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Pakistan post Bin Laden: "Oggi il Paese è un hub per i terroristi"

Haroon Barkat Masih, Direttore della Masihi Foundation che si occupa di Asia Bibi e delle minoranze religiose in Pakistan, in particolare di quella Cristiana, è stato intervistato dall'Agenzia Fides sul futuro del Paese. Il quadro, se non si aiuterà il Paese è molto grave, soprattutto per i più deboli.

Ma come sarà la vita in Pakistan dopo Osama Bin Laden? Un pakistano, abitante della zona dove il Principe del Male sarebbe stato ucciso, intervistato subito dopo la diffusione della notizia, rispondeva ad un giornalista, con una certa rassegnata certezza, che per gli americani "ogni musulmano è un Osama". Parole dette anche con una certa ironia, ma che denotano lo stato in cui si trova il Pakistan "post Bin Laden". Un Paese sempre più inospitale per le minoranze religiose tra cui i Cristiani, che rappresentano il 2% della popolazione, sono vessati in ogni modo. L'Agenzia Fides riporta un' interessante intervista ad Haroon Barkat Masih, Direttore della "Masihi Foundation" che è quella organizzazione pakistana che si occupa dell' assistenza materiale e legale di Asia Bibi (la cristiana condannata a morte per blasfemia) e della sua famiglia che si trova sotto continuo pericolo. Alla domanda su quale sarà la situazione post Bin Laden Haroon Barkat Masih risponde a Fides che: "Bin Laden è morto ma la questione determinante oggi è quanti altri Bin Laden stiano nascendo in Pakistan. Oggi il paese è un hub per i terroristi. In tale situazione vi sono inquietanti domande sul coinvolgimento delle istituzioni, e anche della gente comune, nella protezione del leader di Al Qaeda. Allora ci chiediamo: quale sarà il futuro dei cristiani?". Haroon Barkat Masih sottolinea anche che: "Sulla scena politica pakistana vi sono diversi partiti fondati da leader religiosi islamici estremisti o da esponenti in qualche modo vicini alle idee di Bin Laden. Credo che la scomparsa di Bin Laden potrà generare l'emergere di nuovi leader. Staremo a vedere anche come reagiranno gli attuali leader dei partiti estremisti. A livello di governo, ora c'è una coalizione fra il Pakistan People's Party e la Pakistan Muslim League-Q, partito assestatosi in passato su posizione rigide e integraliste. Sarà da verificare quali frutti darà questa alleanza e come saranno trattate le minoranze religiose, anche grazie al nuovo Ministero federale per l'Armonia e le Minoranze". Intanto la situazione dei Cristiani in Pakistan rimane molto grave tanto che, come afferma il Direttore della Direttore della "Masihi Foundation" la scelta è: "subire, lasciare il paese o morire. Oggi i cristiani sono sotto costante minaccia di morte, subiscono conversioni forzate all'islam, matrimoni islamici forzati, istruzione islamica forzata e indebita sottrazione di beni e proprietà. Va detto che appartengono alle fasce più povere ed emarginate della popolazione, la loro condizione sociale e la mancanza di un'istruzione adeguata ne impedisce lo sviluppo economico, sociale e culturale". L'intervista completa a Haroon Barkat Masih è disponibile sul sito della Fides ("Quale futuro per i cristiani dopo 'l'era Bin Laden'?" http://is.gd/5wFo3a).

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