le notizie che fanno testo, dal 2010

Papa Francesco sfida Darwin? DNA uomo rovinato. Come da rivelazioni di don Guido Bortoluzzi

Papa Francesco parla di DNA riguardo al peccato originale ma l'importanza delle sue parole viene ignorata. Già Papa Benedetto XVI aveva parlato di trasmissione del peccato originale per via biologica. Sembra che le 8 rivelazioni private ricevute da don Guido Bortoluzzi sulla Genesi biblica stiano pian piano facendo breccia in Vaticano.

Papa Francesco durante l'omelia della Santa Messa nella Solennità della Pentecoste, celebrata domenica 15 maggio all'interno della Basilica Vaticana, ha usato un termine scientifico, moderno ed importante, all'interno della sua predica: DNA.

In un'epoca in cui i processi per omicidio si "risolvono" solamente con il DNA (Bossetti docet) e si lavora con la "nuova" eugenetica per fabbricare bambini perfetti [], sentire Papa Bergoglio pronunciare queste tre lettere maiuscole non ha fatto molto scalpore. Anzi, il fatto che Bergoglio ci abbia abituati nei suoi discorsi, oltre ai "buonasera" e ai "buon pranzo", ad inserimenti lessicali propri della "modernità quotidiana" può allontanare l'importanza delle sue ultime dichiarazioni "genetiche". Esemplare a questo proprosito la dichiarazione di Paolo Vezzoni del CNR Istituto ricerche genetiche e biomediche che si legge su "Il Tempo": "il Papa riprende come metafora un termine scientifico ormai entrato nell'uso comune, che conferma l'attenzione di Francesco Bergoglio per questi temi innovativi, dopo il recente utilizzo di altre espressioni tratte dell'informatica ('app', 'non c'è campo')."

Lo stesso scienziato del CNR interpreta poi così il riferimento del Santo Padre all'acido desossiribonucleico: "Il Progetto Genoma e le ricerche in genetica, evidentemente, hanno lasciato il segno. Oggi numerosi risultati scientifici e anche la modalità con cui vengono comunicati inducono a concludere che effettivamente una componente genetica incida in quasi tutti i nostri comportamenti e atteggiamenti: senso estetico, coscienza morale, altruismo, empatia. Diventa allora possibile accennare all'eventualità che nel DNA ci sia scritto più di quello che ancora non riusciamo a leggere".

Ma quanto c'è scritto, per la Chiesa cattolica apostolica romana, dentro il DNA? E Papa Francesco l'ha citato alla stessa stregua di "non c'è campo" e "app" nella sua omelia pentecostale? Sicuramente il Santo Padre, anche se pare sempre un po' distratto e pacioccone, sa bene, da bravo gesuita, quanto le parole che utilizza siano molto importanti (e molte volte dirompenti). Papa Bergoglio citando il "DNA" durante la messa di Pentecoste, si riferiva sicuramente a questioni ben più radicali per la teologia (e per la scienza) che alla simpatia per le metafore informatico-scientifiche.

Dice Papa Bergoglio nella sua omelia: "La missione di Gesù, culminata nel dono dello Spirito Santo, aveva questo scopo essenziale: riallacciare la nostra relazione con il Padre, rovinata dal peccato; toglierci dalla condizione di orfani e restituirci a quella di figli." Relazione con Dio Padre "rovinata" da quel "peccato originale" con cui il nostro progenitore Adamo ha tradito la fiducia di Dio, rompendo la sua amicizia e, fatalmente, trasferendo di generazione in generazione questo "vulnus" in ogni concepimento.

Continua Papa Francesco: "Tutta l'opera della salvezza è un'opera di ri-generazione, nella quale la paternità di Dio, mediante il dono del Figlio e dello Spirito, ci libera dall'orfanezza in cui siamo caduti". Papa Bergoglio si sofferma poi sui "sintomi" di "questa nostra condizione di orfani" e cioè "quella solitudine interiore che sentiamo anche in mezzo alla folla e che a volte può diventare tristezza esistenziale; quella presunta autonomia da Dio, che si accompagna ad una certa nostalgia della sua vicinanza; quel diffuso analfabetismo spirituale per cui ci ritroviamo incapaci di pregare; quella difficoltà a sentire vera e reale la vita eterna, come pienezza di comunione che germoglia qui e sboccia oltre la morte; quella fatica a riconoscere l'altro come fratello, in quanto figlio dello stesso Padre; e altri segni simili".

E poi il Santo Padre arriva al desossiribonucleico: "A tutto questo si oppone la condizione di figli, che è la nostra vocazione originaria, è ciò per cui siamo fatti, il nostro più profondo 'DNA', che però è stato rovinato e per essere ripristinato ha richiesto il sacrificio del Figlio Unigenito. Dall'immenso dono d'amore che è la morte di Gesù sulla croce, è scaturita per tutta l'umanità, come un'immensa cascata di grazia, l'effusione dello Spirito Santo. Chi si immerge con fede in questo mistero di rigenerazione rinasce alla pienezza della vita filiale".

Vale la pena di sottolineare la frase "(...) il nostro più profondo 'DNA', che però è stato rovinato e per essere ripristinato ha richiesto il sacrificio del Figlio Unigenito". Papa Fransceso riprende un concetto caro a Papa Benedetto XVI che in tre vicine riflessioni pubbliche (3, 8 e 10 dicembre 2008) spiegò come il peccato originale abbia biologicamente corrotto l'essere umano.

Ecco che cosa disse Papa Ratzinger, in particolare nella catechesi del 10 dicembre 2008: "Ma adesso si pone la questione: come possiamo entrare noi in questo nuovo inizio, in questa nuova storia? Come questa nuova storia arriva a me? Con la prima storia inquinata siamo inevitabilmente collegati per la nostra discendenza biologica, appartenendo noi tutti all'unico corpo dell'umanità. Ma la comunione con Gesù, la nuova nascita per entrare a far parte della nuova umanità, come si realizza? Come arriva Gesù nella mia vita, nel mio essere? La risposta fondamentale di san Paolo, di tutto il Nuovo Testamento è: arriva per opera dello Spirito Santo. Se la prima storia si avvia, per così dire, con la biologia, la seconda si avvia nello Spirito Santo, lo Spirito del Cristo risorto. Questo Spirito ha creato a Pentecoste l'inizio della nuova umanità, della nuova comunità, la Chiesa, il Corpo di Cristo."

La Chiesa quindi, con Papa Benedetto XVI e con Papa Francesco, sta esplicitamente insistendo sul fatto che il "peccato originale" abbia a che fare con la biologia, con il DNA, con la sua "rovina", e corrisponda, in estrema sintesi, ad una "tara genetica" che ci portiamo dal tradimento di Adamo. Perché l'Uomo, bisogna ricordarlo, come afferma la Bibbia nella Genesi, fu creato perfetto. Così come bisogna ricordare che il "peccato originale" è un dogma di fede per la Chiesa.

La Chiesa cattolica, dopo un bel po' di tempo, sta quindi lentamente prendendo le distanze dall'evoluzionismo ateo di Darwin, dal creazionismo cristiano evangelico, e dall' "evoluzione guidata" alla Pierre Teilhard de Chardin. Con Papa Francesco e il suo "DNA" e Papa Benedetto XVI con la sua "via biologica", molto probabilmente la Chiesa sta ascoltando con attenzione ciò che Dio Padre spiegò ad un umile parroco di campagna sulla Genesi, su Adamo ed Eva e sul peccato originale.

Questo umile prete si chiamava Don Guido Bortoluzzi, nato a Puos d'Alpago in provincia di Belluno (Veneto) il 7 ottobre del 1907 (e morto l'8 ottobre 1991) e fin da giovanissimo è stato "preparato" a queste rivelazioni sulla Bibbia. Guido Bortoluzzi nel 1922 era in Seminario a Feltre e don Giovanni Calabria (divenuto poi San Giovanni Calabria) fece una predizione al suo Rettore, dicendo che uno dei suoi studenti, da anziano, "avrebbe scritto un libro molto importante e che avrebbe dovuto scriverlo presto". Il libro riguardava "la Bibbia e la Genesi biblica".

Quando il giovane Guido si trasferì al Seminario di Belluno, alle superiori, ebbe un'altra profezia. Così scrive lo stesso don Guido in una nota biografica, pubblicata nel libro "Genesi biblica": "Nel 1928, all'inizio del secondo anno di teologia, Padre Matteo Crawley (grande carismatico peruviano con doni di profezia, 1875-1960, ndr) tenne un ritiro per tutti i chierici e predisse a ciascuno, senza nominarlo ma fissandolo negli occhi, il suo avvenire. Fra gli altri ricordo che disse di uno, intelligente e buono, che sarebbe salito ai più alti gradi della gerarchia ecclesiastica. Dai brevi connotati, molti capirono, compreso egli stesso, che si riferiva ad Albino Luciani che allora faceva la prima o la seconda liceo. Poi, dopo una breve pausa, soggiunse: "Ooooh..! Ahimè..! Ma durerà poco" (Papa Luciani durò appena 33 giorni sulla cattedra di Pietro, ndr). Guardò anche me e disse, fissandomi negli occhi, che uno di noi avrebbe ricevuto una rivelazione sui punti oscuri della Genesi Biblica".

Ma anche Mons. Masi, ex direttore del settimanale cattolico "La Domenica" che disse "Cristo (...) non ha solo salvato le anime, ma anche i corpi, riconsacrando in radice tutte le realtà terrestri" predisse a Guido Bortoluzzi nel gennaio del 1932 il suo compito futuro: "E quando il Signore di degnerà manifestare a uno di voi (...) il mistero del peccato originale, ringraziateLo, perché solo per mezzo della conoscenza della vera essenza del peccato originale potranno essere compresi il mistero e l'economia della Redenzione".

Ma la profezia forse più "spettacolare" è stata quella della mistica e stimmatizzata Teresa Neumann, che fu anche "amica di penna" di Padre Pio, che arrivò sino a Dont (frazione di Forno di Zoldo, Belluno) dalla Germania perché "desiderava conoscere l'uomo sul quale Dio aveva grandi progetti di Misericordia" e che gli disse: "Quando parlerà scriva tutti, proprio tutto! Il Signore le vuole molto bene". Aggiungendo: "Lei avrà molto da soffrire". Teresa Neumann non accettò "nemmeno un uovo da bere" come si legge nel libro citato, curato da Renza Giacobbi, dato che la Neumann si cibava solo d'Eucarestia (anche se non lo disse al sacerdote).

E così don Guido, come profetizzato, ebbe finalmente a partire dal 1968 (fino al 1974), sotto forma di locuzioni interiori, sogni profetici e visioni, la risposta alle sue domande sulla Genesi biblica, sul peccato originale, sulle origini della Terra e dell'Uomo, direttamente da Dio. Grazie all'infaticabile e coraggioso lavoro di Renza Giacobbi, curatrice dei suoi appunti (don Guido non sapeva neppure battere a macchina) il mondo (ma anche i due Papi, a cui queste rivelazioni sono state recapitate) può conoscere il "dietro le quinte" del peccato originale. E potrà leggere le fatali conseguenze, cripticamente e sinteticamente rivelate da Papa Benedetto XVI e da Papa Francesco, spiegate nel loro grandioso (e tragico) svolgimento.

Per chi volesse leggere una sintesi degli appunti di don Guido, Renza Giacobbi ha pubblicato una bella "sintesi dell'opera" sul sito dedicato a queste rivelazioni.

In estrema sintesi, secondo le visioni offerte da Dio a don Guido, il nostro progenitore Adamo (che da adulto era un gigante, alto 2,50 centimetri) è stato concepito da Dio Padre tramite "l'albero della conoscenza del bene e del male" ovvero un'esemplare femmina "speciale" di un animale oggi estinto (chiamato da Dio "ancestre") che gli fece da "madre surrogata". Gli ancestri erano animali domestici simili a scimmie, buoni, intelligenti, fedeli "più di un cane attuale", senza il dono della parola (che contraddistingue solo l'Uomo), che aiutavano l'uomo nei suoi lavori nei campi e nelle costruzioni.

Adamo fu concepito da due gameti perfetti creati nel seno della particolare femmina ancestre che, a differenza dei suoi simili, aveva 47 cromosomi ed era quindi "interfertile", "per essere idonea", come di legge nel libro "come passaggio intermedio, alla creazione dell'Uomo". Questa "madre surrogata" è la vera Eva, "madre di tutti i viventi", dato che è la madre non solo di Adamo ma anche della Prima Donna. Adamo è il padre della Prima Donna, Donna che è stata concepita nel seno della femmina ancestre da un gamete femminile perfetto creato da Dio e dallo spermatozoo di Adamo che, nel sonno, come appunto dice la Bibbia, generò la prima Donna. Il gamete della Prima Donna fu l'ultimo atto creativo di Dio nel piano della creazione.

Dio Padre, quindi, seguendo le visioni di Don Guido Bortoluzzi non procede né in modo "darwinista", nè in modo "creazionista", ma in una "terza via" cioè, come la chiama don Guido, con "la crezione mediata". Scrive Bortoluzzi nei suoi appunti: "(...) Perciò ogni intervento creatore di Dio lo ho chiamato 'creazione mediata': creazione, perché Dio non trasforma ma 'crea dal nulla' la cellula germinativa della capostipite della nuova specie; mediata, perché usa come 'mezzo', o supporto o gestazione, una femmina già esistente della specie precedente".

Il peccato originale è quindi consistito nel fatto che Adamo, invece di aspettare che la Prima Donna crescesse per creare la prima "famiglia umana" (Adamo al momento del concepimento della Prima Donna aveva 15-16 anni), si accoppiò con Eva l'ancestre, pensando di crearsi una propria prole senza l'aiuto di Dio. In questo modo il nostro Capostipite sarebbe diventato davvero Ad-ham, cioè "il Padrone della Terra", pensando che avendo rapporti con "l'albero selvatico" (cioè l'ancestre Eva) potesse "abbreviare i tempi" per avere una sua dinastia.

Ma Eva, l'ancestre speciale dai 47 cromosomi, un "capo di ponte", come la chiama Dio nelle visioni, creata per accudire l'Uomo ma non per "generarlo", non diede alla luce una bella bambina come la Prima Donna, ma Caino, un ancestre vero e proprio dal punto di vista fisico, ma intellettualmente degradato anche se con il dono della parola (che lo differenziava dai suoi "simili"). Caino era sostanzialmente un minorato con idee e pensieri deviati. Ecco che quindi Eva è la Lilith della tradizione ebraico-mesopotamica.

Don Guido nei suoi appunti rammenta anche di come nel testo di "Storia Sacra" scritto da don Bosco, si legge di come Caino, diventato vecchio, "era tanto 'peloso' e brutto 'da essere scambiato per una bestia'". Da quel peccato "ebbe origine l'ibridazione della specie umana con quella subumana degli ancestri", come si legge negli appunti del sacerdote. Ecco spiegato perché il nostro DNA è corrotto e nel piano di Dio si è cercata una rigenerazione. Una rievoluzione come scrive Don Bortoluzzi.

La rivelazione a Don Guido Bortoluzzi è una "rivelazione privata", e sino a quando non sarà riconosciuta dalla Chiesa cattolica non appartiene al deposito della fede. Ma è senz'altro interessante come le parole di Papa Benedetto XVI del 2008 e di Papa Francesco di domenica scorsa, continuino a sottolineare questa "trasmissione del peccato originale" per via biologica, una corruzione del DNA che ci portiamo avanti dai tempi di Adamo ed Eva (l'ancestre).

Solamente l'avvento di Gesù Cristo ha potuto salvare l'Uomo, come ha detto alla Pentecoste Papa Francesco: "Chi si immerge con fede in questo mistero di rigenerazione rinasce alla pienezza della vita filiale." E come ricordava Papa Benedetto: "La nuova nascita per entrare a far parte della nuova umanità, si realizza con lo Spirito Santo".

E, nel suo piccolo, Renza Giocobbi, nella sua appendice al libro "Genesi biblica" osserva: "La Chiesa, dunque, è la depositaria del mandato divino. Il suo compito non si limita a donare all'umanità lo Spirito di Dio risuscitando gli uomini spititualmente 'morti' a causa del peccato originale, o a evangelizzare, o a liberare le anime oppresse dal demonio, o a rendere grazie a Dio. Oltre a questi compiti, Essa ha anche quello, finora misconosciuto, di farsi strumento di guarigione delle infermità fisiche e psichiche dei suoi figli. Come? Attraverso i Sacramenti che operano una vera e propria dialisi spirituale e fisica immettendo nella nostra natura umana, debole e tarata, il Corpo e il Sangue perfetti di Gesù, perfetto Figlio di Dio".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: