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Papa Francesco: invito Venezuela a rigettare violenza e stabilire dialogo

Papa Francesco, dopo la recita dell'Angelus, rivolge un particolare pensiero al Venezuela, che dopo la contesta elezione di Maduro ha visto scoppiare una violenza di piazza che ha causato 8 morti. Papa Francesco esorta quindi "il caro popolo venezuelano, in modo particolare i responsabili istituzionali e politici, a rigettare con fermezza qualsiasi tipo di violenza e a stabilire un dialogo basato sulla verità".

La vittoria di Nicolas Maduro, delfino di Hugo Chavez, alle scorse elezioni in Venezuela ha purtroppo infiammato letteralmente la piazza. Nicolas Maduro, il candidato del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) ha vinto le elezioni di domenica 14 aprile con il 50,66% dei voti, divenendo il nuovo Presidente del Venezuela, fino al 2019. Il candidato rappresentante del partito Unità Democratica, Henrique Capriles è riuscito a conquistare il 49.07% dei voti. Henrique Capriles, l'avversario politico di Maduro, ha quindi subito dopo le elezioni denunciato brogli elettoriali, scatendando di fatto il caos per le strade del Venezuela, e 8 morti. Nicolas Maduro, commentando quanto successo, ha sottolineando come i suoi avversari "stanno cercando di gonfiare l'odio nella gente - ma assicura - Qui non ci sarà nessun colpo di Stato". Maduro ha rivendicato che la sua vittoria alle elezioni, per quanto risicata, è stata "pulita, legale, costituzionale, e deve portare l'altra metà ad accettare i risultati". Maduro, senza troppi giri di parole, ha accusato lo sfidante perdente dei gravi fatti accaduti in piazza, chiarendo: "Henrique Capriles, tu hai causato questo mancato rispetto dei risultati". Nicolas Maduro afferma che quello che ha tentanto di portare avanti Capriles è stato un "colpo di Stato" ma che risponderanno a tale attacco "con il lavoro ed un grande sorriso", promettendo un dialogo attivo con l'opposizione. Nicolas Maduro ha inoltre sottolineato come in tale tentativo di colpo di Stato sia "coinvolta direttamente" l'ambasciata degli USA a Caracas e "piccoli gruppi" delle forze armate venezuelane.

Anche il ministro degli Esteri venezuelano, Elias Jaua, accusa Capriles di aver istigato le violenze, bollando la protesta come "tipica del fascismo" mentre Luisa Ortega Diaz, responsabile della Procura generale venezuelana, spiega che visionando le immagini avrebbe notato assonanze con quelle che hanno portato al golpe del 2002, quando poi Hugo Chavez, per evitare una guerra civile, decise di consegnarsi ai golpisti. A seguito dei violenti scontri post elettorali, la Conferenza Episcopale del Venezuela ha quindi esortato "i leader politici e sociali a non usare un linguaggio offensivo, denigratorio e infiammatorio. Al fine di evitare scontri per le strade che spesso si traducono in violenza e talvolta nella morte di persone. - aggiungendo - Come cristiani siamo tenuti a stare dalla parte dei più deboli, dobbiamo perdonare e lottare per fare prevalere l'unione sulla divisione, l'amore sull'odio, la pace sulla violenza". Henrique Capriles aveva annunciato una manifestazione per mercoledì 17 aprile, immediatamente bocciata da Maduro, a cui ha poi rinunciato, spiegando, come riporta la Fides: "L'unica cosa che chiediamo è il controllo sui risultati del voto. Se non credono nella democrazia, possono pure dire che si sta facendo un colpo di Stato". Oggi Papa Francesco ritorna sulla delicata situazione venezuelana, e al termine della recita dell'Angelus a Piazza San Pietro, sottolinea: "Seguo con attenzione gli avvenimenti che stanno succedendo in Venezuela. Li accompagno con viva preoccupazione, con intensa preghiera e con la speranza che si cerchino e si trovino vie giuste e pacifiche per superare il momento di grave difficoltà che il Paese sta attraversando. - aggiungendo - Invito il caro popolo venezuelano, in modo particolare i responsabili istituzionali e politici, a rigettare con fermezza qualsiasi tipo di violenza e a stabilire un dialogo basato sulla verità, nel mutuo riconoscimento, nella ricerca del bene comune e nell'amore per la Nazione. Chiedo ai credenti di pregare e di lavorare per la riconciliazione e la pace. Uniamoci in una preghiera piena di speranza per il Venezuela, mettendola nelle mani di Nostra Signora di Coromoto".

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