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Siria: Papa Francesco ha chiamato Bashar al-Assad?

Il quotidiano argentino Clarin rivela che Papa Francesco avrebbe personalmente aparlato con il presidente della Siria Bashar al-Assad, per chiedergli di fermare la repressione violenta contro i ribelli e adottare un atteggiamento più conciliante. Dal Vaticano finora nessuna conferma, ma è sempre più evidente come la Chiesa cattolica tenti di diffondere "il grido della pace".

"Si alzi forte in tutta la terra il grido della pace!" ha esortato ancora una volta Papa Francesco nel corso dell'udienza generale di ieri, ricordando la giornata di digiuno e di preghiera di sabato 7 settembre per la pace in Siria, in Medio Oriente, e nel mondo intero. In Piazza San Pietro erano presenti anche fedeli giunti dal Medio Oriente, in particolare dall'Iraq, dalla Giordania e dall'Egitto, a cui il Papa ha rivolto questo invito: "Unitevi sempre a Cristo edificando il suo Regno con la fraternità, la condivisione e le opere di misericordia. La fede è una forza potente capace di rendere il mondo più giusto e più bello! Siate una presenza della misericordia di Dio e testimoniate al mondo che le tribolazioni, le prove, le difficoltà, la violenza o il male non potranno mai sconfiggere Colui che ha sconfitto la morte: Gesù Cristo".

Pregherà e digiunerà per la pace anche il Gran muftì di Siria, Ahmad Badreddin Hassou, leader spirituale dell'islam sunnita, che in una lettera spedita a Papa Francesco scrive: "Sua Santità la ringraziamo per questo appello di grande umanità, basato sulla fede, a digiunare e pregare insieme Dio Onnipotente perché possa portare pace sulla terra e proteggerci dal potere del male e dell'oppressione". Il muftì esprime quindi il desiderio di "essere accanto al Papa nell'istante in cui la preghiera sarà alzata a Dio Altissimo" ma promette che, se non gli sarà possibile raggiungere Piazza San Pietro, eleverà "la supplica a Dio" nella grande moschea degli Omayyadi a Damasco. Infine, il muftì chiede a Papa Francesco di "organizzare un summit spirituale con i leader religiosi, a Damasco o in Vaticano" per cercare di "fermare il fuoco di quanti vogliono distruggere la terra di Abramo, di Mosè, di Gesù, di Maometto". "Restiamo, mano nella mano - prosegue la missiva - nel diffondere pace e sicurezza per tutti i popoli del mondo, per contrastare gli estremisti e le divisioni su base della confessione religiosa o dell'etnia. Continuiamo il nostro viaggio sulle orme dei Profeti, dei Santi, dei giusti e degli uomini buona volontà".

Intanto, da Amman è giunto un nuovo "grido alla pace" ed un "nuovo appello a evitare un intervento armato" da parte dei capi delle Chiese mediorientali che si sono ieri riuniti in un incontro promosso dal Re di Giordania. Al dibattito era presente anche mons. Giorgio Lingua, nunzio apostolico in Giordania e in Iraq, che nel corso del suo intervento ha "parlato delle ingerenze di quei Paesi che con il pretesto di portare aiuti o esportare la democrazia nascondono i loro interessi che non sono sempre nobili", come riporta Radio Vaticana.

Ma Papa Francesco sembra voler entrare in maniera ancor più diretta in questa crisi internazionale. Il quotidiano argentino Clarin, infatti, rivela che Papa Francesco avrebbe parlato in queste ultime ore con il presidente siriano Bashar al-Assad, per chiedergli di fermare la repressione violenta contro i ribelli e adottare un atteggiamento più conciliante. Il Vaticano finora non ha commentato la notizia del presunto colloquio tra il Pontefice ed Assad, ma è sempre più chiaro che la Chiesa cattolica si sta muovendo per cercare di evitare un attacco contro la Siria, che potrebbe degenerare in un terzo conflitto mondiale. Più voci, infatti, attribuiscono il merito del rinvio dell'attacco da parte degli Stati Uniti a Denis McDonough, capo del personale di Barack Obama di fede cattolica.

Aggiornamento: La Santa Sede ha, poco dopo che si è diffusa, smentito la notizia che Papa Francesco aveva avuto un colloquio telefonico con il presidente siriano Assad.

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