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Papa Francesco: Spirito Santo è novità, armonia, missione

Nell'omelia della Domenica di Pentecoste, sul Sagrato della Basilica Vaticana, Papa Francesco riflette "su tre parole legate all'azione dello Spirito Santo: novità che non è "ricerca del nuovo per superare la noia" ma "ciò che veramente ci realizza"; armonia, perché "lo Spirito Santo è lo Spirito di unità, che non significa uniformità"; missione che "ci spinge a testimoniare la vita buona del Vangelo".

Dopo aver presieduto la Veglia di Pentecoste, Papa Francesco celebra oggi la Santa Messa. Sul Sagrato della Basilica Vaticana ricorda che oggi, Domenica di Pentecoste, "noi contempliamo e riviviamo nella liturgia l'effusione dello Spirito Santo operata da Cristo risorto sulla sua Chiesa; un evento di grazia che ha riempito il cenacolo di Gerusalemme per espandersi nel mondo intero".

Papa Francesco rammenta quindi "cosa avvenne in quel giorno così lontano da noi, eppure così vicino da raggiungere l'intimo del nostro cuore", sottolineando come San Luca descrive in particolare il "fragore che improvviso viene dal cielo, «quasi un vento che si abbatte impetuoso»" e "le «lingue come di fuoco» che si dividevano e si posavano su ciascuno degli Apostoli". Papa Francesco chiarisce quindi che "fragore e lingue infuocate sono segni precisi e concreti che toccano gli Apostoli, non solo esteriormente, ma anche nel loro intimo: nella mente e nel cuore" tanto che "«tutti furono colmati di Spirito Santo», il quale sprigiona il suo dinamismo irresistibile". Proprio alla luce di questo brano degli Atti degli Apostoli, Papa Francesco, nel corso dell'omelia, riflette "su tre parole legate all'azione dello Spirito: novità, armonia, missione".

Papa Francesco sottolinea come "la novità ci fa sempre un po' di paura, perché ci sentiamo più sicuri se abbiamo tutto sotto controllo, se siamo noi a costruire, a programmare, a progettare la nostra vita secondo i nostri schemi, le nostre sicurezze, i nostri gusti. - aggiungendo - E questo avviene anche con Dio. Spesso lo seguiamo, lo accogliamo, ma fino ad un certo punto; ci è difficile abbandonarci a Lui con piena fiducia, lasciando che sia lo Spirito Santo l'anima, la guida della nostra vita, in tutte le scelte; abbiamo paura che Dio ci faccia percorrere strade nuove, ci faccia uscire dal nostro orizzonte spesso limitato, chiuso, egoista, per aprirci ai suoi orizzonti". Papa Francesco precisa però che "in tutta la storia della salvezza, quando Dio si rivela porta novità - Dio porta sempre novità -, trasforma e chiede di fidarsi totalmente di Lui" ma chiarisce: "Non è la novità per la novità, la ricerca del nuovo per superare la noia, come avviene spesso nel nostro tempo. La novità che Dio porta nella nostra vita è ciò che veramente ci realizza, ciò che ci dona la vera gioia, la vera serenità, perché Dio ci ama e vuole solo il nostro bene".

Papa Francesco si sofferma poi sul fatto che "lo Spirito Santo, apparentemente, sembra creare disordine nella Chiesa, perché porta la diversità dei carismi, dei doni; - sottolineando - ma tutto questo invece, sotto la sua azione, è una grande ricchezza, perché lo Spirito Santo è lo Spirito di unità, che non significa uniformità, ma ricondurre il tutto all'armonia" perché "nella Chiesa l'armonia la fa lo Spirito Santo". Il Santo Padre evidenzia: "Solo Lui può suscitare la diversità, la pluralità, la molteplicità e, nello stesso tempo, operare l'unità. Quando siamo noi a voler fare la diversità e ci chiudiamo nei nostri particolarismi, nei nostri esclusivismi, portiamo la divisione; e quando siamo noi a voler fare l'unità secondo i nostri disegni umani, finiamo per portare l'uniformità, l'omologazione. Se invece ci lasciamo guidare dallo Spirito, la ricchezza, la varietà, la diversità non diventano mai conflitto, perché Egli ci spinge a vivere la varietà nella comunione della Chiesa".

Infine, Papa Francesco riflette sullo "Spirito Santo anima della missione" spiegando che "lo Spirito Santo ci fa entrare nel mistero del Dio vivente e ci salva dal pericolo di una Chiesa gnostica e di una Chiesa autoreferenziale, chiusa nel suo recinto; ci spinge ad aprire le porte per uscire, per annunciare e testimoniare la vita buona del Vangelo, per comunicare la gioia della fede, dell'incontro con Cristo". "Lo Spirito Santo ci fa vedere l'orizzonte e ci spinge fino alle periferie esistenziali per annunciare la vita di Gesù Cristo" conclude quindi Papa Francesco, invitando i fedeli a chiedersi "se abbiamo la tendenza di chiuderci in noi stessi, nel nostro gruppo, o se lasciamo che lo Spirito Santo ci apra alla missione".

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