le notizie che fanno testo, dal 2010

Papa Francesco e internet: comunicazione è conquista più umana che tecnologica

Papa Francesco spiega che "non basta passare lungo le 'strade' digitali, cioè semplicemente essere connessi: occorre che la connessione sia accompagnata dall'incontro vero". Nel Messaggio per la XLVIII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali Papa Francesco afferma che "internet (...) è un dono di Dio" ma sottolinea come "la comunicazione è, in definitiva, una conquista più umana che tecnologica".

"Oggi viviamo in un mondo che sta diventando sempre più 'piccolo' e dove, quindi, sembrerebbe essere facile farsi prossimi gli uni agli altri" e invece "il mondo soffre di molteplici forme di esclusione, emarginazione e povertà; come pure di conflitti in cui si mescolano cause economiche, politiche, ideologiche e, purtroppo, anche religiose" sottolinea prima di tutto Papa Francesco, nel corso nel Messaggio per la XLVIII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebra la domenica precedente la festa di Pentecoste (1 giugno nel 2014). "In questo mondo, - continua Papa Francesco - i media possono aiutare a farci sentire più prossimi gli uni agli altri; a farci percepire un rinnovato senso di unità della famiglia umana che spinge alla solidarietà e all'impegno serio per una vita più dignitosa" perché "comunicare bene ci aiuta ad essere più vicini e a conoscerci meglio tra di noi, ad essere più uniti".

Per Papa Francesco "i muri che ci dividono possono essere superati solamente se siamo pronti ad ascoltarci e ad imparare gli uni dagli altri. Abbiamo bisogno di comporre le differenze attraverso forme di dialogo che ci permettano di crescere nella comprensione e nel rispetto", sottolineando quindi come "i media possono aiutarci in questo, particolarmente oggi, quando le reti della comunicazione umana hanno raggiunto sviluppi inauditi". In particolare, aggiunge il Santo Padre, "internet può offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti, e questa è una cosa buona, è un dono di Dio". "Esistono però aspetti problematici" precisa subito dopo Papa Francesco, evidenziando come "la velocità dell'informazione supera la nostra capacità di riflessione e giudizio e non permette un'espressione di sé misurata e corretta". "Il desiderio di connessione digitale può finire per isolarci dal nostro prossimo, da chi ci sta più vicino. - riflette quindi Papa Francesco - Senza dimenticare che chi, per diversi motivi, non ha accesso ai media sociali, rischia di essere escluso".

Papa Francesco chiarisce: "Questi limiti sono reali, tuttavia non giustificano un rifiuto dei media sociali; piuttosto ci ricordano che la comunicazione è, in definitiva, una conquista più umana che tecnologica". "Se siamo veramente desiderosi di ascoltare gli altri, allora impareremo a guardare il mondo con occhi diversi e ad apprezzare l'esperienza umana come si manifesta nelle varie culture e tradizioni. - continua Papa Francesco - Ma sapremo anche meglio apprezzare i grandi valori ispirati dal Cristianesimo, ad esempio la visione dell'uomo come persona, il matrimonio e la famiglia, la distinzione tra sfera religiosa e sfera politica, i principi di solidarietà e sussidiarietà, e altri". Papa Francesco domanda quindi: "Per noi discepoli del Signore, che cosa significa incontrare una persona secondo il Vangelo?", e spiega che la risposta si riassume nel quesito dello scriba, cioè un comunicatore, che un giorno chiese a Gesù: "E chi è mio prossimo?" (Lc 10,29). "Questa domanda ci aiuta a capire la comunicazione in termini di prossimità. - prosegue Papa Francesco - Potremmo tradurla così: come si manifesta la 'prossimità' nell'uso dei mezzi di comunicazione e nel nuovo ambiente creato dalle tecnologie digitali? Trovo una risposta nella parabola del buon samaritano, che è anche una parabola del comunicatore. Chi comunica, infatti, si fa prossimo. E il buon samaritano non solo si fa prossimo, ma si fa carico di quell'uomo che vede mezzo morto sul ciglio della strada. Gesù inverte la prospettiva: non si tratta di riconoscere l'altro come un mio simile, ma della mia capacità di farmi simile all'altro. Comunicare significa quindi prendere consapevolezza di essere umani, figli di Dio". "Mi piace definire questo potere della comunicazione come 'prossimità' " sottolinea quindi Papa Francesco.

Nel messaggio per la XLVIII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali Papa Francesco quindi chiarisce: "Quando la comunicazione ha il prevalente scopo di indurre al consumo o alla manipolazione delle persone, ci troviamo di fronte a un'aggressione violenta come quella subita dall'uomo percosso dai briganti e abbandonato lungo la strada, come leggiamo nella parabola. - avvertendo - Oggi, noi corriamo il rischio che alcuni media ci condizionino al punto da farci ignorare il nostro prossimo reale". Papa Francesco insiste: "Non basta passare lungo le 'strade' digitali, cioè semplicemente essere connessi: occorre che la connessione sia accompagnata dall'incontro vero". "Anche il mondo dei media non può essere alieno dalla cura per l'umanità, ed è chiamato ad esprimere tenerezza. - esorta Papa Francesco - La neutralità dei media è solo apparente: solo chi comunica mettendo in gioco se stesso può rappresentare un punto di riferimento. Il coinvolgimento personale è la radice stessa dell'affidabilità di un comunicatore. Proprio per questo la testimonianza cristiana, grazie alla rete, può raggiungere le periferie esistenziali".

Papa Francesco quindi specifica: "Anche grazie alla rete il messaggio cristiano può viaggiare 'fino ai confini della terra' (At 1,8). La comunicazione concorre a dare forma alla vocazione missionaria di tutta la Chiesa, e le reti sociali sono oggi uno dei luoghi in cui vivere questa vocazione a riscoprire la bellezza della fede, la bellezza dell'incontro con Cristo". Bergoglio cita quindi Papa Benedetto XVI quando nel Messaggio per la XLVII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, sottolineava che la testimonianza cristiana si fa "attraverso la disponibilità a coinvolgersi pazientemente e con rispetto nelle loro domande e nei loro dubbi, nel cammino di ricerca della verità e del senso dell'esistenza umana" e non "con il bombardamento di messaggi religiosi", aggiunge il Santo Padre, aggiungendo: "Dialogare non significa rinunciare alle proprie idee e tradizioni, ma alla pretesa che siano uniche ed assolute".

Papa Francesco quindi conclude: "Non abbiate timore di farvi cittadini dell'ambiente digitale. È importante l'attenzione e la presenza della Chiesa nel mondo della comunicazione, per dialogare con l'uomo d'oggi e portarlo all'incontro con Cristo: una Chiesa che accompagna il cammino sa mettersi in cammino con tutti. In questo contesto la rivoluzione dei mezzi di comunicazione e dell'informazione è una grande e appassionante sfida, che richiede energie fresche e un'immaginazione nuova per trasmettere agli altri la bellezza di Dio".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: