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Yasser Arafat ucciso con polonio-210. ANP pronto a esumare la salma

Yasser Arafat, morto improvvisamente nel 2004, potrebbe essere stato avvelenato con il polonio-210, lo stesso isotopo radioattivo letale usato per uccidere Alexander Litvinenko.

Yasser Arafat, ammalatosi improvvisamente nell'ottobre del 2004 e per questo trasferito dal suo quartier generale a Ramallah in Cisgiordania in un ospedale di Parigi, dove poco dopo è entrato in coma ed è morto, potrebbe essere stato avvelenato con il polonio-210, lo stesso utilizzato per uccidere nel 2006 l'ex agente segreto russo, dissidente, Alexander Litvinenko.
A circa 8 anni dalla scomparsa del leader palestinese, a riaprire i dubbi sulle cause della morte dell'ex presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) è una inchiesta condotta dalla tv araba Al Jazeera, che avrebbero scoperto come in alcuni oggetti personali di Yasser Arafat ci siano alte concentrazioni di polonio-210, isotopo radioattivo letale.
Le tracce di polonio-210 sono state rinvenute da analisi effettuate nel laboratorio di Radio fisica Svizzero di Losanna, e scovate sugli abiti di Arafat come sulla sua inseparabile kefia e sul suo spazzolino da denti, macchiato quest'ultimo di sangue e saliva.
"Posso confermare che abbiamo misurato un'inspiegabile, ed elevata quantità di polonio-210 negli effetti personali di Arafat, che contenevano macchie di liquidi biologici" ha infatti affermato il direttore dell'istituto il dottore Francois Bochud.
Dopo la diffusione della notizia, la vedova di Arafat, Suha, ha chiesto che l'inchiesta sulla morte di Arafat venga riaperta, anche attraverso l'esumazione della salma conservata nel Mausoleo di Ramallah.
I vertici dell'ANP lasciano intendere di essere "pronti a cooperare, per chiarire e aprire la strada a delle indagini sulle vere cause che hanno portato alla morte del defunto presidente".

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