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Papa Francesco: la pace di Gesù "non è un compromesso a tutti i costi"

Prima della recita dell'Angelus, Papa Francesco ricorda come "seguire Gesù comporta rinunciare al male, all'egoismo e scegliere il bene, la verità, la giustizia, anche quando ciò richiede sacrificio e rinuncia ai propri interessi" e, commentando la parola odierna del Vangelo, precisa che questa "non autorizza affatto l'uso della forza per diffondere la fede".

Prima della recita dell'Angelus, Papa Francesco si sofferma sulla "Parola di Dio di questa domenica" che "contiene anche una parola di Gesù che ci mette in crisi, e che va spiegata, perché altrimenti può generare malintesi". Gesù dice infatti ai discepoli: «Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione» (Lc 12,51). Papa Francesco quindi chiarisce che questo passaggio del Vangelo intende sottolineare come "la fede non è una cosa decorativa, ornamentale" perché "vivere la fede non è decorare la vita con un po' di religione, come se fosse una torta e la si decora con la panna". Il Santo Padre riflette sul fatto che "la fede comporta scegliere Dio come criterio-base della vita, e Dio non è vuoto, Dio non è neutro, Dio è sempre positivo, Dio è amore, e l'amore è positivo!" ricordando che "dopo che Gesù è venuto nel mondo non si può fare come se Dio non lo conoscessimo. Come se fosse una cosa astratta, vuota, di referenza puramente nominale". Papa Francesco continua: "Dio ha un volto concreto, ha un nome: Dio è misericordia, Dio è fedeltà, è vita che si dona a tutti noi. Per questo Gesù dice: sono venuto a portare divisione; - aggiungendo - non che Gesù voglia dividere gli uomini tra loro, al contrario: Gesù è la nostra pace, è la nostra riconciliazione! Ma questa pace non è la pace dei sepolcri, non è neutralità, Gesù non porta neutralità, questa pace non è un compromesso a tutti i costi".

Il Pontefice prosegue: "Seguire Gesù comporta rinunciare al male, all'egoismo e scegliere il bene, la verità, la giustizia, anche quando ciò richiede sacrificio e rinuncia ai propri interessi. E questo sì, divide; lo sappiamo, divide anche i legami più stretti. Ma attenzione: non è Gesù che divide! Lui pone il criterio: vivere per se stessi, o vivere per Dio e per gli altri; farsi servire, o servire; obbedire al proprio io, o obbedire a Dio. Ecco in che senso Gesù è «segno di contraddizione» (Lc 2,34)". Papa Francesco ricorda infatti come "anche tra i parenti di Gesù vi furono alcuni che a un certo punto non condivisero il suo modo di vivere e di predicare, ce lo dice il Vangelo (cfr Mc 3,20-21). Ma sua Madre lo seguì sempre fedelmente, tenendo fisso lo sguardo del suo cuore su Gesù, il Figlio dell'Altissimo, e sul suo mistero. E alla fine, grazie alla fede di Maria, i familiari di Gesù entrarono a far parte della prima comunità cristiana (cfr At 1,14)" e per questo invita tutti i fedeli a chiedere "a Maria che aiuti anche noi a tenere lo sguardo ben fisso su Gesù e a seguirlo sempre, anche quando costa".

Il Papa quindi precisa: "Dunque, questa parola del Vangelo non autorizza affatto l'uso della forza per diffondere la fede. E' proprio il contrario: la vera forza del cristiano è la forza della verità e dell'amore, che comporta rinunciare ad ogni violenza. Fede e violenza sono incompatibili! Fede e violenza sono incompatibili! Invece fede e fortezza vanno insieme. - e ribadisce - Il cristiano non è violento, ma è forte. E con che fortezza? Quella della mitezza, la forza della mitezza, la forza dell'amore". Dopo la recita dell'Angelus il Santo Padre, oltre a "chiedere una preghiera per le vittime dell'affondamento del traghetto nelle Filippine, anche per le famiglie" esorta tutti a continuare "a pregare per la pace in Egitto".

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