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Papa Francesco: il lavoro ci rende simili a Dio. Basta "lavoro schiavo"

Papa Francesco, nel giorno della Festa dei lavoratori, ricorda che "il lavoro ci riempie di dignità; ci rende simili a Dio, che ha lavorato e lavora, agisce sempre" e si sofferma sul " 'lavoro schiavo', il lavoro che schiavizza" chiedendo a tutti "una decisa scelta contro la tratta delle persone".

"Gesù entra nella nostra storia, viene in mezzo a noi, nascendo da Maria per opera di Dio, ma con la presenza di san Giuseppe, il padre legale che lo custodisce e gli insegna anche il suo lavoro. Gesù nasce e vive in una famiglia, nella santa Famiglia, imparando da san Giuseppe il mestiere del falegname, nella bottega di Nazaret, condividendo con lui l'impegno, la fatica, la soddisfazione e anche le difficoltà di ogni giorno" ricorda Papa Francesco, nel corso del suo discorso in udienza generale, durante il quale si sofferma "sul lavoro", oggi che si celebra la Festa dei lavoratori, 1 maggio. La vita di Gesù "figlio del falegname", come lo definiscono i suoi paesani dopo che parla alla sinagoga di Nazaret, "ci richiama alla dignità e all'importanza del lavoro" sottolinea quindi Papa Francesco.

"Il libro della Genesi narra che Dio creò l'uomo e la donna affidando loro il compito di riempire la terra e soggiogarla, che non significa sfruttarla, ma coltivarla e custodirla, averne cura con la propria opera (cfr Gen 1,28; 2,15). - continua Papa Francesco - Il lavoro fa parte del piano di amore di Dio; noi siamo chiamati a coltivare e custodire tutti i beni della creazione e in questo modo partecipiamo all'opera della creazione!". Papa Francesco sottolinea quindi come "il lavoro è un elemento fondamentale per la dignità di una persona. Il lavoro, per usare un'immagine, ci 'unge' di dignità, ci riempie di dignità; ci rende simili a Dio, che ha lavorato e lavora, agisce sempre (cfr Gv 5,17); dà la capacità di mantenere se stessi, la propria famiglia, di contribuire alla crescita della propria Nazione - aggiungendo - E qui penso alle difficoltà che, in vari Paesi, incontra oggi il mondo del lavoro e dell'impresa; penso a quanti, e non solo giovani, sono disoccupati, molte volte a causa di una concezione economicista della società, che cerca il profitto egoista, al di fuori dei parametri della giustizia sociale". Papa Francesco rivolge quindi "a tutti l'invito alla solidarietà" ed in particolare incoraggia i "Responsabili della cosa pubblica a fare ogni sforzo per dare nuovo slancio all'occupazione; - specificando - questo significa preoccuparsi per la dignità della persona".

Papa Francesco esorta quindi tutti a "non perdere la speranza" perché "anche san Giuseppe ha avuto momenti difficili, ma non ha mai perso la fiducia e ha saputo superarli, nella certezza che Dio non ci abbandona". Il Santo Padre si rivolge poi ai ragazzi e alle ragazze, ai giovani, esortandoli ad impegnarsi nel "dovere quotidiano, nello studio, nel lavoro, nei rapporti di amicizia, nell'aiuto verso gli altri" e chiarisce loro: "Il vostro avvenire dipende anche da come sapete vivere questi preziosi anni della vita. Non abbiate paura dell'impegno, del sacrificio e non guardate con paura al futuro; mantenete viva la speranza: c'è sempre una luce all'orizzonte". Infine, Papa Francesco si sofferma "su un'altra particolare situazione di lavoro" che lo preoccupa molto, precisando: "Mi riferisco a quello che potremmo definire come il 'lavoro schiavo', il lavoro che schiavizza. - riflettendo - Quante persone, in tutto il mondo, sono vittime di questo tipo di schiavitù, in cui è la persona che serve il lavoro, mentre deve essere il lavoro ad offrire un servizio alle persone perché abbiano dignità". Papa Francesco quindi chiede "ai fratelli e sorelle nella fede e a tutti gli uomini e donne di buona volontà una decisa scelta contro la tratta delle persone, all'interno della quale figura il 'lavoro schiavo' ".

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