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Papa Francesco: fermare aggressore ingiusto non sia scusa per guerra di conquista

Papa Francesco affronta con i giornalisti la situazione in Iraq, dove gli Stati Uniti stanno bombardando i terroristi per evitare un "possibile genocigio". Papa Francesco ammette che "è lecito fermare l'aggressore ingiusto" pur ricordando che "sotto questa scusa di fermare l'aggressore ingiusto, le potenze si sono impadronite dei popoli e hanno fatto una vera guerra di conquista!".

Di ritorno dal suo viaggio apostolico in Corea, Papa Francesco risponde come di consueto ad alcune domande dei giornalisti che accompagnano il Pontefice sull'aereo. Papa Francesco ha anche affrontato la situazione in Iraq, dopo che che Alan Holdren della Catholic News Agency - Aci Prensa di Lima (Perù) ha chiesto esplicitamente: "Le forze militari degli Stati Uniti da poco hanno incominciato a bombardare dei terroristi in Iraq per prevenire un genocidio, per proteggere il futuro delle minoranze - penso anche ai cattolici sotto la sua guida. Lei approva questo bombardamento americano?". Papa Francesco risponde: "In questi casi, dove c’è una aggressione ingiusta, soltanto posso dire che è lecito fermare l’aggressore ingiusto. Sottolineo il verbo: fermare. Non dico bombardare, fare la guerra: fermarlo. I mezzi con i quali si possono fermare, dovranno essere valutati. Fermare l’aggressore ingiusto è lecito. Ma dobbiamo avere memoria, pure, eh? Quante volte sotto questa scusa di fermare l’aggressore ingiusto, le potenze si sono impadronite dei popoli e hanno fatto una vera guerra di conquista! Una sola nazione non può giudicare come si ferma questo, come si ferma un aggressore ingiusto. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, è stata l’idea delle Nazioni Unite: là si deve discutere, dire: 'E’ un aggressore ingiusto? Sembra di sì. Come lo fermiamo?'. Ma soltanto quello. Niente di più. Secondo, le minoranze. Grazie della parola. Perché a me parlano 'Ma, i cristiani, poveri cristiani', ed è vero, soffrono. I martiri … eh sì, ci sono tanti martiri. Ma qui ci sono uomini e donne, minoranze religiose, non tutte cristiane, e tutti sono uguali davanti a Dio, no? Fermare l’aggressore ingiusto è un diritto che l’umanità ha ma c’è anche un diritto che ha l’aggressore, di essere fermato perché non faccia del male. Questo".

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