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Motu Proprio Papa Francesco: le nuove leggi penali vaticane

Papa Francesco prosegue l'azione intrapresa, a partire dal 2010, da Benedetto XVI, introducendo alcune modifiche nel campo della legislazione penale vaticana ed emandando un Motu Proprio che ha, in primis, lo scopo di estendere, dal 1 settembre2013, l'applicazione delle leggi penali approvate ieri dalla Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano anche all'ambito della Santa Sede.

Papa Francesco prosegue l'azione intrapresa, a partire dal 2010, da Benedetto XVI, introducendo alcune modifiche nel campo della legislazione penale vaticana. "Ai nostri tempi il bene comune è sempre più minacciato dalla criminalità transnazionale e organizzata, dall'uso improprio del mercato e dell'economia, nonché dal terrorismo" si legge nella Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio di Papa Francesco, dove sottolinea come sia "necessario che la comunità internazionale adotti idonei strumenti giuridici i quali permettano di prevenire e contrastare la criminalità, favorendo la cooperazione giudiziaria internazionale in materia penale" e precisa che "la Santa Sede, agendo altresì a nome e per conto dello Stato della Città del Vaticano, nel ratificare numerose convenzioni internazionali in detto ambito, ha sempre affermato che tali accordi costituiscono mezzi di effettivo contrasto delle attività criminose che minacciano la dignità umana, il bene comune e la pace". A spiegare le nuove leggi penali vaticane è il prof. Giuseppe Dalla Torre, presidente del Tribunale dello Stato Città del Vaticano, che prima di tutto precisa come queste non siano "la risposta a Moneyval", il gruppo di lavoro del Consiglio d'Europa che si occupa di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo internazionale, chiarendo che altre norme sono in preparazione in merito. "Io penso che subito dopo l'estate, ci saranno degli interventi di nuovo in materia evidentemente non penale, relativi sempre all'attività finanziaria, all'antiriciclaggio, alla lotta al terrorismo e quant'altro" aggiunge infatti il prof. Giuseppe Dalla Torre in conferenza stampa.

In un comunicato, viene spiegato come il Motu Proprio di Papa Francesco ha, in primis, lo scopo di estendere, dal 1 settembre2013, l'applicazione delle leggi penali approvate ieri dalla Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano anche all'ambito della Santa Sede. Come si legge nel testo di presentazione del segretario per i rapporti della Santa Sede con gli Stati, monsignor Dominique Mamberti, "si è provveduto a dare attuazione, tra le altre, alle previsioni contenute nella Convenzione delle Nazioni Unite del 2000 contro la criminalità organizzata transnazionale, nella Convenzione delle Nazioni Unite del 1988 contro il traffico illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope, nella Convenzione internazionale del 1999 per la repressione del finanziamento del terrorismo, nonché nelle altre convenzioni che definiscono e tipizzano le condotte di terrorismo". Inoltre, "le nuove leggi introducono anche altre figure criminose indicate in diverse convenzioni internazionali, già ratificate dalla Santa Sede e che adesso ricevono attuazione anche nell'ordinamento interno" tra cui "la Convenzione del 1984 contro la tortura ed altre pene, o trattamenti crudeli, inumani o degradanti; la Convenzione internazionale del 1965 sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale; la Convenzione del 1989 sui diritti del fanciullo ed i suoi Protocolli facoltativi del 2000 (tra i quali la vendita, la prostituzione, l'arruolamento e la violenza sessuale in loro danno; la pedopornografia; la detenzione di materiale pedopornografico; gli atti sessuali con minori); le convenzioni di Ginevra del 1949 contro i crimini di guerra". Ancora, "sono state introdotte anche figure criminose relative ai delitti contro l'umanità, cui è stato dedicato un titolo a parte: si sono previste, tra l'altro, la specifica punizione di delitti come il genocidio e l'apartheid, sulla falsariga delle disposizioni dello Statuto della Corte penale internazionale del 1998; anche il titolo dei delitti contro la pubblica amministrazione è stato rivisto, in relazione alla Convenzione delle Nazioni Unite del 2003 contro la corruzione. Dal punto di vista sanzionatorio, inoltre, si è deciso di abolire la pena dell'ergastolo, sostituendola con la pena della reclusione da 30 a 35 anni".

Come viene specificato in un comunicato della Santa Sede, "in linea con gli orientamenti più recenti in sede internazionale si è anche introdotto un sistema sanzionatorio a carico delle persone giuridiche, per tutti i casi in cui esse profittino di attività criminose commesse dai loro organi o dipendenti, stabilendo una loro responsabilità diretta con sanzioni interdittive e pecuniarie" mentre "in ordine alle disposizioni di procedura penale sono stati introdotti i principi generali del giusto processo entro un termine ragionevole e della presunzione di innocenza dell'imputato, e sono stati potenziati i poteri cautelari a disposizione dell'Autorità giudiziaria (con l'aggiornamento della disciplina della confisca, potenziata dall'introduzione della misura del blocco preventivo dei beni)".

La riforma penale è quindi completata dall'adozione da parte di Papa Francesco di uno specifico Motu Proprio, che "estende la portata delle norme contenute in queste leggi penali anche ai membri, gli officiali e i dipendenti dei vari organismi della Curia Romana, delle Istituzioni ad essa collegate, degli enti dipendenti dalla Santa Sede e delle persone giuridiche canoniche, nonché ai legati pontifici ed al personale di ruolo diplomatico della Santa Sede. Tale estensione ha lo scopo di rendere perseguibili da parte degli organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano i reati previsti in queste leggi anche nel caso in cui il fatto fosse commesso al di fuori dei confini dello Stato stesso" visto che "ai fini della legge penale vaticana sono equiparati ai 'pubblici ufficiali' ".

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