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Armando Cossutta è morto. Ferrero (Prc): non esitò a mischiarsi con compagni di strada

"E' morto Armando Cossutta. Senza di lui Rifondazione Comunista forse non sarebbe nata. Cossutta non esitò a rompere il dogma dell'unità del partito e non esitò a mischiarsi con compagni di strada per lui molto strani" ricorda Paolo Ferrero, segretario del Prc-Se.

"E' morto Armando Cossutta. Il nostro cordoglio ai figli Anna, Dario e Maura, ai nipoti, a tutti e tutte coloro che lo piangono" dichiara in una nota Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea, ricordando: "Cossutta è stato Presidente di Rifondazione Comunista. Senza di lui Rifondazione Comunista forse non sarebbe nata. Cossutta mostrò in quell'occasione una grande capacità di innovazione e di rottura in nome della fedeltà agli ideali. Cossutta infatti non esitò a rompere il dogma dell'unità del partito e non esitò a mischiarsi con compagni di strada per lui molto strani – come erano quelli come me che provenivano da Democrazia Proletaria - per rilanciare la presenza comunista in Italia". "I dissensi e le rotture successive non cancelleranno mai questo grande merito storico di Cossutta - sottolinea Ferrero - così come credo vada riconosciuto a Cossutta una coerenza di ragionamento e di cultura politica tanto nella fondazione di Rifondazione quanto nella sua scissione. Per Cossutta la presenza autonoma dei comunisti era necessaria ma altrettanto necessario era evitare la rottura da parte dei comunisti con quello che lui riteneva essere lo schieramento progressista". Il segretario di Rifondazione Comunista conclude: "Una vita lunga quella di Armando Cossutta, dalla parte dei lavoratori e della lotta per la libertà. Una vita degna di essere vissuta. La terra ti sia lieve caro Armando".

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