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Papa Francesco: teologo si apra ai "segni dei tempi". Muller: divisione tra teoria e prassi è eresia

Papa Francesco incontra in udienza i membri della Commissione Teologica Internazionale e spiega che il teologo deve aprire "gli occhi e gli orecchi ai segni dei tempi" poichP chiamato ad "ascoltare attentamente, discernere e interpretare i vari linguaggi del nostro tempo, e saperli giudicare alla luce della parola di Dio". All'apertura della plenaria della Commissione Teologica Internazionale il cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede precisava: "Ogni divisione tra la 'teoria' e la 'prassi' della fede sarebbe il riflesso di una sottile 'eresia' cristologica di fondo".

Papa Francesco incontra in udienza i membri della Commissione Teologica Internazionale, tra cui il cardinale Gerhard Ludwig Múller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e presidente dell’organismo. Papa Francesco ricorda che "la missione" della Commissione Teologica Internazionale "è di servire la Chiesa", sottolineando che questo "presuppone non solo competenze intellettuali, ma anche disposizioni spirituali". Il Pontefice evidenzia quindi "l'importanza dell'ascolto", precisando che "il teologo deve mettersi anche umilmente in ascolto di «ciò che lo Spirito dice alle Chiese» (Ap 2,7), attraverso le diverse manifestazioni della fede vissuta del popolo di Dio". Papa Francesco aggiunge: "Infatti, insieme a tutto il popolo cristiano, il teologo apre gli occhi e gli orecchi ai 'segni dei tempi'. E' chiamato ad «ascoltare attentamente, discernere e interpretare i vari linguaggi del nostro tempo, e saperli giudicare alla luce della parola di Dio (...) perché la verità rivelata sia capita sempre più a fondo, sia meglio compresa e possa venir presentata in forma più adatta» (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. Gaudium et spes, 44)". Riflettendo sul "carattere internazionale" della Commissione Teologica, Papa Francesco invita ad un "sano pluralismo" poiché "vari approcci teologici, sviluppatisi in contesti culturali differenti e con diversi metodi utilizzati, non possono ignorarsi a vicenda, ma nel dialogo teologico dovrebbero arricchirsi e correggersi reciprocamente".

Le esortazioni di Papa Francesco arrivano a due giorni dall'apertura della plenaria della Commissione Teologica Internazionale, durante la quale Múller ha rammentato: "La fede cristiana non è un’esperienza irrazionale", precisando all'assemblea: "Siamo chiamati ad accogliere l’invito e il dovere, che esprime Pietro, quello di essere «sempre pronti a dare una risposta a chi vi chiede il motivo della vostra speranza» (1 Pietro, 3, 15)". Il cardinale Múller spiega: "La teologia scruta, in un discorso razionale sulla fede, l’armonia e la coerenza intrinseca delle varie verità di fede, che scaturiscono dall’unico fondamento della rivelazione di Dio uno e trino. Il mistero inscrutabile di Dio, nell’economia della salvezza e per mezzo di questa economia del Verbo incarnato si offre anche alla nostra intelligenza. Noi, teologi ne siamo custodi e promotori di quest’intelligenza della fede". Il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede quindi chiarisce: "La teologia non è mai una pura speculazione o una teoria distaccata dalla vita dei credenti. In effetti, nell’autentica teologia non c’è stato mai un distacco o una contrapposizione tra l’intelligenza della fede e la pastorale o la prassi vissuta della fede. Si potrebbe dire che tutto il pensiero teologico, tutte le nostre investigazioni scientifiche hanno sempre una profonda dimensione pastorale". Gerhard Ludwig Múller infatti puntualizza che "ogni divisione tra la ‘teoria’ e la ‘prassi’ della fede sarebbe il riflesso di una sottile ‘eresia’ cristologica di fondo. Sarebbe frutto di una divisione nel mistero del Verbo eterno del Padre che si è fatto carne. Sarebbe l’omissione della dinamica incarnazionista di ogni sana teologia e di tutta la missione evangelizzatrice della Chiesa. - concludendo - Cristo che può essere detto il primo teologo delle Scritture, il teologo per eccellenza, egli ci ha detto «io sono la via, la verità e la vita». Non c’è la verità senza la vita, non c’è vita senza verità. In lui sta la via per comprendere sempre meglio la verità che si è offerta a noi e si è fatta nostra vita".

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