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Striscioni a Palermo per un "Parlamento pulito": condannati e deputati

In molte strade del centro di Palermo sono apparsi degli striscioni con la scritta "Siamo indagati e condannati, vogliamo fare i deputati". Una provocazione pare organizzata dai ragazzi della Giovane Italia (Pdl) per manifestare il desiderio di "un Parlamento pulito".

In molte strade del centro di Palermo, dalla notte tra il 4 e il 5 giugno, sono apparsi degli striscioni con la scritta "Siamo indagati e condannati, vogliamo fare i deputati", che invitavano anche a partecipare al presidio indetto per mardedì alle ore 17:00 davanti a Palazzo dei Normanni, sede dell'Ars, cioè l'Assemblea regionale siciliana. In una nota, arrivata all'Ansa, viene spiegato che la "provocazione è da collegare al recente voto all'Ars che ha salvato il seggio di Santo Catalano, condannato per abusivismo edilizio". In realtà, probabilmente gli autori della provocazione miravano anche denunciare il fatto che sarebbero ben 27 su 90 i parlamentari regionali indagati, visto che il 28 giugno scorso è stato arrestato il deputato regionale Cateno De Luca per tentata concussione e falso in atto pubblico. Il quotidiano online "Live Sicilia" (http://is.gd/RDdkZ0) spiega infatti che gli autori degli striscioni sarebbero "i ragazzi di Giovane Italia, il movimento giovanile del Popolo della Libertà" (guidata dal Ministro della Gioventù Giorgia Meloni), che durante il presidio a Palazzo dei Normanni hanno gridato la volontà di avere finalmente "un Parlamento pulito e partiti che abbiano il coraggio di guardarsi dentro e fare pulizia al loro interno", come hanno spiegato Mauro La Mantia e Giancarlo Russello, presidente regionale e coordinatore di Palermo della Giovane Italia.

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