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Papa Franceso come Ivan Illich: convivialità ridotta a "languore di merendine"

Papa Francesco riprende la catechesi sulla famiglia soffermandosi sulla convivialità. Questa "attitudine a condividere i beni della vita e ad essere felici di poterlo fare" come la definisce il Santo Padre è ovviamente antitetica alla famiglia consumistica e distratta imposta dalla TV e dai nuovi media. Ma è davvero "poco famiglia", come ha detto il Papa.

Papa Francesco nella sua Udienza Generale in Piazza San Pietro di oggi 11 novembre ha continuato la catechesi sul tema della famiglia soffermandosi su un aspetto centrale: la convivialità. Una maniera, uno stile di stare insieme, soprattutto a tavola, che il mondo "moderno" sta dimenticando in favore del consumismo e, come ha detto anche il Santo Padre, dell'egoismo. "Una famiglia che non mangia quasi mai insieme, o in cui a tavola non si parla ma si guarda la televisione, o lo smartphone, è una famiglia 'poco famiglia'. Quando i figli a tavola sono attaccati al computer, al telefonino, e non si ascoltano fra loro, questo non è famiglia, è un pensionato", ha osservato Papa Francesco. Non sarà sfuggito che questo "pensionato" spesso è il teatrino ideale della famiglia consumistica imposto dalla TV e dalle sue martellanti pubblicità di cibi e bevande. Dalla madre moderna che chiama a cena i figli via smartphone, alla tavola che pare solo un pit-stop per lanciarsi nella radiosa mattinata, anche la famiglia italiana sta dimenticando "l'attitudine a condividere i beni della vita e ad essere felici di poterlo fare", come ha definito oggi la convivialità Papa Francesco.
"Oggi molti contesti sociali pongono ostacoli alla convivialità familiare - ha spiegato il Papa -. E' vero, oggi non è facile. Dobbiamo trovare il modo di recuperarla. A tavola si parla, a tavola si ascolta. Niente silenzio, quel silenzio che non è il silenzio delle monache, ma è il silenzio dell'egoismo, dove ognuno fa da sé, o la televisione o il computer... e non si parla. No, niente silenzio. Occorre recuperare quella convivialità familiare pur adattandola ai tempi". Papa Francesco ricorda quindi che "Quando non c'è convivialità c'è egoismo, ognuno pensa a se stesso. Tanto più che la pubblicità l'ha ridotta a un languore di merendine e a una voglia di dolcetti. Mentre tanti, troppi fratelli e sorelle rimangono fuori dalla tavola. E' un po' vergognoso!". Sembra quasi di sentire echeggiare nelle parole del Santo Padre il filosofo e libero pensatore cattolico Ivan Illich quando sosteneva che, a furia di barattare la propria umanità con il mondo, "avere sete significa avere sete di Coca Cola". Il pericolo quindi è proprio quella "mutazione antropologica" di cui parlava Papa Benedetto XVI quando rifletteva su come la virtualità, soprattutto nei giovani, rischia di "dominare sulla realtà".
Il Santo Padre Francesco nel corso della catechesi non poteva poi dimenticare l'invito alle famiglie a quella Mensa che ogni giorno è imbandita per tutti: "In questo nostro tempo, segnato da tante chiusure e da troppi muri, la convivialità, generata dalla famiglia e dilatata dall'Eucaristia, diventa un'opportunità cruciale. L'Eucaristia e le famiglie da essa nutrite possono vincere le chiusure e costruire ponti di accoglienza e di carità. Sì, l'Eucaristia di una Chiesa di famiglie, capaci di restituire alla comunità il lievito operoso della convivialità e dell'ospitalità reciproca, è una scuola di inclusione umana che non teme confronti! Non ci sono piccoli, orfani, deboli, indifesi, feriti e delusi, disperati e abbandonati, che la convivialità eucaristica delle famiglie non possa nutrire, rifocillare, proteggere e ospitare". Dice in conclusione Papa Francesco: "L'alleanza viva e vitale delle famiglie cristiane, che precede, sostiene e abbraccia nel dinamismo della sua ospitalità le fatiche e le gioie quotidiane, coopera con la grazia dell'Eucaristia, che è in grado di creare comunione sempre nuova con la sua forza che include e che salva". La famiglia cristiana mostrerà proprio così l'ampiezza del suo vero orizzonte, che è l'orizzonte della Chiesa Madre di tutti gli uomini, di tutti gli abbandonati e gli esclusi, in tutti i popoli. Preghiamo perché questa convivialità familiare possa crescere e maturare nel tempo di grazia del prossimo Giubileo della Misericordia".

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