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Papa Francesco: Chiesa è la portinaia della casa del Signore, non la padrona

Papa Francesco nell'Udienza Generale dedicata principalmente alla catechesi sulla famiglia, si sofferma sul concetto di "porta". Oltre alle "porte blindate" davanti alle quali si sono fermati i media mainstream, Papa Francesco ha parlato anche d'altro. Da Gesù Cristo, la vera e certa porta per entrare del Regno del Padre, ai portinai e chiunque ha la responsabilità di un uscio. I cristiani non a caso dopo il Santo Rosario, ricordano nelle Litanie Lauretane la Beata Vergine Maria come "Ianua Coeli", Porta del Cielo, appunto.

Papa Francesco durante l'Udienza Generale in Piazza San Pietro ha continuato la catechesi sulla famiglia soffermandosi sulla dimensione dell'accoglienza anche in riferimento all'apertura ormai prossima della Porta Santa del Giubileo della Misericordia (Gv 10,9.10b). Il Pontefice si è quindi soffermato sul concetto di "porta" nelle sue varie sfumature citando anche quelle "blindate" come i media maistream hanno sottolineato. Ma sono le "porte aperte" quelle che piacciono al Papa e alla Chiesa: "Davanti a noi sta la porta, ma non solo la porta santa, l'altra: la grande porta della Misericordia di Dio - e quella è una porta bella! -, che accoglie il nostro pentimento offrendo la grazia del suo perdono. La porta è generosamente aperta, ci vuole un po' di coraggio da parte nostra per varcare la soglia. Ognuno di noi ha dentro di sé cose che pesano. Tutti siamo peccatori! Approfittiamo di questo momento che viene e varchiamo la soglia di questa misericordia di Dio che mai si stanca di perdonare, mai si stanca di aspettarci! Ci guarda, è sempre accanto a noi. Coraggio! Entriamo per questa porta!".

Questo l'invito del Santo Padre per tutti i fedeli e per chi evidentemente "magari non ha il coraggio, forse neppure la forza di bussare". "Quanta gente ha perso la fiducia, non ha il coraggio di bussare alla porta del nostro cuore cristiano - ha detto Papa Francesco durante la catechesi -, alle porte delle nostre chiese... E sono lì, non hanno il coraggio, gli abbiamo tolto la fiducia: per favore, che questo non accada mai. La porta dice molte cose della casa, e anche della Chiesa. La gestione della porta richiede attento discernimento e, al tempo stesso, deve ispirare grande fiducia". Per questo il Papa vuole ringraziare chi custodisce le porte in genere: "Vorrei spendere una parola di gratitudine per tutti i custodi delle porte: dei nostri condomini, delle istituzioni civiche, delle stesse chiese. Spesso l'accortezza e la gentilezza della portineria sono capaci di offrire un'immagine di umanità e di accoglienza all'intera casa, già dall'ingresso. C'è da imparare da questi uomini e donne, che sono custodi dei luoghi di incontro e di accoglienza della città dell'uomo! A tutti voi custodi di tante porte, siano porte di abitazioni, siano porte delle chiese, grazie tante! Ma sempre con un sorriso, sempre mostrando l'accoglienza di quella casa, di quella chiesa, così la gente si sente felice e accolta in quel posto".

Papa Francesco ricorda poi quale sia la porta sicura e certa per entrare dal Padre: "In verità, sappiamo bene che noi stessi siamo i custodi e i servi della Porta di Dio, e la porta di Dio come si chiama? Gesù! Egli ci illumina su tutte le porte della vita, comprese quelle della nostra nascita e della nostra morte. Egli stesso l'ha affermato: «Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo» (Gv 10,9). Gesù è la porta che ci fa entrare e uscire. Perché l'ovile di Dio è un riparo, non è una prigione! La casa di Dio è un riparo, non è una prigione, e la porta si chiama Gesù! E se la porta è chiusa, diciamo: 'Signore, apri la porta!'. Gesù è la porta e ci fa entrare e uscire". Il Pontefice poi fa notare un aspetto dell'umanità che evita le porte, o quantomeno le entrate ufficiali: "Sono i ladri, quelli che cercano di evitare la porta: è curioso, i ladri cercano sempre di entrare da un'altra parte, dalla finestra, dal tetto ma evitano la porta, perché hanno intenzioni cattive, e si intrufolano nell'ovile per ingannare le pecore e approfittare di loro. Noi dobbiamo passare per la porta e ascoltare la voce di Gesù: se sentiamo il suo tono di voce, siamo sicuri, siamo salvi. Possiamo entrare senza timore e uscire senza pericolo".

"In questo bellissimo discorso di Gesù - continua il Papa -, si parla anche del guardiano, che ha il compito di aprire al buon Pastore (cfr Gv 10,2). Se il guardiano ascolta la voce del Pastore, allora apre, e fa entrare tutte le pecore che il Pastore porta, tutte, comprese quelle sperdute nei boschi, che il buon Pastore si è andato a riprendere. Le pecore non le sceglie il guardiano, non le sceglie il segretario parrocchiale o la segretaria della parrocchia; le pecore sono tutte invitate, sono scelte dal buon Pastore. Il guardiano - anche lui - obbedisce alla voce del Pastore. Ecco, potremmo ben dire che noi dobbiamo essere come quel guardiano. La Chiesa è la portinaia della casa del Signore, non è la padrona della casa del Signore". Anche se Papa Francesco non l'ha ricordato nella catechesi, la porta più conosciuta della Chiesa oltre il Signore è certamente la Beata Vergine Maria chiamata anche, nelle Litanie Lauretane, "Ianua Coeli", Porta del Cielo, appunto.

Come scrive il sito dei paolini "Ianua Coeli di tutte le Litanie Lauretane, questa è forse quella che meglio esprime la potenza e la bontà di Maria. L'insegnamento costante della Chiesa ci ricorda, infatti, come la Vergine Madre del Signore e dell'umanità, 'Corredentrice del genere umano', concorra alla nostra salvezza eterna, in Cielo. La vera devozione alla Madonna è segno certo di predestinazione, perché già fin da questa terra la Santa Vergine ci indica le vie del Cielo e realmente ci introduce sulle vie dell'eternità beata, come sempre hanno insegnato i Padri della Chiesa e i grandi devoti di Maria: Sant'Ambrogio e San Bonaventura, ad esempio, chiamano Maria 'il Libro della Vita nel quale è scritto il nome degli eletti'". "Perciò - continua il sito paolino -, noi a ragione applichiamo a Maria le parole della Scrittura: 'Attollite portas principes vestras', 'Sollevate, porte, i vostri frontali' (Sal 23, 7); 'Ianuas coeli aperuit', 'Aprì le porte del cielo' (Sal 78, 23); 'Non est hic aliud nisi porta coeli', 'Questo luogo non è altro che la porta del cielo' (Gen 28, 17)".

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