le notizie che fanno testo, dal 2010

Papa Francesco da Betlemme: i bambini sono il segno dei tempi

Papa Francesco da Betlemme ricorda che "anche oggi i bambini sono un segno. Segno di speranza, segno di vita, ma anche segno 'diagnostico' per capire lo stato di salute di una famiglia, di una società, del mondo intero" perché solo "quando i bambini sono accolti, amati, custoditi, tutelati, la famiglia è sana, la società migliora, il mondo è più umano".

Terminato l’incontro con le Autorità Palestinesi nel Palazzo presidenziale di Betlemme, Papa Francesco ha raggiunto in jeep Piazza della Mangiatoia a Betlemme per la Celebrazione Eucaristica, accolto al Suo arrivo dal Sindaco della Città, Sig.ra Vera Baboun. Lungo il percorso, Papa Francesco ha compiuto una sosta, facendo fermare l’auto di fronte ad un tratto del Muro che separa e divide i territori palestinesi da Israele. Avvicinatosi al muro, si è soffermato in preghiera silenziosa per alcuni minuti. Alle ore 11:00 è iniziata quindi la celebrazione della Santa Messa della Natività a cui hanno partecipato fedeli provenienti anche dalla Striscia di Gaza e dalla Galilea, nonché alcune centinaia di lavoratori migranti dall’Asia. Nel corso della sua omelia, Papa Francesco si è soffermato a parlare dei bambini, nel luogo dove ha visto nascere Gesù. "Il Bambino Gesù, nato a Betlemme, è il segno dato da Dio a chi attendeva la salvezza, e rimane per sempre il segno della tenerezza di Dio e della sua presenza nel mondo. L’angelo dice ai pastori: «Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia»" ricorda Papa Francesco, sottolineando: "Anche oggi i bambini sono un segno. Segno di speranza, segno di vita, ma anche segno 'diagnostico' per capire lo stato di salute di una famiglia, di una società, del mondo intero. Quando i bambini sono accolti, amati, custoditi, tutelati, la famiglia è sana, la società migliora, il mondo è più umano". Papa Francesco prosegue: "Dio oggi ripete anche a noi, uomini e donne del XXI secolo: «Questo per voi il segno», cercate il bambino…». Il Bambino di Betlemme è fragile, come tutti i neonati. Non sa parlare, eppure è la Parola che si è fatta carne, venuta a cambiare il cuore e la vita degli uomini. Quel Bambino, come ogni bambino, è debole e ha bisogno di essere aiutato e protetto. Anche oggi i bambini hanno bisogno di essere accolti e difesi, fin dal grembo materno. - e denuncia - Purtroppo, in questo mondo che ha sviluppato le tecnologie più sofisticate, ci sono ancora tanti bambini in condizioni disumane, che vivono ai margini della società, nelle periferie delle grandi città o nelle zone rurali. Tanti bambini sono ancora oggi sfruttati, maltrattati, schiavizzati, oggetto di violenza e di traffici illeciti. Troppi bambini oggi sono profughi, rifugiati, a volte affondati nei mari, specialmente nelle acque del Mediterraneo. Di tutto questo noi ci vergogniamo oggi davanti a Dio, a Dio che si è fatto Bambino".

Papa Francesco quindi domanda: "Chi siamo noi davanti a Gesù Bambino? Chi siamo noi davanti ai bambini di oggi? Siamo come Maria e Giuseppe, che accolgono Gesù e se ne prendono cura con amore materno e paterno? O siamo come Erode, che vuole eliminarlo? Siamo come i pastori, che vanno in fretta, si inginocchiano per adorarlo e offrono i loro umili doni? Oppure siamo indifferenti? Siamo forse retorici e pietisti, persone che sfruttano le immagini dei bambini poveri a scopo di lucro? Siamo capaci di stare accanto a loro, di "perdere tempo" con loro? Sappiamo ascoltarli, custodirli, pregare per loro e con loro? O li trascuriamo, per occuparci dei nostri interessi?". "«Questo per noi il segno: troverete un bambino…». - continua Papa Francesco - Forse quel bambino piange. Piange perché ha fame, perché ha freddo, perché vuole stare in braccio… Anche oggi piangono i bambini, piangono molto, e il loro pianto ci interpella. In un mondo che scarta ogni giorno tonnellate di cibo e di farmaci, ci sono bambini che piangono invano per la fame e per malattie facilmente curabili. In un tempo che proclama la tutela dei minori, si commerciano armi che finiscono tra le mani di bambini-soldato; si commerciano prodotti confezionati da piccoli lavoratori-schiavi. Il loro pianto è soffocato: il pianto di questi bambini è soffocato! Devono combattere, devono lavorare, non possono piangere! Ma piangono per loro le madri, odierne Rachele: piangono i loro figli, e non vogliono essere consolate (cfr Mt 2,18)". Il Santo Padre quindi conclude, ripetendo: "«Questo per voi il segno»: troverete un bambino». - e chiarisce - Il Bambino Gesù nato a Betlemme, ogni bambino che nasce e cresce in ogni parte del mondo, è segno diagnostico, che ci permette di verificare lo stato di salute della nostra famiglia, della nostra comunità, della nostra nazione. Da questa diagnosi schietta e onesta, può scaturire uno stile nuovo di vita, dove i rapporti non siano più di conflitto, di sopraffazione, di consumismo, ma siano rapporti di fraternità, di perdono e riconciliazione, di condivisione e di amore".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: