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Papa Francesco primo Angelus: un po' di misericordia fa mondo più giusto

Papa Francesco si affaccia per la prima volta alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico. Nel discorso che precede il suo primo Angelus Papa Francesco ricorda la grande Misericordia di Dio ed invita i fedeli a non stancarsi mai di invocarla perché "Lui mai si stanca di perdonarci se sappiamo tornare a Lui con il cuore contrito", aggiungendo: "Un po' di misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto". Un discorso che precede la Festa della Divina Misericordia che si celebra la prima domenica dopo Pasqua.

Dopo aver celebrato la Santa Messa nella Chiesa parrocchiale di Sant'Anna in Vaticano, Papa Francesco si affaccia per la prima volta alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico per la recita dell'Angelus. Piazza San Pietro è gremita per il primo Angelus di Papa Francesco, curiosa e in attesa anche del discorso che pronuncerà. E come ormai sta cominciando ad abituare, Papa Francesco un po' legge ed un po' va a braccio, ampliando il discorso preparato con dei ricordi che vanno ad incidere con forza il messaggio che il Santo Padre vuole trasmettere ai fedeli. "Fratelli e sorelle, buongiorno!" è il saluto che Papa Francesco rivolge ai fedeli prima dell'Angelus, ricalcando le prime parole pronunciate dalla Loggia di San Pietro subito dopo la sua elezione. "Dopo il primo incontro di mercoledì scorso, oggi posso di nuovo rivolgere il mio saluto a tutti e sono felice di farlo di Domenica, nel giorno del Signore. - continua Papa Francesco - Questo è bello ed importante per noi cristiani, incontrarci di domenica, salutarci, parlarci come ora qui, nella piazza, una piazza che grazie ai media ha le dimensioni del mondo". Papa Francesco ricorda quindi che "in questa V Domenica di Quaresima, il Vangelo ci presenta l'episodio della donna adultera che Gesù salva dalla condanna a morte. - e sottolinea - Colpisce l'atteggiamento di Gesù: non sentiamo parole di disprezzo, non sentiamo parole di condanna ma soltanto parole di amore, di misericordia che invitano alla conversione: 'Neanche io ti condanno, va e d'ora in poi non peccare più'".

"Fratelli e sorelle, il volto di Dio è quello di un Padre misericordioso, che sempre ha pazienza" spiega quindi Papa Francesco, domandando ai fedeli: "Avete pensato voi alla pazienza di Dio, la pazienza che ha con ciascuno di noi? Quella è la sua Misericordia, sempre ha pazienza. Pazienza con noi, ci comprende, ci attende, non si stanca di perdonarci se sappiamo tornare a Lui con il cuore contrito. 'Grande è la Misericordia del Signore' dice il Salmo". Papa Francesco prosegue quindi a braccio raccontando: "In questi giorni ho potuto leggere un libro di un cardinale, il cardinale Kasper, un teologo in gamba, un buon teologo, sulla misericordia, e mi ha fatto tanto bene il libro, - precisando scherzosamente - ma non credete che faccio pubblicità ai libri dei miei cardinali eh! Non è così!". "Ma mi ha fatto tanto bene, tanto bene. - prosegue Papa Francesco - Il cardinale Kasper diceva che sentire misericordia, questa parola cambia tutto. E' il meglio che noi possiamo sentire. Cambia il mondo". Papa Francesco quindi evidenzia: "Un po' di misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto". "Abbiamo bisogno di capire bene questa Misericordia di Dio, questo Padre misericordioso che ha tanta pazienza. - prosegue Papa Francesco nel suo discorso che precede il suo primo Angelus - Ricordiamo il profeta Isaia, che afferma che anche se i nostri peccati fossero rossi come lo scarlatto, l'amore di Dio li renderà bianchi come la neve". "E' bello quello della Misericordia" continua Papa Francesco, agganciando al discorso un "ricordo" di quando era "appena Vescovo, nell'anno 1992" ed era "arrivata a Buenos Aires la Madonna di Fatima".

Papa Francesco racconta che si era "fatta una grande Messa per gli ammalati", che lui era "andato a confessare in quella Messa" e quando "alla fine quasi della Messa" si stava per alzare perché doveva celebrare una cresima è arrivata "una donna anziana, umile molto umile, oltre ottantenne". "Io l'ho guardata e le ho detto: 'Nonna' - perché da noi si dice così, nonna alle anziane - 'lei vuole confessarsi?' Sì, mi ha detto. - prosegue il racconto Papa Francesco - Ma se lei non ha peccato (le risponde l'allora vescovo Bergoglio, ndr). Lei mi ha detto: 'Tutti abbiamo peccati'. Ma forse il Signore non le perdona (replica Bergoglio, ndr). 'Il Signore perdona tutto' mi ha detto sicura. Ma come lo sa lei, signora? (le chiede Bergoglio, ndr). 'Se il Signore non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe'. Io ho sentito una voglia di domandarle: 'Signora, lei ha studiato alla Gregoriana!'. Perché quello è la Sapienza che dà lo Spirito Santo, la Sapienza interiore verso la Misericordia di Dio. Non dimentichiamo questa parola: Dio mai si stanca di perdonarci, mai". "E allora qual è il problema? - continua Papa Francesco - Il problema è che noi ci stanchiamo, non vogliamo, ci stanchiamo di chiedere perdono. Lui mai si stanca di perdonare, ma noi delle volte ci stanchiamo di chiedere il perdono".

Proprio per questo Gesù ha ordinato a suor Faustina Kowalska che fosse indetta, la prima Domenica dopo Pasqua, la Festa della Divina Misericordia affinché "sia di riparo e rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori". Gesù infatti promette: "In quel giorno sono aperte le viscere della Mia Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia. L'anima che si accosta alla confessione ed alla santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene. In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto. La Mia Misericordia è talmente grande che nessuna mente, né umana né angelica, riuscirà a sviscerarla pur impegnandovisi per tutta l'eternità. Tutto quello che esiste, è uscito dalle viscere della Mia Misericordia. Ogni anima nei Miei confronti rifletterà per tutta l'eternità sul Mio amore e sulla Mia Misericordia. La festa della Misericordia è uscita dalle Mie viscere; desidero che venga celebrata solennemente la prima domenica dopo Pasqua. L'umanità non troverà pace finché non si rivolgerà alla sorgente della Mia Misericordia".

Papa Francesco quindi esorta i fedeli: "Non ci stanchiamo mai, non ci stanchiamo mai (di invocare la Misericordia di Dio, ndr). Lui è il Padre amoroso che sempre perdona, che ha quel cuore di misericordia per tutti noi. E anche noi impariamo ad essere misericordiosi con tutti. Invochiamo l'intercessione della Madonna, che ha avuto nelle sue braccia le misericordia di Dio fatta uomo". Dopo la recita del suo primo Angelus, Papa Francesco rivolge "un cordiale saluto a tutti i pellegrini". "Grazie della vostra accoglienza e delle vostre preghiere. Pregate per me, lo chiedo. - prosegue il Santo Padre - Rinnovo il mio abbraccio ai fedeli di Roma e lo estendo a tutti voi che venite da varie parti dell'Italia e del mondo, come pure a quanti sono uniti a noi attraverso i mezzi di comunicazione". Infine, Papa Francesco sottolinea di aver scelto "il nome del Patrono d'Italia, San Francesco d'Assisi è ciò rafforza il mio legame spirituale con questa terra dove come sapete sono le origini della mia famiglia" ma ricorda come "Gesù ci ha chiamato a far parte di una nuova famiglia, la sua Chiesa. In questa famiglia di Dio, camminando insieme sulla via del Vangelo". Prima di salutare Piazza San Pietro e lasciare la finistra del Palazzo Apostolico, Papa Francesco conclude: "Che il Signore vi benedica, che la Madonna vi custodisca e non dimenticate questo: il Signore mai si stanca di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere il perdono. Buona Domenica e buon pranzo!".

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