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Aiazzone: saccheggi o "espropri proletari"? PRC, Ferrero: solidarietà

Diversi i fermati dopo i saccheggi al magazzino di Pognano dell'Aiazzone, che da alcuni mesi ha chiuso per fallimento. Tra chi rischia di essere denunciato per furto anche clienti dell'azienda che non hanno mai ricevuto i mobili nonostante avessero versato caparre. PRC gli dà solidarietà.

Dopo che il 1 giugno circa 200 persone hanno saccheggiato i magazzini di Aiazzone, il 2 giugno un'altra decina ha tentato la stessa impresa, trovando però all'interno dei locali i carabinieri che stavano terminando di fare l'inventario della merce rubata il giorno prima. Anche questi, come quelli del giorno precedente, rischiano una denuncia penale per furto aggravato, violazione di proprietà e danneggiamento, che probabilmente sarà presentata dal curatore fallimentare di Aiazzone. La Aiazzone, infatti, ha dichiarato fallimento alcuni mesi fa e molti clienti dell'azienda, pur avendo versato caparre e anticipi, non hanno mai ricevuto i mobili acquistati. Tra i "saccheggiatori" alcuni spiegano infatti che intendevano riprendersi solo la merce che avevano in realtà pagato. I carabinieri hanno fermato anche diverse famiglie di italiani residenti nella zona di Pognano, nella Bassa Bergamasca, e di extracomunitari, ma anche ex dipendenti dell'azienda che non avevano percepito gli ultimi stipendi. Alcuni erano molto ben organizzati, con tanto di camioncini e furgoni, per poter caricare dai mobili alle cucine depositate nel magazzino Aiazzone. Probabilmente "l'appuntamento" per andare a saccheggiare il magazzino dell'Aiazzone si è attivato tramite passaparola o un giro di telefonate, anche se qualcuno ipotizza che possa essersi espanso anche tramite Facebook. In realtà, sembra che già da diverse settimane vi era un via vai strano intorno al magazzino di Pognano. Rifondazione comunista si schiera a difesa di quello che già qualcuno sembra definire "esproprio proletario", anche se in questo caso la sottrazione di merci non era (in senso stretto) a fini politici. Rifondazione Comunista fa sapere che mette a "disposizione i propri legali per aiutare chi si trovasse in difficoltà solo per aver cercato di ripristinare la giustizia". Secondo il segretario Paolo Ferrero, infatti, "le leggi vigenti non riescono a tutelare i truffati, che non hanno compiuto nessun atto criminale ma hanno semplicemente cercato di ripristinare la giustizia". E' anche vero però che se ognuno si facesse giustizia da sé salterebbero tutte le regole democratiche, fa notare già qualcuno in rete commentando l'accaduto. Altri invece, pur esprimendo solidarietà, si domandano se chi ha partecipato al saccheggio ha fatto attenzione ad "espropiare" solo merci per il valore versato ad Aiazzone prima del fallimento.

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