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Papa Francesco: 7 eresie per "troppa simpatia a Lutero". Quali sono?

Dopo i Dubia arriva la Correctio filialis. Pubblicata una lettera dove 62 eminenti studiosi cattolici contestano a Papa Francesco 7 eresie diffuse "per mezzo di parole, atti e omissioni" e per mezzo di alcuni "passaggi di Amoris laetitia". Ecco quali sono.

"Santo Padre, il ministero petrino non Le è stato affidato perché imponga strane dottrine ai fedeli, ma perché Lei, quale servo fedele, custodisca il deposito fino al giorno della venuta del Signore" chiariscono i firmatari della Correctio filialis, nella quale vengono evidenziate 7 eresie di Papa Francesco diffuse "per mezzo di parole, atti e omissioni" e per mezzo di alcuni "passaggi del documento Amoris laetitia", tutti contenuti nel capitolo ottavo dell'esortazione apostolica.

In realtà i firmatari "nell'elencare queste sette proposizioni" non intendono "offrire una lista esaustiva di tutte le eresie ed errori che ad una lettura obbiettiva di Amoris laetitia, secondo il suo senso naturale e ovvio, il lettore evidenzierebbe in quanto affermati, suggeriti o favoriti dal documento". I firmatari della Correctio ricordano infatti che "una lettera inviata a tutti i cardinali della Chiesa e ai patriarchi della Chiesa Orientale ne elenca 19 di tali proposizioni". Nella Correctio invece ci si limita a quelle "proposizioni che Vostra Santità, mediante parole, atti e omissioni ha in effetti sostenuto e propagato, causando grande e imminente pericolo per le anime".

"È stato dato scandalo alla Chiesa e al mondo, in materia di fede e di morale, mediante la pubblicazione di Amoris laetitia e mediante altri atti attraverso i quali Vostra Santità ha reso sufficientemente chiari la portata e il fine di questo documento. Di conseguenza, si sono diffusi eresie e altri errori nella Chiesa" si legge infatti nella Correctio, firmata da 40 eminenti studiosi cattolici di tutto il mondo divenuti nel frattempo già 62, tra cui l'ex presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi e Bernard Fellay, superiore della Fraternità Sacerdotale San Pio X, quella dei lefebvriani.

"Desideriamo mostrare, - si prosegue - seppure a modo di sommario, che questi non sono errori isolati, quanto piuttosto parte di un sistema eretico. I cattolici devono essere messi in guardia non solo contro questi sette errori, ma anche contro questo sistema eretico come tale".

In sostanza, secondo i firmatari della Correctio filialis, Papa Francesco avallerebbe la comunione ai divorziati risposati e negherebbe lo stato di peccato mortale per chi commette adulterio, per via probabilmente di "una simpatia senza precedenti" per Martin Lutero.

"Di conseguenza, si sono diffusi eresie e altri errori nella Chiesa; mentre alcuni vescovi e cardinali hanno continuato a difendere le verità divinamente rivelate circa il matrimonio, la legge morale e la recezione dei sacramenti, altri hanno negato queste verità e da Vostra Santità non hanno ricevuto un rimprovero ma un favore. Per contro, quei cardinali che hanno presentato i 'dubia' a Vostra Santità, affinché attraverso questo metodo radicato nel tempo la verità del vangelo potesse essere facilmente affermata, non hanno ricevuto una risposta ma il silenzio".

Non è la prima volta, infatti, che le idee dottrinali di Papa Francesco vengono contestate. Il 19 settembre 2016 quattro cardinali hanno posto a Papa Francesco 5 domande (dubbi, appunto) sui punti più controversi di Amoris laetitia, rese pubbliche nel novembre scorso sulla scia dell'insegmaneto di Matteo 18, 16-17 (Se il tuo fratello non ti ascolterà, prendi con te due o tre testimoni. Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all'assemblea). Finora, Bergoglio non ha mai risposto ai Dubia così come non ha replicato alla Correctio. I firmatari, infatti, hanno inviato a Papa Francesco la lettera di 26 pagine contenenti le 7 eresie l'11 agosto 2017 scorso ma, non avendo ricevuto alcuna risposta hanno deciso di renderla pubblica domenica 24 settembre, nel sito www.correctiofilialis.org.

Eppure, senza queste dovute spiegazioni Papa Francesco rischia di creare grande confusione all'interno della Chiesa. Come si legge nella Correctio i cattolici saranno portati "in uno di due errori disastrosi: o arrivano ad abbracciare le eresie che ora sono propagate o, coscienti che queste dottrine sono contrarie alla Parola di Dio, dubiteranno delle prerogative dei papi o le negheranno". Altri fedeli, infatti, "sono portati a mettere in dubbio la validità della rinuncia del Papa emerito Benedetto XVI. In tal
modo, l'ufficio petrino, conferito alla Chiesa da Nostro Signore Gesù Cristo per il bene dell'unità della fede, è strumentalizzato al punto di aprire una strada all'eresia e allo scisma".

Fu l'apostolo Paolo a inaugurare la formula della "correzione fraterna" quando rimproverò Pietro, il primo Papa, in pubblico quando quest'ultimo non agì secondo la verità del Vangelo. A differenza di Papa Francesco, "Pietro stesso diede l'esempio ai superiori di non sdegnare di essere corretti dai sudditi, quando capitasse loro di allontanarsi dalla giusta via" come scrisse San Tommaso d'Aquino.
In realtà, l'ultima Correctio risale al 1333, quando ci fu una correzione pubblica per delle eresie sostenute da Giovanni XXII. A in quell'occasione, l'allora Pontefice fece chiarezza e tali eresie furono rigettate.

Di seguito le 7 eresie contestate a Papa Francesco.

Correctio.

Per mezzo di parole, atti e omissioni e per mezzo di passaggi del documento "Amoris laetitia", Vostra Santità ha sostenuto, in modo diretto o indiretto (con quale e quanta consapevolezza non lo sappiamo né vogliamo giudicarlo), le seguenti proposizioni false ed eretiche, propagate nella Chiesa tanto con il pubblico ufficio quanto con atto privato:

1. "Una persona giustificata non ha la forza con la grazia di Dio di adempiere i comandamenti oggettivi della legge divina, come se alcuni dei comandamenti fossero impossibili da osservare per colui che è giustificato; o come se la grazia di Dio, producendo la giustificazione in un individuo, non producesse invariabilmente e di sua natura la conversione da ogni peccato grave, o che non fosse sufficiente alla conversione da ogni peccato grave".

2. "I cristiani che hanno ottenuto il divorzio civile dal coniuge con il quale erano validamente sposati e hanno contratto un matrimonio civile con un'altra persona (mentre il coniuge era in vita); i quali vivono 'more uxorio' con il loro partner civile e hanno scelto di rimanere in questo stato con piena consapevolezza della natura della loro azione e con il pieno consenso della volontà di rimanere in questo stato, non sono necessariamente nello stato di peccato mortale, possono ricevere la grazia santificante e crescere nella carità".

3. "Un cristiano può avere la piena conoscenza di una legge divina e volontariamente può scegliere di violarla in una materia grave, ma non essere in stato di peccato mortale come risultato di quell'azione".

4. "Una persona, mentre obbedisce alla legge divina, può peccare contro Dio in virtù di quella stessa obbedienza".

5. "La coscienza può giudicare veramente e correttamente che talvolta gli atti sessuali tra persone che hanno contratto tra loro matrimonio civile, quantunque uno dei due o entrambi siano sacramentalmente sposati con un'altra persona, sono moralmente buoni, richiesti o comandati da Dio".

6. "I principi morali e le verità morali contenute nella Divina Rivelazione e nella legge naturale non includono proibizioni negative che vietano assolutamente particolari generi di azioni che per il loro oggetto sono sempre gravemente illecite".

7. "Nostro Signore Gesù Cristo vuole che la Chiesa abbandoni la sua perenne disciplina di rifiutare l'Eucaristia ai divorziati risposati e di rifiutare l'assoluzione ai divorziati risposati che non manifestano la contrizione per il loro stato di vita e un fermo proposito di emendarsi".

© riproduzione riservata | online: | update: 25/09/2017

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