le notizie che fanno testo, dal 2010

Socci: Papa Francesco ha rotto un voto per diventare Pontefice?

In risposta all'omelia di Papa Francesco sulla brama di successo e le ambizioni portate dalla cupidigia, Antonio Socci, non sempre tenero con Papa Francesco, riporta due dichiarazioni di padri gesuiti sull'elezione al soglio di Pietro di Bergoglio. A questo punto però, come diceva Lubrano, una domanda sorge spontanea.

Oggi Papa Francesco in occasione della Santa Messa mattutina a Santa Marta si è scagliato contro la cupidigia e la brama di successo e ricchezze che connota il nostro tempo. Nella sua omelia il Santo Padre ha tuonato: "La cupidigia è un'idolatria". E gli esempi di Bergoglio sono stati come sempre vicini alla realtà quotidiana come "quante famiglie conosciamo che hanno litigato, litigano, non si salutano, si odiano per un'eredità", oppure ad esempio quando il Papa ha spiegato come la cupidigia sia alla radice delle guerre: "sì, c'è un ideale, ma dietro ci sono i soldi: i soldi dei trafficanti di armi, i soldi di quelli che approfittano della guerra". Il Papa infine ha concluso: "Chiediamo al Signore la grazia di essere liberi da questa idolatria, l'attaccamento alle ricchezze", chiediamo "la grazia di guardare lui, tanto ricco nel suo amore e tanto ricco nella sua generosità, nella sua misericordia". La sintesi ufficiale delle parole di Papa Bergoglio a Santa Marta sono riportate come sempre sul portale di news del Vaticano.

E' interessante a proposito di questa omelia la "risposta" via Facebook a Bergoglio del giornalista Antonio Socci, autore del libro "Non è Francesco" (libro dove Socci mette in serio dubbio le modalità con cui Francesco è uscito Papa dal conclave). Il post sulla pagina Facebook del giornalista è intitolato "L'AMBIZIONE, IL POTERE E IL SUCCESSO". Scrive Antonio Socci: "Nell'omelia di stamani papa Bergoglio ha detto: 'Di fronte a gente che briga per ottenere il potere e il successo, per farsi vedere (...) i discepoli sono chiamati a fare il contrario. C'è incompatibilità tra ambizioni, arrivismi e sequela di Cristo'". E dopo questa premessa lo scrittore senese riporta due dichiarazioni, una di Antonio Spadaro SJ che subito dopo l'elezione di Papa Francesco dichiarò: "Per noi è stato un grande stupore. Io stesso, all'inizio, ero alquanto incredulo (...) era un qualcosa fuori dalla logica stessa delle cose dal momento che noi facciamo anche un voto di non accettare cariche ecclesiastiche quali, per esempio, l'episcopato, che resta per noi un qualcosa di straordinario".

L'altra dichiarazione riportata da Socci è quella di Padre Bartolomeo Sorge SJ: "Noi gesuiti non possiamo diventare né monsignori, né vescovi, infatti facciamo voto di rifiutare ogni dignità ecclesiastica. Tanto meno, dunque, era prevedibile che un gesuita divenisse Papa. Ovviamente, capita ogni tanto che i Papi facciano vescovo o cardinale qualche gesuita, com'è avvenuto, per esempio, con il card. Martini. Ma, in questi casi, il Sommo Pontefice deve sospendere le nostre Costituzioni. E il Papa certamente lo può fare". Il commento in calce di Socci è il seguente: "Il Papa sì, ma il conclave no, non poteva sospendere le costituzioni dei gesuiti. Infatti nessun gesuita finora era mai diventato Papa. Non a caso...". Papa Francesco ha quindi rotto un voto per diventare Pontefice? Chissà se nei prossimi giorni ci sarà una risposta dalla Sala Stampa vaticana sull'ennesimo dubbio lanciato dal giornalista di Libero.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: