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Strage via d'Amelio: fermato Tranchina. Anche Spatuzza fece suo nome

Fabio Tranchina, un mafioso palermitano già arrestato in passato e fedelissimo dei boss Graviano è stato fermato dalla DIA di Palermo perché accusato di concorso nella strage di via d'Amelio, che il 19 luglio 1992 uccise il magistrato Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta.

Fabio Tranchina, un mafioso palermitano già arrestato in passato e fedelissimo dei boss Graviano è stato fermato dalla DIA di Palermo perché accusato di concorso nella strage di via D'Amelio, che il 19 luglio 1992 uccise il magistrato Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta. Solo due mesi prima (23 maggio 1992) la strage di Capaci, dove perse la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta. Una delle pagine più buie della storia d'Italia.
L'attentato di via D'Amelio avvenne davanti alla palazzina dove viveva la madre di Borsellino, che quella domenica di luglio era andato a farle visita, per mezzo di una Fiat 126 contenente circa 100 chilogrammi di tritolo. L'annuncio del fermo di Fabio Tranchina è stato dato dall'Espresso online, che ricorda anche come l'uomo sia "il cognato di Cesare Lupo, ritenuto un fedelissimo del clan di Brancaccio". Finora Tranchina mai venne coinvolto nell'indagine sulla strage di via d'Amelio, ma pare che i magistrati che si stanno occupando dell'inchiesta abbiano raccolto "elementi importanti". Sempre l'Espresso spiega come pochi mesi fa anche il pentito Gaspare Spatuzza aveva fatto il nome di Fabio Tranchina in merito all'omicidio di Paolo Borsellino. "In base ad una serie di accertamenti - spiega L'Espresso - è emersa la responsabilità di Tranchina, in alcune fasi operative dell'attentato del 1992. Il suo forte collegamento con i Graviano potrebbe portare ad una svolta nell'inchiesta che riguarda pure i mandanti esterni delle stragi, non solo di Palermo nel 1992, ma anche quelle commesse a Milano, Firenze e Roma". Il settimanale ricorda anche come Tranchina abbia in passato anche fatto l'autista, oltre che per il boss Graviano, anche per il boss Leoluca Bagarella, e pare che gli inquirenti ipotizzino come Tranchina "avrebbe fatto da tramite tra Bagarella e Toni Calvaruso, uno dei suoi uomini più fedeli e sarebbe stato sfiorato nell'inchiesta che ha riguardato Marcello Dell'Utri" (http://is.gd/lIlVN2). Se Fabio Tranchina parlasse, ci potrebbe essere una svolta anche in merito a quelle inchieste che "riguarderebbero mafia e politica".

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