi sul soglio pontificio da Pio XII fino a Giovanni Paolo II, è scomparso nel 2004 all'età 87 anni, a Milano. Papa Francesco ha scelto questo anello del pescatore tra altri due modelli, dove è stata incisa l'immagine di San Pietro con le chiavi. L'anello del pescatore verrà consegnato a Papa Francesco dal cardinale decano Angelo Sodano.

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