lo stesso isotopo radioattivo letale usato per uccidere Alexander Litvinenko.
Yasser Arafat, ammalatosi improvvisamente nell'ottobre del 2004 e per questo trasferito dal suo quartier generale a Ramallah in Cisgiordania in un ospedale di Parigi, dove poco dopo è entrato in coma ed è morto, potrebbe essere stato avvelenato con il polonio-210, lo stesso utilizzato per uccidere nel 2006 l'ex agente segreto russo, dissidente, Alexander Litvinenko.
A circa 8 anni dalla scomparsa del leader palestinese, a riaprire i dubbi sulle cause della morte dell'ex presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) è una inchiesta condotta dalla tv araba Al Jazeera, che avrebbero scoperto come in alcuni oggetti personali di Yasser Arafat ci siano alte concentrazioni di polonio-210, isotopo radioattivo letale.
Le tracce di polonio-210 sono state rinvenute da analisi effettuate nel laboratorio di Radio fisica Svizzero di Losanna, e scovate sugli abiti di Arafat come sulla sua inseparabile kefia e sul suo spazzolino da denti, macchiato quest'ultimo di sangue e saliva.
"Posso confermare che abbiamo misurato un'inspiegabile, ed elevata quantità di polonio-210 negli effetti personali di Arafat, che contenevano macchie di liquidi biologici" ha infatti affermato il direttore dell'istituto il dottore Francois Bochud.
Dopo la diffusione della notizia, la vedova di Arafat, Suha, ha chiesto che l'inchiesta sulla morte di Arafat venga riaperta, anche attraverso l'esumazione della salma conservata nel Mausoleo di Ramallah.
I vertici dell'ANP lasciano intendere di essere "pronti a cooperare, per chiarire e aprire la strada a delle indagini sulle vere cause che hanno portato alla morte del defunto presidente".
Nonostante gli Stati Uniti garantiscono il 22 per cento del bilancio dell'Unesco, l'Organizzazione ammette la Palestina tra i suoi Stati membri. E Israele blocca i fondi destinati all'ANP.
L'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) chiede al Consiglio di sicurezza di venir riconosciuto come membro dell'ONU, ma Barack Obama annuncia già il suo veto, se sarà necessario. E Benjamin Netanyahu vorrebbe dargli, per questo, "una medaglia al valore".
Alla 66esima Sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l'intervento del rappresentante della Santa Sede spazia dall'impegno umanitario all'eticità della finanza mondiale, passando per la libertà religiosa e la pace. E sulla Palestina chiede all'assemblea "decisioni coraggiose".
Gli Stati Uniti e Israele non accettano che l'Unesco abbia ammesso tra i suoi membri anche la Palestina, e così bloccano i fondi destinati all'Organizzazione dell'ONU, che è costretta a bloccare le sue attività fino alla fine dell'anno.