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Lampedusa e Calabria, ancora salvataggi immigrati. Attesa visita di Papa Francesco

Continuano gli sbarchi e i salvataggi degli immigrati che fuggono dalle coste del nord Africa per cercare riparo in Italia, prima tappa di quelli che vengono ribattezzati "viaggi della speranza". Anche per questo, cresce l'attesa, e il significato, della visita che Papa Francesco effettuerà lunedì 8 luglio a Lampedusa, considerata come un "dono di grazia straordinario" dall'arcivescovo di Agrigento mons. Francesco Montenegro.

Continuano le operazioni di salvataggio al largo di Lampedusa e non solo, nei confronti di immigrati che tentano di lasciarsi alle spalle Paesi tormentati da guerre e conflitti che a volte semprano interminabili, come la Siaria, l'Egitto e la Libia. Questa notte 227 migranti, tra i quali 41 donne, 4 bambini, diversi minori e 2 giornalisti francesi, sono stati salvati nel Canale di Sicilia dalla Marina militare, che è poi ripartita per prestare soccorso ad un nuovo barcone che si trovava ad 80 miglia a sudest di Lampedusa. Su questo secondo natante c'erano circa 80 persone, tra cui dieci donne di cui quattro incinte. Inoltre, nella notte, 65 migranti, molti dei quali egiziani e siriani, sono stati soccorsi al largo delle coste calabresi, ad una cinquantina di miglia al largo della costa di Siderno. Il barcone stava per affondare, e a trarre in salvo tutte le persone i militari della guardia costiera.

La visita di Papa Francesco a Lampedusa lunedì 8 luglio, quindi, diventa sempre più ricca di significato. Nel decidere di approdare nell'isola di Lampedusa, Papa Francesco fa sapere infatti di essere rimasto "profondamente toccato dal recente naufragio di un'imbarcazione che trasportava migranti provenienti dall'Africa, ultimo di una serie di analoghe tragedie" e per questo "intende pregare per coloro che hanno perso la vita in mare, visitare i superstiti e i profughi presenti" ed "incoraggiare gli abitanti dell'isola e fare appello alla responsabilità di tutti affinché ci si prenda cura di questi fratelli e sorelle in estremo bisogno". Una volta giunto a Lampedusa, Papa Francesco si recherà a Cala Pisana dove si imbarcherà per raggiungere via mare il Porto di Lampedusa, accompagnato dai pescatori con le loro barche. Al largo il Santo Padre lancerà quindi in mare una corona di fiori in ricordo di quanti hanno perso la vita in mare. Sul molo ci sarà invece una delegazione di immigrati, che Papa Francesco saluterà prima di recarsi campo sportivo "Arena" per celebrare la Santa Messa.

La Chiesa di Agrigento considera "dono di grazia straordinario" la visita a Lampedusa di Papa Francesco come sottolinea l'arcivescovo mons. Francesco Montenegro, che a Radio Vaticana spiega: "Questa sorpresa mi ha toccato perché ho visto che davvero c'è il cuore di un pastore che sente che c'è un fratello, che soffre e quindi la sofferenza è duplice. C'è la sofferenza degli immigrati ma c'è anche la sofferenza di una popolazione che nell'accoglienza ha cercato di dare tutto. - aggiungendo - Abbiamo bisogno di sentire dalla sua voce quello che il Papa, il pastore, ci deve dire. Chi dovrebbe darci parole di speranza, dirci che se si ha un cuore grande si può guardare lontano? Lampedusa, Agrigento, sono un ponte con quel continente africano che non possiamo far finta che non esista".

La visita di Papa Francesco a Lampedusa è infatti "un segnale importante di speranza e di particolare attenzione della Chiesa e del Santo Padre verso il problema di queste persone che cercano una vita migliore, che sono spesso in fuga da situazioni di povertà estrema, di miseria o di mancanza di libertà", evidenzia anche il cardinale Angelo Bagnasco, che precisa: "La presenza del Santo Padre a Lampedusa sarà sicuramente un segnale di speranza per queste persone e di richiamo all'intera società, all'intero Paese perché diventiamo sempre più una società che sa accogliere nel rispetto, nell'equità e nella giustizia".

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