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Papa Francesco contro teoria gender a scuola: no a manipolazione educativa

Papa Francesco, nel corso dell'udienza con la delegazione dell'Ufficio Internazionale Cattolico dell'Infanzia, ribadisce non solo "il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma" ma manifesta il suo "rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini" nelle scuole e sostiene "il diritto dei genitori all'educazione morale e religiosa dei propri figli". Dopo quello di Angelo Bagnasco, arriva il monito di Papa Francesco contro al teoria del gender a scuola.

"...la vita umana è sacra e inviolabile. Ogni diritto civile poggia sul riconoscimento del primo e fondamentale diritto, quello alla vita, che non è subordinato ad alcuna condizione, né qualitativa né economica né tantomeno ideologica. «Così come il comandamento 'non uccidere' pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire 'no a un'economia dell'esclusione e della inequità'. Questa economia uccide ... Si considera l'essere umano in se stesso come un bene di consumo, che si può usare e poi gettare. Abbiamo dato inizio alla cultura dello 'scarto' che, addirittura, viene promossa» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 53). E così viene scartata anche la vita" afferma Papa Francesco nel corso dell'udienza con i rappresentanti del Movimento per la Vita, guidati da Carlo Casini. "Uno dei rischi più gravi ai quali è esposta questa nostra epoca, - prosegue Papa Francesco - è il divorzio tra economia e morale, tra le possibilità offerte da un mercato provvisto di ogni novità tecnologica e le norme etiche elementari della natura umana, sempre più trascurata. Occorre pertanto ribadire la più ferma opposizione ad ogni diretto attentato alla vita, specialmente innocente e indifesa, e il nascituro nel seno materno è l'innocente per antonomasia". Papa Francesco ricorda quindi le "parole del Concilio Vaticano II: «La vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; l'aborto e l'infanticidio sono delitti abominevoli» (Cost. Gaudium et spes, 51)". Il Santo Padre evidenzia quindi "a chi è cristiano compete sempre questa testimonianza evangelica: proteggere la vita con coraggio e amore in tutte le sue fasi. - ed esorta - Vi incoraggio a farlo sempre con lo stile della vicinanza, della prossimità: che ogni donna si senta considerata come persona, ascoltata, accolta, accompagnata". Papa Francesco quindi conclude sottolineando: "Noi dobbiamo aver cura anche dei nonni, perché i bambini e i nonni sono la speranza di un popolo. I bambini, i giovani perché lo porteranno avanti, porteranno avanti questo popolo; e i nonni perché hanno la saggezza della storia, sono la memoria di un popolo. Custodire la vita in un tempo dove i bambini e i nonni entrano in questa cultura dello scarto e vengono pensati come materiale scartabile".

Papa Francesco ha ribadito il concetto che "il futuro di un popolo" è in mano dei bambini e degli anziani anche nel corso dell'udienza con la delegazione dell'Ufficio Internazionale Cattolico dell'Infanzia (BICE). Il Pontefice quindi ribadisce "il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva". Papa Francesco quindi chiarisce: "Ciò comporta al tempo stesso sostenere il diritto dei genitori all'educazione morale e religiosa dei propri figli. E a questo proposito vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. - affermando - Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del 'pensiero unico'. Mi diceva, poco più di una settimana fa, un grande educatore: 'A volte, non si sa se con questi progetti - riferendosi a progetti concreti di educazione - si mandi un bambino a scuola o in un campo di rieducazione' ".

Anche se il riferimento ovviamente non è diretto, le parole di Papa Francesco non possono non far pensare a ciò che sta succedendo nelle scuole attraverso la diffusione di alcuni libretti dell'Unar che sembrano voler propagandare la cosiddetta teoria del gender, tanto che proprio oggi ci sono state due interpellanze parlamentari al riguardo a cui, però, il governo Renzi non ha risposto. Il monito di Papa Francesco si affianca inoltre a quello del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), Angelo Bagnasco, che nel corso della sua ultima prolusione sottolinea come "i tre volumetti dal titolo 'Educare alla diversità a scuola' mirano a 'istillare' nei bambini preconcetti contro la famiglia, la genitorialità, la fede religiosa, la differenza tra padre e madre", aggiungendo: "E' la lettura ideologica del 'genere' una vera dittatura che vuole appiattire le diversità, omologare tutto fino a trattare l'identità di uomo e donna come pure astrazioni. Viene da chiederci con amarezza se si vuol fare della scuola dei 'campi di rieducazione, di 'indottrinamento' ".

Papa Francesco prosegue spiegando che "lavorare per i diritti umani presuppone di tenere sempre viva la formazione antropologica, essere ben preparati sulla realtà della persona umana, e saper rispondere ai problemi e alle sfide posti dalle culture contemporanee e dalla mentalità diffusa attraverso i mass media", precisando che bisogna "affrontare con i valori positivi della persona umana le nuove sfide che ci pone la cultura nuova". Nel corso dell'udienza con la delegazione del BICE, Papa Francesco si fa inoltre "carico" e chiede "perdono" "di tutto il male che alcuni sacerdoti hanno compiuto, per gli abusi sessuali sui bambini. - aggiungendo - La Chiesa è cosciente di questo danno. E' un danno personale e morale loro, ma di uomini di Chiesa. E noi non vogliamo compiere un passo indietro in quello che si riferisce al trattamento di questo problema e alle sanzioni che devono essere comminate. Al contrario, credo che dobbiamo essere molto forti. Con i bambini non si scherza!".

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