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Papa Francesco: buon samaritano imita la misericordia di Dio

Papa Francesco recita il suo primo Angelus da Castel Gandolfo. Prima della preghiera, si sofferma sulla parabola del Vangelo di oggi, quella del buon samaritano che "imita la misericordia di Dio, la misericordia verso chi ha bisogno". Quella "inconcepibile Misericordia" a cui tutti "debbono venire ad attingere le grazie" attraverso "il recipiente" che Gesù stesso ha consegnato nelle mani di Suor Faustina Kowalska, e cioè "l'immagine con la scritta: Gesù, confido in Te".

Primo Angelus di Papa Francesco da Castel Gandolfo, che dalla Piazza della Libertà antistante il Palazzo Apostolico, davanti ad una grandissima folla di fedeli e pellegrini, si sofferma sul Vangelo di oggi, capitolo 10 di Luca, quello della "famosa parabola del buon samaritano". "Chi era quest'uomo?" domanda Papa Francesco rivolgendosi alla moltitudine di fedeli, spiegando: "Era uno qualunque, che scendeva da Gerusalemme verso Gerico sulla strada che attraversa il deserto della Giudea". Il Santo Padre quindi prosegue: "Da poco, su quella strada, un uomo era stato assalito dai briganti, derubato, percosso e abbandonato mezzo morto. Prima del samaritano passano un sacerdote e un levita, cioè due persone addette al culto nel Tempio del Signore. Vedono quel poveretto, ma passano oltre senza fermarsi. Invece il samaritano, quando vide quell'uomo, «ne ebbe compassione» (Lc 10,33) dice il Vangelo. Si avvicinò, gli fasciò le ferite, versandovi sopra un po' di olio e di vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e pagò l'alloggio per lui... Insomma, si prese cura di lui: è l'esempio dell'amore per il prossimo".

Papa Francesco fa quindi notare: "Ma perché Gesù sceglie un samaritano come protagonista della parabola?" e riflette subito dopo: "Perché i samaritani erano disprezzati dai Giudei, a causa di diverse tradizioni religiose; eppure Gesù fa vedere che il cuore di quel samaritano è buono e generoso e che - a differenza del sacerdote e del levita - lui mette in pratica la volontà di Dio, che vuole la misericordia più che i sacrifici (cfrMc 12,33)". Papa Bergoglio ancora una volta si sofferma quindi su "Dio sempre vuole la misericordia e non la condanna verso tutti. Vuole la misericordia del cuore, perché Lui è misericordioso e sa capire bene le nostre miserie, le nostre difficoltà e anche i nostri peccati. - invocando - Dà a tutti noi questo cuore misericordioso! Il Samaritano fa proprio questo: imita proprio la misericordia di Dio, la misericordia verso chi ha bisogno". Quella stessa "Inconcepibile Misericordia" a cui tutti "debbono venire ad attingere le grazie" attraverso "il recipiente" che Gesù stesso ha consegnato nelle mani di Suor Faustina Kowalska, e cioè "l'immagine con la scritta: Gesù, confido in Te".

Prima della recita dell'Angelus, Papa Francesco ricorda quindi "un uomo che ha vissuto pienamente questo Vangelo del buon samaritano" è cioè "il Santo che ricordiamo oggi: san Camillo de Lellis, fondatore dei Ministri degli Infermi, patrono dei malati e degli operatori sanitari" augurando "ai medici, agli infermieri e a coloro che lavorano negli ospedali e nelle case di cura, di essere animati dallo stesso spirito" e affidando tale "intenzione all'intercessione di Maria Santissima". "E un'altra intenzione vorrei affidare alla Madonna, insieme a tutti voi. - prosegue il Pontefice - E' ormai vicina la Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro. Si vede che ci sono tanti giovani di età, ma tutti siete giovani nel cuore! Io partirò tra otto giorni, ma molti giovani partiranno per il Brasile anche prima. Preghiamo allora per questo grande pellegrinaggio che comincia, perché Nostra Signora de Aparecida, patrona del Brasile, guidi i passi dei partecipanti, e apra i loro cuori ad accogliere la missione che Cristo darà loro".

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